
L'altro giorno stavo spulciando tra le vecchie scatole dei miei genitori. Sai quelle scatole piene di roba che non sai perché si tengono, ma che poi, magicamente, ti regalano un tuffo nel passato? Ecco, tra vecchie foto e lettere ingiallite, ho trovato una cassetta VHS con su scritto a mano, con una calligrafia che riconosco fin troppo bene: "La grande avventura. Quella volta che ci siamo persi in montagna."
Subito, nella mia testa, è partita una sequenza di immagini: io bambino, i miei genitori un po' più giovani, il sole che filtrava tra gli alberi, e quella sensazione di panico misto a eccitazione perché non avevamo la minima idea di dove fossimo. Non ricordo il film, a dire la verità. O meglio, ricordo il contesto, la sensazione, ma il titolo specifico? Puff! Svanito.
E da lì è partita la mia riflessione, quella che voglio condividere con voi oggi. Quante volte ci capita, nella vita, di vivere delle esperienze così intense, così nostre, che poi, quando cerchiamo di definirle, di metterle in una scatola con un'etichetta chiara, ci accorgiamo che manca proprio quella: il titolo?
È un po' come con i film, no? Magari hai visto una pellicola fantastica, ti ha fatto ridere, piangere, pensare. La racconti agli amici con entusiasmo, descrivi le scene, gli attori, il finale mozzafiato. E poi ti chiedono: "Ma come si chiama?". E lì, il dramma. Il cervello va in tilt, inizia una ricerca affannosa tra i ricordi, ma il titolo sembra essersi nascosto nel posto più buio della memoria.

Mi serve il titolo. Mi serve per dare un nome a quell'avventura in montagna, a quella sera con gli amici in cui è successa una cosa assurda, a quel viaggio in cui tutto è andato storto ma è stato perfetto. Mi serve per racchiudere un'emozione, per catalogare un ricordo, per poterlo ritrovare facilmente quando la nostalgia si fa sentire.
Non è solo una questione di nomi, eh. È un po' come cercare un modo per afferrare la realtà. A volte, un titolo è la chiave per sbloccare tutto il resto.

Pensateci un attimo:
- Quella canzone che ti fa subito pensare a una persona? Il titolo della canzone è la porta d'accesso al ricordo.
- Il profumo che ti riporta indietro nel tempo? Il nome di quel profumo è la sinossi del tuo passato.
- Una frase detta per caso che ha cambiato la tua prospettiva? Quella frase, in fondo, è il titolo di una nuova fase.
E così, mentre mi guardavo intorno con quella cassetta in mano, mi sono reso conto di quanto sia importante saper dare un nome alle cose. Non per essere pignoli, ma per renderle vere, per poterle condividere, per poterle conservare al meglio. Magari adesso, riascoltando i miei genitori, riuscirò a recuperare quel titolo dimenticato. Altrimenti, pazienza. Rimarrà "La grande avventura. Quella volta che ci siamo persi in montagna." E sapete una cosa? Va benissimo così. A volte, le storie più belle non hanno bisogno di un titolo famoso, ma solo di essere vissute.