
Allora, parliamoci chiaro. Io e Santa Teresa d'Avila, all'inizio, non ci capivamo. Come quando provi a capire l'ultimo modello di smartphone: troppe cose, troppe funzioni. Solo che qui, invece di un telefono, avevamo a che fare con una santa mistica del '500. Un tantino complicata, no?
E poi, diciamocelo, queste novene... nove giorni di preghiere. Nove! Sembrano un'eternità, specialmente quando hai una lista di cose da fare lunga quanto la Divina Commedia. E la mia attenzione tende a vagare. Tipo, al terzo giorno sto già pensando alla ricetta della carbonara.
Novena a Santa Teresa: Un'Opinione Impopolare
Ecco la mia opinione impopolare: forse, ma proprio forse, a volte le novene vengono fatte un po' troppo "automaticamente". Un po' come mettere la spunta sulla lista delle cose da fare. Prego, prego, fatto! Avanti con la prossima attività. Ma Santa Teresa non era una spunta su una lista. Era una donna! Con le sue passioni, i suoi dubbi, le sue rivoluzioni interiori.
Forse, invece di recitare preghiere come un pappagallo (scusate, Santa Teresa!), dovremmo provare a capire cosa la faceva vibrare. Leggere qualcosa di suo. Un estratto dal Castello Interiore, magari. O anche solo cercare di immaginare la sua vita, chiusa in un convento, ma con un fuoco dentro che la spingeva a fare cose incredibili.

Un Esempio Pratico (e Un Po' Irriverente)
Immaginatevi Santa Teresa che deve organizzare la sagra del convento. Doveva trovare le suore che facevano i dolci, quelle che cucivano le tovaglie, quelle che accoglievano i visitatori. Già me la vedo che sbuffa: "Ma perché devo fare tutto io?". Ecco, in quel momento, forse, la sentiamo un po' più vicina, no?

Perché, diciamocelo, anche noi abbiamo i nostri "conventi" da gestire. Il lavoro, la famiglia, gli amici. E a volte ci sentiamo sopraffatti. E magari, proprio in quei momenti, una preghiera sincera, una chiacchierata immaginaria con Santa Teresa, può fare più bene di nove giorni di litanie recitate a memoria.
"Chi ha Dio, niente gli manca. Solo Dio basta."
Frase celeberrima, certo. Ma io dico: facile dirlo quando sei Santa Teresa! Provate a dirlo dopo aver ricevuto la bolletta della luce. Capite cosa intendo? Forse, prima di arrivare a quella beatitudine, bisogna passare per il caos quotidiano. E Santa Teresa lo sapeva bene. Non era mica nata santa! C'è arrivata, passo dopo passo, caduta dopo caduta.

Quindi, la prossima volta che vi trovate a recitare la novena, provate a immaginare Santa Teresa come una di noi. Una donna con i suoi problemi, le sue gioie, le sue passioni. E magari, la preghiera diventerà un po' più... umana. E forse, anche un po' più efficace. O forse no. Ma almeno ci avrete provato. E Santa Teresa, secondo me, apprezzerebbe.
E poi, diciamocelo, se proprio non ce la fate a finire la novena, non sentitevi in colpa. Nessuno vi punirà. Forse solo Santa Teresa, ma con un sorriso. Perché, in fondo, l'importante è provarci. No?