
E va bene, lo ammettiamo. C'è qualcosa di magico e un po' strano che succede quando ci troviamo di fronte a un piatto che, diciamocelo, ci fa pensare subito a qualcuno che non c'è più. Non a un defunto, intendiamoci! Ma a un ex. Sì, proprio lui, o lei. Quel capitolo chiuso che, per qualche inspiegabile motivo, continua a sbucare fuori dai cassetti della memoria, soprattutto quando l'olfatto e il gusto vengono solleticati. È un po' come se il nostro ex avesse lasciato un'impronta olfattiva, una firma gustativa, che ci persegue senza tregua. E la cosa più buffa è che spesso ci accorgiamo di questo legame inspiegabile proprio grazie a un cibo.
Pensateci un attimo. Quante volte vi è capitato di assaggiare una carbonara così cremosa e decadente, con quel guanciale croccante e quell'uovo che quasi cantava, e di ritrovarvi catapultati indietro nel tempo, a una sera specifica, in cui qualcuno che ora chiamate "ex" vi ha preparato esattamente quella carbonara? Magari con un bicchiere di vino rosso e una risata complice. E improvvisamente, quel piatto, che prima era solo un buon piatto, diventa un portale. Un portale che vi trasporta in un attimo a quel preciso istante. Non è strano? È come se il cibo avesse una memoria propria, una capacità di custodire ricordi e di restituirceli, con gli interessi, ogni volta che incontriamo quel sapore.
Non stiamo parlando di malinconia fine a se stessa, sia chiaro. Anzi, spesso c'è un'inaspettata dose di divertimento in tutto questo. Perché, diciamocelo, ripensare a certi momenti, anche con la consapevolezza che le cose sono cambiate, può strapparci un sorriso. Magari quel vostro ex era un disastro ai fornelli, e la carbonara che vi ricordate era in realtà un pasticcio immangiabile, ma per qualche ragione quella volta siete riusciti a ridere di tutto e a creare un ricordo. E quel piatto, per quanto venisse male, è diventato il simbolo di quella serata speciale. Oggi, magari, la vostra carbonara è perfetta, ma manca quella scintilla, quella leggerezza che solo un ricordo un po' assurdo può portare.
E non si tratta solo di piatti elaborati. A volte sono cose semplicissime. La pizza margherita mangiata al volo da una bancarella mentre passeggiavate per una città straniera, con un ex che vi teneva la mano. Il gelato al limone che avete diviso in un pomeriggio d'estate, seduti su una panchina. Sono questi piccoli momenti, questi sapori apparentemente insignificanti, che si legano indissolubilmente a persone che non fanno più parte della nostra vita quotidiana. È quasi un tradimento da parte del nostro palato: lo nutriamo, e lui, in cambio, ci inonda di ricordi di chi non c'è più nel nostro presente. E noi, poveri illusi, ci ritroviamo a sorridere, o magari a sospirare leggermente, di fronte a una coppa di gelato.
Quello che è davvero affascinante, e a volte un po' comico, è la potenza di questa associazione. È come se il cervello, quando si tratta di cibo, avesse un pulsante "ricordi ex" che si attiva automaticamente. Non importa quanto tempo sia passato, quanto siano cambiate le nostre vite, o quanto siamo felici con i nostri nuovi partner. Un certo profumo, una certa consistenza, e zac! Si apre lo scrigno dei ricordi legati a quella persona. E non è detto che siano ricordi negativi. A volte sono ricordi dolcissimi, momenti di felicità pura che, per quanto finiti, hanno lasciato un segno indelebile. E quel segno, spesso, ha il sapore di un piatto.

Pensate alla forza di questi legami. Non è qualcosa che si può comandare. Non possiamo decidere: "Ok, da oggi questo tiramisù mi ricorderà il mio attuale compagno". No, succede spontaneamente. E spesso ci sorprende. Ci ritroviamo a preparare una torta e, zac, ci viene in mente la torta che preparava quella persona, magari con un ingrediente strano che lei/lui amava aggiungere e che noi non avremmo mai pensato di usare. E lì, nel bel mezzo della preparazione, ci fermiamo un attimo. E sorridiamo. O forse, per un istante, ci sentiamo un po' disorientati. Ma poi, con un pizzico di ironia, continuiamo. Perché, in fondo, quei ricordi fanno parte di noi, fanno parte della nostra storia.
"Il cibo è la colla che tiene insieme i nostri ricordi più dolci, e a volte, anche quelli un po' più agrodolci."
La cosa veramente divertente è che questa "maledizione" dei ricordi legati al cibo non è necessariamente una cosa negativa. Anzi, può essere un modo per celebrare il passato, per riconoscere le esperienze che ci hanno formato. Non stiamo dicendo che dovete passare le vostre serate a rimuginare sui vostri ex ogni volta che mangiate un piatto di spaghetti. Ma forse, la prossima volta che vi ritroverete a pensare a qualcuno che non c'è più mentre assaggiate un determinato cibo, invece di sentirvi tristi, potreste provare a sorridere. Sorridere dell'assurdità della vita, della potenza del cibo, e di come una semplice lasagna possa trasformarsi in un viaggio nel tempo.

È un po' come avere una playlist segreta di ricordi che si attiva con i sapori. Non la cercate, non la programmate, semplicemente esplode quando meno ve l'aspettate. E allora, forse, invece di combattere contro questa cosa, dovremmo imparare a cavalcarla. Imparare a gustare non solo il cibo, ma anche il ricordo che porta con sé. Magari c'è qualcosa di buono, qualcosa di prezioso in quel ricordo, anche se la persona non è più al nostro fianco. Forse quel ricordo ci ricorda un aspetto di noi stessi che abbiamo un po' dimenticato, un lato più leggero, più spensierato.
Pensate a tutti i vostri ex. Magari ne avete avuti tanti, come in un film a episodi. E immaginate che ogni volta che assaggiate un determinato cibo, si attivi l'episodio corrispondente. Il primo amore e quella crepes mangiata di nascosto. Il secondo amore e quella pizza soffocata dalle risate. Il terzo amore e quella cena un po' troppo formale, ma con un vino che ancora vi ricordate. È un'idea buffa, vero? Ma è un po' quello che succede. Il nostro cervello è un magazzino di sapori e ricordi, e a volte le porte si aprono all'improvviso, portando alla luce tesori inaspettati.

Quindi, la prossima volta che vi troverete a pensare a un ex mentre mangiate un piatto che vi fa stringere il cuore (o sorridere il cuore), non preoccupatevi troppo. È un fenomeno umano, anzi, è un fenomeno da buongustai del passato! Accoglietelo con un sorriso, godetevi il boccone, e magari, solo per un attimo, ringraziate quel cibo che, nel suo piccolo, vi ha ricordato un pezzo della vostra storia. Perché alla fine, anche le storie finite, quando sono condite con buoni ricordi (e, diciamocelo, buon cibo), possono lasciare un sapore dolce in bocca.
Non stiamo dicendo di fermarsi lì, di vivere nel passato. Assolutamente no. Ma è bello sapere che, anche se i capitoli si chiudono, i sapori, quelli, rimangono. E ci ricordano chi eravamo, e quanto abbiamo viaggiato per arrivare dove siamo ora. È un po' come una mappa dei sapori della nostra vita sentimentale, dove ogni piatto è una tappa importante, un punto di riferimento che non dimenticheremo mai. E non c'è niente di più divertente e heartwarming di una buona mappa del genere.