Non Riesco A Imparare A Guidare

Oh, guidare. La libertà sulla strada aperta! Il vento tra i capelli! (Se hai i capelli e se la finestra è aperta, ovviamente). Un sogno, vero? Ecco, per me... diciamo che è un sogno molto particolare.

Vedo tutti i miei amici sfrecciare in auto, indipendenti, capaci di raggiungere la gelateria dall'altra parte della città senza dover implorare un passaggio. E io? Io sono qui, a contemplare l'abisso del pedale della frizione. Un abisso profondo, oscuro e pieno di segreti che il mio cervello si rifiuta categoricamente di decifrare.

Ho provato, giuro! Ho preso lezioni, ho letto guide, ho guardato tutorial su YouTube. Conosco la teoria meglio di un ingegnere della Ferrari! So perché bisogna controllare gli specchietti, so cosa significa la segnaletica orizzontale e verticale. So persino distinguere un semaforo da un albero (di solito). Il problema è... l'esecuzione.

La Frizione, Mia Nemica Intima

Ah, la frizione. Il terrore di ogni aspirante guidatore. Questo piccolo pedale diabolico che, a quanto pare, ha il potere di spegnere un motore con la stessa facilità con cui io spengo una candelina. E non solo spegnerlo, ma farlo sobbalzare, tossire, emettere rumori che farebbero vergognare un dinosauro morente.

Mi dicono: "Devi trovare il punto di stacco!". Come se fosse facile! Il punto di stacco per me è più elusivo del Bigfoot. Credo di averlo visto una volta, in un sogno, ma poi mi sono svegliata di soprassalto con la sensazione di aver affogato un gatto in un bicchiere d'acqua (metaforicamente, ovviamente!).

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La Mia Vita Dietro al Volante

Le mie lezioni di guida sono diventate un'esperienza... teatrale. Il mio istruttore, un uomo santo di nome Roberto, ha sviluppato una tic nervoso all'occhio sinistro ogni volta che mi avvicino a una rotonda. Non lo biasimo. Le rotonde, per me, sono portali interdimensionali che mi catapultano in una realtà parallela dove le leggi della fisica non esistono e le precedenze sono un'opinione.

Una volta, in un momento di particolare audacia (o forse di follia), ho tentato un parcheggio a spina di pesce. Il risultato? Ho quasi parcheggiato l'auto dentro la vetrina di un negozio di parrucchieri. Fortunatamente, Roberto ha avuto la prontezza di riflessi di un gatto selvatico e ha evitato la catastrofe. Credo che quel giorno abbia perso almeno cinque anni di vita. Io, invece, ho guadagnato una paura irrazionale delle forbici.

Cosa ti spinge a imparare a guidare?
Cosa ti spinge a imparare a guidare?
"La pazienza è la virtù dei forti," mi ripete Roberto, con un sorriso forzato che rivela la sua profonda disperazione.

Per non parlare dei segnali stradali. Li vedo, li riconosco, so cosa significano. Ma poi, nel momento cruciale, quando devo prendere una decisione, il mio cervello va in tilt e inizio a considerare ipotesi assurde come "e se quel divieto di sosta si riferisse solo alle auto blu?".

Forse, guidare non è per me. Forse, il mio destino è quello di essere una passeggera a vita, una navigatrice provetta (almeno, non mi perdo troppo spesso). Forse, dovrei investire in un monopattino elettrico e imparare a fare le impennate.

COME (NON) IMPARARE A GUIDARE 😳 - YouTube
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Ma, in fondo, una parte di me non vuole arrendersi. Voglio provare l'emozione di partire per un viaggio on the road, di cantare a squarciagola le mie canzoni preferite, di fermarmi ad ammirare un tramonto mozzafiato. E, soprattutto, voglio smettere di dipendere dagli altri per i miei spostamenti. Voglio la libertà!

Quindi, continuerò a provare. Continuerò a torturare la frizione, a far sudare freddo Roberto, a collezionare figure barbine in parcheggio. Forse, un giorno, riuscirò a guidare senza far tremare il mondo. E quando quel giorno arriverà... beh, preparatevi perché vi porterò tutti a fare un giro!