
Capita a tutti. La sessione è finita, hai finalmente terminato l'ultimo esame e... hai preso 109. Un solo punto ti separava dal 110 e lode, un traguardo prestigioso che avrebbe potuto aprirti molte porte. La frustrazione è comprensibile, quasi palpabile. Ma cosa succede dopo? E, soprattutto, cosa può fare un'alma mater, un'università, per supportare i propri studenti in questa fase cruciale della loro carriera, aiutandoli a trasformare un "quasi successo" in un trampolino di lancio?
Questo articolo non è una semplice lamentela, ma un'esplorazione concreta delle opportunità che le università italiane possono (e dovrebbero) offrire agli studenti che si trovano in questa particolare situazione. Parleremo di mentorship, di networking, di competenze trasversali e di come un voto, per quanto importante, non definisca il tuo futuro.
Il Peso del Voto: Realtà e Percezione
Partiamo da un dato di fatto: il voto di laurea è importante. In molti settori, specialmente in quelli più competitivi, un 110 e lode può fare la differenza tra essere notati o meno. Alcune aziende, ad esempio, lo utilizzano come criterio di selezione iniziale. Tuttavia, ridurre il valore di un percorso universitario a un singolo numero è un errore.
Il voto è una sintesi, non la storia completa. Dietro ogni voto ci sono ore di studio, sacrifici, progetti, collaborazioni e un bagaglio di competenze che vanno ben oltre la mera conoscenza teorica. Ed è qui che l'università può intervenire.
Critiche al Sistema di Valutazione
Alcuni sostengono che il sistema di valutazione italiano sia troppo incentrato sulla memorizzazione e poco sulla capacità di applicare le conoscenze in contesti reali. Questa critica è valida, e la discussione su come migliorare i metodi di valutazione è in corso da anni. Tuttavia, fino a quando il sistema non cambierà radicalmente, dobbiamo accettare che il voto è un elemento da tenere in considerazione.
Un altro punto critico è la disparità tra i diversi corsi di laurea e le diverse università. Ottenere un 110 e lode in alcune facoltà è decisamente più difficile che in altre. Questo crea una distorsione nel mercato del lavoro, penalizzando studenti meritevoli che provengono da contesti più competitivi.

Oltre il Voto: Le Competenze Trasversali e il Networking
Se il voto non è tutto, allora cosa conta davvero? Le competenze trasversali (soft skills) e il networking. Le università hanno un ruolo fondamentale nel promuovere e sviluppare queste aree.
- Competenze trasversali: comunicazione efficace, capacità di lavorare in team, problem solving, leadership, pensiero critico. Queste competenze sono sempre più richieste dal mercato del lavoro e sono spesso sottovalutate durante il percorso universitario.
- Networking: creare e mantenere una rete di contatti professionali. Partecipare a eventi, conferenze, workshop, entrare in contatto con aziende e professionisti del settore. L'università può organizzare queste attività o supportare gli studenti che le organizzano autonomamente.
Immagina uno studente che ha preso 109 ma ha partecipato attivamente a un progetto di ricerca, ha organizzato un evento studentesco di successo e ha una solida rete di contatti nel suo settore. Questo studente, probabilmente, avrà più opportunità di uno che ha preso 110 ma non ha sviluppato queste competenze.
Mentorship: Un'Opportunità Sottovalutata
Un'altra risorsa preziosa che le università possono offrire è la mentorship. Mettere in contatto studenti con professionisti esperti del settore può fare la differenza nel percorso di carriera. Un mentor può fornire consigli, supporto e una prospettiva diversa sul mondo del lavoro.

Un programma di mentorship ben strutturato può aiutare gli studenti a:
- Definire i propri obiettivi professionali.
- Sviluppare le competenze necessarie per raggiungere tali obiettivi.
- Creare una rete di contatti.
- Affrontare le sfide del mondo del lavoro.
Iniziative Universitarie per Supportare gli Studenti "Quasi Eccellenti"
Cosa possono fare concretamente le università per supportare gli studenti che non hanno raggiunto il 110 e lode, ma hanno dimostrato un alto livello di preparazione?
- Programmi di potenziamento delle competenze trasversali: workshop, corsi, seminari focalizzati sullo sviluppo delle soft skills più richieste dal mercato del lavoro.
- Career counseling personalizzato: supporto individuale per la ricerca di lavoro, la preparazione del curriculum vitae e la simulazione di colloqui.
- Opportunità di stage e tirocini: favorire l'inserimento degli studenti nel mondo del lavoro attraverso esperienze pratiche.
- Networking events: organizzare eventi in cui gli studenti possono incontrare aziende e professionisti del settore.
- Programmi di mentorship: mettere in contatto studenti con professionisti esperti del settore.
- Riconoscimento del merito: premiare gli studenti che si sono distinti per il loro impegno e la loro dedizione, anche se non hanno raggiunto il 110 e lode. Questo potrebbe avvenire attraverso borse di studio, premi di merito o la pubblicazione dei loro lavori di ricerca.
- Accesso a risorse online: mettere a disposizione degli studenti una piattaforma online con materiali didattici, guide, consigli e opportunità di lavoro.
Affrontare le Obiezioni: "Non ci sono Fondi"
Una delle obiezioni più comuni a queste proposte è la mancanza di fondi. Tuttavia, investire nel supporto agli studenti non è una spesa, ma un investimento nel futuro del paese. Un'università che supporta i propri studenti, anche quelli che non hanno raggiunto il massimo dei voti, contribuisce a formare professionisti competenti, motivati e capaci di affrontare le sfide del mondo del lavoro.

Inoltre, è possibile reperire fondi attraverso:
- Partnership con aziende: le aziende possono finanziare programmi di mentorship, stage e tirocini.
- Donazioni da alumni: gli ex studenti possono contribuire a finanziare borse di studio e premi di merito.
- Finanziamenti pubblici e privati: esistono numerosi bandi e finanziamenti a cui le università possono accedere per finanziare progetti di supporto agli studenti.
Un Esempio Concreto: Il Programma "Elevate"
Immaginiamo un programma chiamato "Elevate", creato da un'università per supportare gli studenti che hanno preso tra il 105 e il 109. Il programma prevede:
- Un ciclo di workshop sulle competenze trasversali (comunicazione, leadership, problem solving).
- Un servizio di career counseling personalizzato.
- L'accesso a una piattaforma online con offerte di stage e tirocini.
- L'abbinamento con un mentor del settore.
- La possibilità di partecipare a eventi di networking con aziende.
Questo programma non solo aiuta gli studenti a trovare lavoro, ma anche a sviluppare le competenze necessarie per avere successo nella loro carriera. Dimostra che l'università si prende cura dei propri studenti, anche dopo la laurea.

Il Futuro dell'Università: Un Ruolo Più Proattivo
Le università non devono essere solo luoghi di apprendimento teorico, ma anche centri di sviluppo personale e professionale. Devono aiutare gli studenti a scoprire i propri talenti, a sviluppare le proprie competenze e a creare una rete di contatti che li supporti nel loro percorso di carriera.
Questo richiede un cambiamento di mentalità da parte di tutti: docenti, personale amministrativo e studenti. Dobbiamo smettere di considerare il voto come l'unico metro di giudizio e iniziare a valorizzare le competenze, l'esperienza e l'impegno.
Il 109 non è una sconfitta, ma un punto di partenza. Con il giusto supporto, gli studenti che si trovano in questa situazione possono trasformare la frustrazione in motivazione e raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.
La domanda che dobbiamo porci è: cosa possiamo fare, individualmente e collettivamente, per rendere le nostre università più inclusive, più supportive e più orientate al futuro?