Nessuno Puo Farti Star Male Senza Il Tuo Permesso

Sai, una volta un mio amico, chiamiamolo Marco, era ossessionato da una battuta che un collega gli aveva fatto. Una sciocchezza, roba da niente, ma per giorni e giorni continuava a ripetersela mentalmente, gn gn gn, come un tarlo. Ogni volta che la sentiva, sentiva una fitta allo stomaco. E io, povera illusa, cercavo di convincerlo che era solo una parola, che non aveva alcun potere. Lui mi guardava come se fossi appena atterrata da Marte. "Ma come non ha potere? Mi sta rovinando la giornata!"

E poi, un giorno, mi è venuto in mente un concetto che mi ha fatto accendere una lampadina potentissima: "Nessuno può farti star male senza il tuo permesso." Wow. Pensaci un attimo. Davvero? Ma come si fa? È una cosa un po' contorta, vero? Sembra quasi che stia dando la colpa alla vittima, ma non è affatto così. È un invito a riprendersi il proprio potere. Il potere sulla propria mente, sulle proprie emozioni.

Tornando a Marco. Quella battutaccia del collega era un suono, una sequenza di parole. Punto. La reazione di Marco, quella fitta allo stomaco, quella giornata rovinata, era sua. Lui, in un certo senso, aveva dato il permesso a quella battuta di diventare un macigno. Come? Ripetendosela, rimuginandoci sopra, dandole il controllo.

È un po' come quando qualcuno ti dice qualcosa di sgarbato. La tua prima reazione può essere la rabbia, la tristezza, la frustrazione. E va benissimo, siamo umani! Ma poi, cosa succede? Rimugini su quella frase. La analizzi, la rigiri, la fai tua. E in quel momento, stai dicendo a quella persona: "Ok, il tuo potere di ferirmi è ammesso. Entra pure."

Invece, immagina questo: qualcuno ti dice una cosa che ti ferisce. Tu respiri. Ascolti. E poi decidi. Decidi che quelle parole non ti appartengono. Che non ti definiscono. Che puoi scegliere come rispondere, o se rispondere. Puoi scegliere di lasciarle scivolare via, come acqua sul marmo. Non è facile, eh? Non ti sto dicendo che è come premere un interruttore. Ci vuole pratica, consapevolezza, e a volte, tanta, tanta pazienza con se stessi.

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Punti chiave da ricordare (magari scrivili da qualche parte, così, per non dimenticare):

  • Le parole degli altri sono solo parole. Il loro significato lo diamo noi.
  • Le nostre emozioni sono nostre. Abbiamo il potere di gestirle.
  • Non siamo vittime passive. Siamo protagonisti attivi della nostra realtà interiore.

Quindi, la prossima volta che qualcuno ti dice qualcosa di brutto, o ti succede una cosa che ti mette K.O. (anche solo mentalmente), fermati un attimo. Respira. E chiediti: "Ho davvero dato il permesso a questo di farmi stare male?" A volte, la risposta è un semplice, potentissimo "No". E da lì, tutto può cambiare. Sul serio, provaci. Magari non subito, ma piano piano. Sono curiosa di sapere cosa ne pensi, eh! Scrivimelo, se ti va. Ci leggiamo presto!