
L'altro giorno stavo chiacchierando con un mio amico, un vero topo da palestra, di quelli che sembrano usciti da una rivista. Mi racconta con orgoglio di come sta aumentando i chilometri, di allenamenti sempre più intensi. Poi, con un sospiro quasi teatrale, mi fa: "Purtroppo le mie scarpe sono ormai a fine vita. Non so più cosa inventarmi per farle durare un altro po'."
Ecco, questa frase mi ha fatto pensare. Perché diciamocelo, nessuno di noi ama davvero salutare le proprie fedeli compagne di corsa. Sono quelle che ci hanno accompagnato sotto la pioggia, sotto il sole cocente, sui sentieri più impervi e sull'asfalto di tutte le città. Insomma, ci sono legate un sacco di emozioni! Ma, come per tutto, anche per le scarpe da running esiste un momento di "tregua" da rispettare. E fidatevi, ignorare questo momento può costarvi caro. Molto caro.
Quindi, la domanda che ronza nella testa di ogni runner, dal principiante all'esperto, è: ogni quanto cambiare le scarpe da running?
La risposta breve e un po' rompiscatole è: dipende. Eh già, lo so che non è quello che volevate sentirvi dire, ma è la verità pura e semplice. Non esiste un numero magico di chilometri universale che vada bene per tutti. Però, ci sono delle linee guida e dei segnali che non potete assolutamente ignorare. Pensateci, ogni runner è diverso, pesa diversamente, corre con un appoggio diverso, su terreni diversi. Tutto questo influisce sulla vita delle nostre amate scarpe.
In generale, comunque, si parla di:

- Tra i 500 e gli 800 chilometri per la maggior parte dei runner. Questo è il range più comune. Se siete runner "leggeri" e correte principalmente su superfici morbide, potreste avvicinarvi di più agli 800. Se invece siete un po' più "massicci" o macinate asfalto, forse meglio stare sui 500-600.
- Anni di vita: anche se non le usate tantissimo, le scarpe hanno una vita utile. La gomma e le schiume si degradano col tempo, anche se stanno ferme nell'armadio. Se le avete da troppo tempo, anche con pochi chilometri, è ora di farci un pensierino.
Ma come capire se è davvero arrivato il momento? Dimenticatevi del contachilometri per un attimo e ascoltate il vostro corpo e osservate le vostre scarpe. Ci sono dei campanelli d'allarme che non perdonano:
- Sensazione di ammortizzazione ridotta: le sentite "sulla terra" invece che "sulle nuvole"? L'impatto con il terreno è più duro del solito? Questo è un segnale forte che l'intersuola ha perso la sua capacità di assorbire gli urti. E diciamocelo, è una delle cose più importanti per evitare infortuni.
- Dolori strani: cominciate ad avere dolori ai piedi, alle caviglie, alle ginocchia o persino ai fianchi che prima non avevate? Non sottovalutate questo aspetto! Le scarpe "Finite" spesso costringono il vostro corpo a compensare, e non in modo salutare. Questo è un segnale di pericolo!
- Usura evidente: guardate la suola. Vedete buchi, zone consumate in modo anomalo, o la forma generale è compromessa? Anche la tomaia potrebbe mostrare segni di cedimento.
- Perdita di stabilità: sentite che la scarpa non vi offre più il giusto supporto? Magari la sentite "molle" o cedevole lateralmente.
Capisco benissimo la tentazione di "tirare" ancora un po' le scarpe, magari perché sono costate un occhio della testa o perché ci siamo affezionati. Ma pensateci bene: un paio di scarpe nuove, anche se sembrano una spesa, sono un investimento nella vostra salute e nella vostra performance. Meglio qualche euro speso in più adesso, che mesi di fermo forzato per un infortunio che vi porterà via molta più tempo e denaro. Quindi, occhi aperti e orecchie ben tese... alle vostre scarpe!