Niente Panico Si Continua A Correre

C’è un detto che, detto tra noi, suona un po' come un mantra per chi ama correre. Si chiama “Niente Panico, Si Continua A Correre”. A prima vista, potrebbe sembrare solo una frase da stampare su una maglietta spiritosa per maratoneti incalliti, ma in realtà racchiude una filosofia di vita, un modo di affrontare le cose che va ben oltre i chilometri percorsi sull'asfalto o sui sentieri.

Pensateci un attimo. Quando si corre, specialmente per lunghe distanze, succedono cose. A volte, queste cose sono meravigliose: il sole che sorge proprio mentre state per tagliare il traguardo, il canto degli uccelli che vi fa compagnia, la sensazione di forza che pervade ogni muscolo. Altre volte, però, succedono… beh, quelle cose un po' meno piacevoli. Tipo quel crampo improvviso che vi fa pensare di dover mollare tutto e chiamare un taxi (magari volante, se siete fortunati). Oppure quella salita che sembra non finire mai, quel tratto di strada che vi fa rimpiangere di aver lasciato il divano. E poi ci sono le volte in cui il meteo decide di fare il teatrino, con pioggia battente, vento gelido o un sole che vi trasforma in un arrosto.

Ecco, in questi momenti di (leggero) sconforto, entra in gioco “Niente Panico, Si Continua A Correre”. Non è un invito a ignorare il dolore o a fare cose stupide, sia chiaro. È più un invito a trovare quella scintilla dentro di noi che dice: “Ok, questa è dura. Molto dura. Ma posso farcela. Posso fare un altro passo. Poi un altro ancora.” È la resilienza in forma liquida, ma che si sente nei polmoni e nelle gambe.

Quante volte ci siamo trovati di fronte a sfide nella vita che sembravano insormontabili? Un progetto difficile al lavoro, una situazione personale complicata, un obiettivo che ci sembrava irraggiungibile. E magari, proprio in quei momenti, ci siamo sentiti come quel runner in cima alla salita, con il fiato corto e la tentazione di tornare indietro. Ed è lì che quel motto, forse sussurrato a se stessi, forse letto da qualche parte, può fare la differenza.

Mi immagino un runner, chiamiamolo Marco, che sta disputando la sua prima maratona. È arrivato al trentesimo chilometro, e le sue gambe stanno urlando pietà. Il sole picchia forte e sente un formicolio sospetto nel polpaccio sinistro. Il panico comincia a farsi sentire. Sta per fermarsi, per arrendersi. Poi, per magia, gli torna in mente quella frase che aveva letto su un blog: “Niente panico, si continua a correre.” Non risolve il crampo, certo. Ma gli dà una piccola pausa mentale. Anziché pensare “Sono finito”, pensa “Ok, adesso respiro un po' di più, rallento leggermente, e provo a fare ancora un chilometro. Solo un chilometro.” E poi un altro. E poi un altro ancora. E magari alla fine quel crampo se ne va, o magari gli fa compagnia fino al traguardo, ma con la consapevolezza di averlo gestito, di non essersi lasciato sopraffare.

Niente panico, si continua a correre: Giovanni Storti racconta il suo libro
Niente panico, si continua a correre: Giovanni Storti racconta il suo libro

La bellezza di questa frase sta nella sua semplicità. Non promette soluzioni magiche, non dice che tutto diventerà facile. Dice semplicemente che, nonostante le difficoltà, la strada va avanti. E il modo migliore per affrontare la strada che va avanti è continuare a camminare, o in questo caso, a correre. È l'idea che l'azione, anche piccola, è quasi sempre meglio dell'inazione. Restare fermi a lamentarsi di una salita non la farà scomparire. Continuare a muoversi, anche lentamente, ti porterà inevitabilmente verso la cima.

E non è solo una cosa da atleti. Pensate a quante volte nella vita abbiamo dovuto affrontare imprevisti. Un aereo in ritardo, una prenotazione saltata, una macchina che non parte. La prima reazione è spesso il panico: "Oddio, cosa faccio ora? Come risolvo?" Ma poi, piano piano, si respira, si pensa a una soluzione, si fa una telefonata, si cerca un’alternativa. Si continua a correre, metaforicamente parlando. Si trova un modo per andare avanti. Questa capacità di adattamento, di non farsi bloccare dalle avversità, è la stessa che si allena correndo.

C’è anche un aspetto divertente in tutto questo. Immaginate un gruppo di amici che sta affrontando una corsa particolare, magari un trail un po' selvaggio con un meteo capriccioso. Qualcuno inciampa, qualcuno si perde per un attimo, qualcuno si ritrova a sguazzare in un rigagnolo. E in mezzo a tutto questo, magari qualcuno urla, con un sorriso tra le labbra: “Niente panico, si continua a correre!” Trasforma un momento di potenziale frustrazione in una battuta, in un ricordo divertente da raccontare dopo. È quella leggerezza mentale che ti permette di non prenderti troppo sul serio, anche quando la situazione si fa seria.

Niente panico, si continua a correre: Giovanni Storti racconta il suo libro
Niente panico, si continua a correre: Giovanni Storti racconta il suo libro

Pensate a quei runner che, nonostante qualche acciacco, decidono di continuare a correre. Non parliamo di infortuni gravi, ma di quelle piccole noie muscolari, di quella stanchezza che ti fa venir voglia di mollare. Invece di fermarsi e rimuginare sul problema, ascoltano il proprio corpo, adattano il passo, magari decidono di fare un allenamento più leggero quel giorno, ma non smettono completamente. Continua a esserci movimento, continua esserci progresso. È una forma di rispetto per il proprio impegno, un patto con se stessi: non si molla, si trova un modo.

E poi c’è la bellezza della scoperta. Correre ti porta in posti nuovi, ti fa vedere la tua città, il tuo paese, sotto una luce diversa. Ti fa incontrare persone nuove, altri runner con cui condividere una passione. E spesso, proprio quando ti senti più stanco, quando pensi di non potercela fare, ti imbatti in uno scorcio mozzafiato, in un’insegna curiosa, in un sorriso di un passante che ti dà quella piccola carica in più. È come se la vita, nel momento in cui stai facendo lo sforzo di continuare, ti ricompensasse con qualcosa di inaspettato.

Giovanni Storti/ Senza Aldo e Giacomo presenta “Niente panico, si
Giovanni Storti/ Senza Aldo e Giacomo presenta “Niente panico, si

Quindi, la prossima volta che vi troverete di fronte a una salita, sia essa letterale o metaforica, ricordatevi di questa semplice, ma potente frase: “Niente Panico, Si Continua A Correre”. Non è solo per chi corre sui sentieri, è per chiunque affronti la vita con un po' di coraggio, un po' di resilienza e una sana dose di leggerezza. È un invito a non fermarsi di fronte agli ostacoli, ma a trovare la forza di fare un passo, poi un altro, e un altro ancora. E chissà, magari scoprirete che la corsa (o il cammino) è più gratificante di quanto pensaste all'inizio.

È un modo per dire: le cose a volte si complicano, è normale. Ma siamo più forti di quanto crediamo. Abbiamo le risorse dentro di noi per superare le difficoltà. E il segreto, a volte, è semplicemente continuare ad andare avanti, un passo alla volta, senza farsi prendere dal panico. Come farebbe un runner che, anche quando pensa di non averne più, sente la forza di mettere un piede davanti all’altro, e poi un altro. E alla fine, quel traguardo, che sembrava così lontano, si avvicina sempre di più.