
Oh, eccoci qui di nuovo! La solita storia. Ti è arrivato un invito. Di quelli che ti fanno pensare: “Uffa, ma proprio adesso?” Un invito a una... messa in suffragio. Lo so, lo so, detto così sembra una roba serissima, tipo compito in classe di latino dopo una settimana di pizza e gelati. Ma fidati, non è così male come sembra!
Immagina la scena. Hai presente quando la nonna ti riempie il piatto di pasta al ragù fino a farlo diventare una montagna instabile? Ecco, pensa alla messa in suffragio un po’ come a un “bis” di affetto. Qualcuno che ci ha lasciato, e a cui vogliamo bene, riceve un’altra dose di pensieri positivi, di preghiere che volano su, su, su... magari intercettando l’angelo incaricato di spolverare l’aureola del defunto. Chi lo sa!
L'outfit: il dilemma esistenziale.
Ok, ammettiamolo. La prima domanda che ci poniamo è: "Cosa mi metto?!". Panico. Non è un matrimonio, non è un funerale... è una messa in suffragio! Allora, regola numero uno: niente paillettes che abbagliano il prete. Regola numero due: niente minigonna che distrae i fedeli (specialmente se c’è quel bell’amico del nipote… scherzo!). Insomma, opta per qualcosa di sobrio, ma che ti faccia sentire a tuo agio. Pensa a un abito che indosseresti per un brunch con le amiche, ma senza la borsetta leopardata.
Il galateo della messa in suffragio: istruzioni per l'uso (semiserio).
Entrare in chiesa è come entrare in un film di Fellini. C’è sempre qualcuno che tossisce come un motore a scoppio, qualcuno che non spegne il cellulare (nonostante gli avvisi a caratteri cubitali), e qualcuno che piange così forte da far tremare i lampadari. Tu, cerca di mantenere un contegno. Fai un bel respiro profondo, accendi un cero se ti va (e se hai spiccioli!), e segui il flusso.
Durante la messa, cerca di non sbadigliare troppo forte (soprattutto se sei seduto in prima fila). Se proprio non ce la fai, fingi di tossire. Funziona sempre. Quando il prete dice quelle parole che sembrano uscite da un libro di incantesimi medievali, cerca di rispondere a tono. Non devi per forza conoscere il latino, basta un “Amen” convinto, detto con la stessa enfasi con cui urleresti “FORZA ITALIA!” durante una partita dei Mondiali.

Al momento della comunione, se non sei praticante, puoi semplicemente restare seduto. Nessuno ti giudicherà. A meno che tu non inizi a ballare la macarena. In quel caso, preparati a essere esorcizzato seduta stante.
E alla fine, dopo l’ultimo “Deo gratias”, arriva il momento dei saluti. Abbraccia i parenti del defunto, digli qualcosa di carino (tipo “Era una persona speciale” oppure “Mi ricordo ancora le sue barzellette!” anche se in realtà ti ricordi solo che ti pizzicava sempre le guance). Evita commenti del tipo “Meno male che è finita!” o “Speriamo che non mi tocchi presto!”… Potrebbero non prenderla bene.

In definitiva, la messa in suffragio è un’occasione per ricordare una persona cara, per stare insieme ai suoi affetti, e magari per riflettere un po’ sulla vita (e sulla morte, ma senza esagerare). E poi, diciamocelo, è anche una scusa per indossare quel vestito che non metti mai, per fare un giro in centro, e magari per mangiare un gelato dopo la messa. Perché no?
Quindi, la prossima volta che ricevi un invito a una messa in suffragio, non storcere il naso. Considerala come un piccolo tributo, un gesto d'amore che va al di là del tempo e dello spazio. E ricorda, l'importante è esserci, con il cuore e con un sorriso. E magari, anche con un pacchetto di fazzoletti di carta. Non si sa mai!
E, in fondo, chi lo sa? Magari il defunto starà guardando tutto da lassù, sorridendo e pensando: "Questi ragazzi sono proprio uno spasso!"