
Allora, parliamoci chiaro: quante volte ci siamo trovati davanti a un foglio bianco, con la mente più vuota del frigo dopo le feste? Le schede bianche vanno alla maggioranza, diciamocelo, è un po' il nostro motto segreto, no?
Siamo tutti un po' lì, a fissare quel vuoto cosmico. Magari dobbiamo scrivere un tema, una mail importante, o peggio ancora, rispondere a un sondaggio. Ed ecco che la paura del foglio bianco ci assale. È come quel mostro sotto il letto, ma invece delle gambe pelose, ha un pennino e una penna stilografica che minaccia di scrivere cose terribili.
Ma sapete qual è il bello? Che non siamo soli! Ah no, siamo un esercito silenzioso di persone che si perdono nell'infinito blu dello schermo o della pagina bianca. È un po' come quando si vota e ti chiedono "Chi vuoi al governo?". E tu dici... "Meh, chiunque, basta che smetta di piovere". Ecco, le schede bianche sono un po' questo, no? Un modo per dire: "Ok, non ho niente di super convincente da aggiungere, ma sono qui, ci sono!".
Pensateci un attimo. Ogni volta che lasciamo una scheda bianca, stiamo facendo una piccola, silenziosa dichiarazione. Non è per forza un gesto di protesta radicale (anche se a volte può esserlo, diciamocelo!). Spesso è solo un "Non ho trovato la mia voce in queste opzioni", o un "Non sono sicuro di cosa voglio davvero". E va benissimo così!
Immaginate un po':

- Il candidato A è troppo… beh, troppo A.
- Il candidato B ti ispira meno fiducia di una promessa fatta da un venditore di pentole porta a porta.
- E il candidato C… diciamo solo che ti fa pensare seriamente a trasferirti su Marte.
A quel punto, cosa fai? Ti sforzi di inventarti un motivo per scegliere uno di questi, rischiando di sembrare un po' ridicolo? O semplicemente, con un sospiro, lasci la scheda bianca e pensi "Pazienza, la prossima volta sarà meglio"? La risposta, per la maggior parte di noi, è abbastanza scontata.
La bellezza della scheda bianca è che è un spazio di libertà. È la prova che non siamo obbligati a scegliere, a conformarci, a riempire i vuoti con qualsiasi cosa ci venga proposta. È un po' come quando ti chiedono "Che film vuoi vedere stasera?" e tu rispondi "Boh, quello che vuoi tu", ma in realtà speri che scelgano qualcosa di decente. Solo che, in questo caso, sei tu a decidere che il "decente" non è presente.

Quindi, la prossima volta che vi troverete davanti a quella pagina o a quel foglio che vi guarda con aria di sfida, ricordatevi che lasciare uno spazio vuoto è un atto legittimo. Non siete dei perdenti, siete solo persone che, in quel momento, hanno scelto di non dire niente, o di non scegliere.
E sapete una cosa? Alla fine, anche quel silenzio può essere potente. Può far riflettere chi propone, chi ascolta. Può essere un invito a fare meglio, a proporre di più, a essere più chiari. Quindi, se vi capita di lasciare una scheda bianca, non sentitevi in colpa. Anzi, sappiate che fate parte di una bella fetta di umanità che, a modo suo, sta partecipando. E questo, credetemi, è già un ottimo punto di partenza per sorridere!