Odisseo Entra Nella Grotta Di Polifemo

Allora, parliamoci chiaro. Tutti conoscono la storia di Ulisse e del suo lungo viaggio. Un sacco di peripezie, venti avversi, sirene che cantano male (diciamolo!), e insomma, un'odissea vera e propria. Ma c'è un episodio che, a mio parere, è un po' sottovalutato, un po' come quella canzone che ti piace tantissimo ma nessuno conosce. Parlo di quando Ulisse entra nella grotta di Polifemo.

Immaginate la scena. Sbarcano su un'isola sconosciuta, e cosa fanno i nostri eroi? La prima cosa che pensano è: "Oh, che bella grotta! Sembra accogliente." E già qui, io mi chiedo: ma non c'era tipo un cartello con scritto "Attenzione: Gigante che mangia uomini in offerta speciale"? No? Nessuno ha pensato di dare una sbirciatina prima? Forse il caffè della nave era finito e la sete di avventura era più forte della prudenza. O magari avevano finito le mappe e si sono detti "Beh, mettiamoci dove capita, che sarà mai?"

E così, con una leggerezza che farebbe invidia a chi sceglie il gusto del gelato per la prima volta in vita sua, Ulisse e i suoi uomini si infilano dentro. E dentro trovano cosa? Un sacco di formaggio. Tanti, tantissimi formaggi. Io, personalmente, se entro in una grotta e trovo solo formaggio, inizio a pensare che il proprietario sia un po' strano. Magari un appassionato di latticini con un debole per i posti bui e umidi. Pensateci, la prima cosa che vedi non è oro, non è un tesoro, ma una scorta di formaggio. Che poi, diciamocelo, è un po' il sogno di ogni vero italiano.

Poi arriva Polifemo. E qui, ragazzi, c'è il colpo di scena. Non è un gigante qualunque, è un ciclope. Un occhio solo. Immaginate il disagio. Uno ha già il problema di non sapere dove mettere gli occhiali, figuratevi avere un occhio solo e trovarsi con un sacco di gente che ti gironzola per casa a rubare il formaggio. Deve essere stato un incubo per lui.

E la reazione di Polifemo? Beh, blocca l'uscita con una roccia enorme. Tipo un tappo gigante. E dice: "Ah, siete entrati senza invito? Benissimo, ora vi mangio uno per uno."

Polifemo e ulisse immagini e fotografie stock ad alta risoluzione - Alamy
Polifemo e ulisse immagini e fotografie stock ad alta risoluzione - Alamy

E qui, diciamocelo, Ulisse ha una genialata. O meglio, una di quelle trovate che funzionano solo nei miti. Fa ubriacare il ciclope con del vino buonissimo. Ma chi porta il vino in un'avventura epica? Forse Ulisse aveva uno zainetto da picnic di lusso. "Un po' di Provolone, un po' di Chianti, e un Gigante da accecare. Una serata tranquilla."

Poi, quando Polifemo è bell'e cotto, Ulisse gli dice: "Io mi chiamo Nessuno." Ma che nome è "Nessuno"? È come chiamare tuo figlio "Boh" o "Chi lo sa". E quando il ciclope, con un occhio solo e la testa che gira, urla: "Nessuno mi sta accecando!", gli altri ciclope fuori dalla grotta rispondono: "Ah, è Nessuno? Lascialo stare, è uno che non dà fastidio." Ma davvero? Nessuno dà fastidio? Io mi sarei preoccupato se avessero detto: "Ah, è il nuovo vicino che fa casino, urliamo più forte." Ma qui, il nome "Nessuno" diventa la scusa perfetta.

E poi l'accecamento con il palo appuntito. Immaginate la scena. Ulisse, che magari è pure un po' più basso del ciclope, che cerca di infilare un palo nell'unico occhio disponibile. Devo ammettere che c'è un certo coraggio, o forse una disperazione tale da farti fare cose impensabili. Tipo quando ti rendi conto di aver finito il caffè e l'unica cosa commestibile è quel cracker stantio che era rimasto nello zaino dalla gita scolastica delle elementari.

Antico mosaico romano che mostra Odysseo che ha bevuto il Polifemo
Antico mosaico romano che mostra Odysseo che ha bevuto il Polifemo

Poi, la fuga. Ulisse, con una mossa degna di un film di spionaggio, lega i suoi uomini sotto le pecore. Sì, avete capito bene. Sotto le pecore. Io penso che il problema non fosse tanto il ciclope, ma l'odore. Immaginatevi la scena: scappate da un gigante antropofago, sotto un gregge di pecore. Non so se sia più terrificante il pensiero del ciclope che vi afferra o quello di rimanere intrappolati in un mare di lana bagnata.

Ma la cosa che mi fa sorridere di più è la reazione di Ulisse dopo. Quando è al sicuro sulla nave, cosa fa? Non si limita a dire "Mamma mia, che scampata!". No, lui, da vero eroe vanesio, si gira verso la grotta e urla il suo vero nome. "Ulisse! Io sono Ulisse!" Ma perché? Per farsi riconoscere? Per vantarsi? Aveva appena rischiato di diventare un antipasto per un ciclope, e la prima cosa che pensa è di farsi pubblicità? "Guardate tutti! Sono io, quello che ha fregato il ciclope!"

Odissea Libro IX - Analisi temi e personaggi • Scuolissima.com
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E il ciclope, furioso, inizia a lanciare massi. Ma non verso la nave, no. Verso la direzione generale da cui proveniva la voce. Non è che avesse una mira infallibile con un occhio solo, poveretto. E così, tra un masso e l'altro, Ulisse e i suoi riescono a scappare.

Ora, io non voglio sminuire l'intelligenza di Ulisse, anzi. È stato un vero stratega. Però, ogni volta che penso a questo episodio, mi viene da sorridere. Un ciclope che mangia gente, formaggio a volontà, un nome inventato per non farsi riconoscere, e poi la voglia di vantarsi. È un po' come quando fai una figuraccia col tuo capo, ma poi riesci a recuperare la situazione con una battuta fulminante e ti senti il re del mondo, dimenticando per un attimo i cinque minuti di panico puro.

Quindi, la prossima volta che sentite parlare dell'Odissea, ricordatevi anche di questo. Di come Ulisse, con un pizzico di audacia, un sacco di formaggio, un nome inventato e una buona dose di ego, sia riuscito a cavarsela. Dopotutto, chi non ha mai desiderato, almeno una volta, essere un po' "Nessuno" per un giorno, e poi magari vantarsene un pochino? Forse Ulisse era solo un po' come noi, ma con un occhio in meno da preoccuparsi. E con un sacco di formaggio."