Non Riesco A Studiare Sono Depresso

Ricordo ancora quella sensazione: settimane che si fondevano in un'unica, indistinta nebbia. La pila di libri sul comodino sembrava un monumento alla mia inettitudine. Ogni tentativo di aprire un manuale era vano; le parole danzavano sulla pagina senza penetrare la mia mente, che sembrava avvolta in uno strato di cotone. Non riesco a studiare, sono depresso. Quella frase mi rimbombava in testa, silenziosa ma assordante.

E so che tanti, tantissimi di voi si ritrovano in questa situazione. Magari non è proprio la depressione clinica nel vostro caso, ma quella sensazione di apatia paralizzante, quella mancanza di energia che rende anche il pensiero di prendere una penna un'impresa erculea, è un mostro che attacca in tanti modi.

Se mi chiedeste "Ma che ti succede?", la risposta sarebbe complessa. È come se il tuo cervello dicesse: "Siamo a corto di energia, tutto è spento. Non ci provare nemmeno."

E allora, cosa fare quando la voglia di studiare è sparita nel nulla, fagocitata da un senso di tristezza e di stanchezza profonda? Non ci sono bacchette magiche, mi spiace deludervi. Ma ci sono piccole cose, piccole strategie che possono fare la differenza. Avete presente quando volete mettervi a dieta e vi ritrovate a fissare un'insalata triste? Ecco, con lo studio è un po' la stessa cosa, ma a volte un passo piccolissimo può cambiare la prospettiva.

Proviamo a pensare a delle strategie concrete, senza farci prendere dal panico:

Maria Sofia Federico ammette: "Sono 4 o 5 giorni che non mi lavo, non
Maria Sofia Federico ammette: "Sono 4 o 5 giorni che non mi lavo, non
  • Piccoli obiettivi, piccolissimi. Non pensate al capitolo intero. Pensate a leggere una pagina. O anche solo a mettere in ordine gli appunti. Ogni piccolo successo conta. Davvero.
  • Il "faccio per 5 minuti". Ditevi: "Mi metto a studiare solo per 5 minuti". Spesso, una volta iniziata l'attività, si va avanti più a lungo. Se dopo 5 minuti non ce la fate, non forzatevi. Ma spesso, quei 5 minuti sono la porta che si apre.
  • Cambiare aria. La vostra stanza è diventata la prigione dello studio? Provate una biblioteca, un bar tranquillo (con cuffie per la musica, ovvio!) o addirittura il divano. A volte un cambio di ambiente stimola.
  • Non isolarsi. Parlatene! Con amici, familiari, coinquilini. Sapere che non siete soli in questa lotta è già un grande sollievo. Magari qualcuno ha un trucco che funziona per lui!
  • Il movimento, amico mio. Anche solo una passeggiata. Uscire all'aria aperta, muovere il corpo. La vostra mente vi ringrazierà, fidatevi. L'apatia spesso si nutre della sedentarietà.
  • Priorità alla cura di sé. Siete stanchi? Dormite di più. Avete fame? Mangiate qualcosa di nutriente. Non trascurate i bisogni primari pensando che lo studio sia l'unica cosa che conta. Siete voi la priorità.

E se queste sensazioni persistono, se vi sentite schiacciati e incapaci di fare qualsiasi cosa, per favore, non abbiate paura di chiedere aiuto. Parlare con un professionista, uno psicologo o uno psicoterapeuta, non è segno di debolezza, anzi! È un atto di coraggio immenso. Vi aiuterà a capire cosa sta succedendo e a trovare le giuste strategie. Non siete soli in questo tunnel.

Ricordate, anche il giorno più buio ha un'alba. E voi siete più forti di quanto pensiate, anche quando vi sembra di non esserlo affatto.