
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Nella vita di ogni giorno, spesso ci troviamo di fronte a scelte, a dilemmi che mettono alla prova la nostra fede e la nostra capacità di agire secondo i principi che ci sono stati tramandati. In questi momenti, è confortante sapere che possiamo fare riferimento a una saggezza antica, a una tradizione che ha guidato generazioni di credenti prima di noi. Riflettiamo, dunque, su una massima giuridica spesso di tradizione latina, un faro che può illuminare il nostro cammino.
Queste massime, nate nel contesto del diritto romano e medievale, non sono semplici formule legali, ma veri e propri concentrati di sapienza pratica e di riflessione etica. Esse ci ricordano che la giustizia, la verità e l'equità sono valori eterni, radicati nella stessa natura divina. Attraverso di esse, possiamo discernere meglio il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, e agire di conseguenza con coraggio e integrità.
Pensiamo, ad esempio, al principio di pacta sunt servanda, "i patti devono essere rispettati". Questa non è solo una regola contrattuale, ma un invito alla fedeltà, alla lealtà, alla parola data. Nel nostro cammino di fede, questo significa onorare le promesse che abbiamo fatto a Dio, ai nostri cari, a noi stessi. Significa essere persone di parola, su cui si può contare, capaci di mantenere gli impegni presi anche quando ciò comporta sacrificio e rinuncia.
Consideriamo anche l'importanza del concetto di bona fides, la buona fede. Agire in buona fede significa agire con onestà, trasparenza, senza secondi fini o intenzioni nascoste. Nella nostra vita quotidiana, questo si traduce nell'essere sinceri nei nostri rapporti con gli altri, nel non ingannare o manipolare nessuno, nel cercare sempre il bene comune. La buona fede è un segno distintivo del vero discepolo di Cristo, che si sforza di imitare la sua onestà e la sua purezza di cuore.

Un'altra massima da meditare è nemo iudex in causa sua, "nessuno può essere giudice nella propria causa". Questo principio ci invita all'umiltà e alla consapevolezza dei nostri limiti. Non siamo sempre in grado di giudicare noi stessi con obiettività, perché siamo spesso accecati dai nostri interessi personali o dalle nostre passioni. Per questo, è importante cercare il consiglio di persone sagge e imparziali, che possano aiutarci a vedere la situazione da un punto di vista più obiettivo e a prendere decisioni giuste e ponderate. In definitiva, ci ricorda di affidarci alla giustizia divina, che è sempre perfetta e infallibile.
Le massime giuridiche di tradizione latina ci offrono anche spunti di riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva. Il principio di culpa in eligendo e culpa in vigilando, ad esempio, ci ricordano che siamo responsabili delle nostre scelte e delle nostre azioni, così come della supervisione e della cura che esercitiamo sugli altri. Come genitori, come educatori, come leader, abbiamo il dovere di guidare e proteggere coloro che sono affidati alle nostre cure, assicurandoci che abbiano le risorse e il sostegno necessari per crescere e prosperare. Non possiamo sottrarci a questa responsabilità, perché essa è parte integrante del nostro mandato di fede.

Inoltre, la massima ignorantia legis non excusat, "l'ignoranza della legge non scusa", ci esorta a conoscere e rispettare le leggi, sia quelle umane che quelle divine. Questo non significa solo studiare i codici e i regolamenti, ma anche approfondire la nostra conoscenza della dottrina cristiana e dei principi morali che la ispirano. Quanto più conosciamo la volontà di Dio, tanto più saremo in grado di agire in conformità con essa e di testimoniare la nostra fede con la nostra vita.
Infine, ricordiamo che queste massime giuridiche non sono fini a se stesse, ma strumenti che ci aiutano a vivere una vita più giusta, più onesta e più conforme alla volontà di Dio. Esse ci invitano a coltivare le virtù della prudenza, della giustizia, della fortezza e della temperanza, che sono i pilastri di una vita cristiana autentica e feconda. Affidiamoci alla guida dello Spirito Santo, che illumina la nostra mente e fortifica la nostra volontà, affinché possiamo sempre agire secondo i principi di verità, giustizia e amore che ci sono stati tramandati dalla tradizione.

Che la grazia del Signore sia con voi e vi illumini nel vostro cammino di fede.
Ricordiamo sempre le parole di Gesù: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo comandamento. E il secondo è simile a questo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti" (Matteo 22:37-40). Queste parole, semplici e profonde, sono la sintesi di tutta la saggezza giuridica e morale che possiamo trovare nelle massime latine e nella tradizione cristiana. Mettiamole in pratica ogni giorno, con fede e amore, e saremo testimoni credibili del Vangelo nel mondo.
Amen.