Le Donne Di Oggi Sono Viziate

Allora, sediamoci un attimo qui al tavolino, prendiamoci un caffè (o magari un prosecco, che è quasi l'ora dell'aperitivo, no?) e parliamo un po'. Mi è venuta in mente questa cosa, che sento un po' in giro, un po' nelle conversazioni con gli amici, un po' la leggo… "Le donne di oggi sono viziate". Ma diciamocelo sinceramente, chi non lo è un pochino al giorno d'oggi? Siamo tutti un po' coccolati, no?

Ora, prima che qualcuno si scandalizzi e mi mandi una lettera all'Accademia della Crusca (o magari una torta in faccia, non so), calmatevi! Non sto dicendo che tutte le donne del mondo sono delle principesse capricciose. Assolutamente no. Sto parlando di una sensazione, di un'idea che circola, e che forse merita di essere sviscerata con un sorriso, senza prendersi troppo sul serio. Dopotutto, cosa c'è di più divertente di un po' di autoironia, no?

Ma cosa significa veramente "viziata" oggi?

Perché, capiamoci, il vizio ai tempi della nonna era un conto. Immaginate la scena: la signora Maria, in cucina, a preparare il sugo con amore per tutta la famiglia. Se il marito tornava stanco, era lei che gli massaggiava i piedi, non il contrario. E i figli? Disciplina ferrea, compiti fatti senza fiatare e la merenda era una fetta di pane e marmellata, non certo un avocado toast con scaglie di tartufo.

Oggi, invece, il concetto è… diverso. È come se la barra si fosse alzata un po'. O meglio, si fosse spostata. Le donne di oggi hanno aspettative. E diciamocelo, sono aspettative che a volte possono sembrare un po'… esagerate, se le confrontiamo con il passato.

Prendiamo il lavoro, per esempio. Mia zia, che ha settant'anni, mi raccontava che quando lei aveva la mia età, le donne lavoravano per arrotondare, o perché non c'erano alternative. L'idea di una carriera, di una posizione di potere, di una parità di stipendio… beh, era fantascienza.

Oggi? Le donne non solo lavorano, ma spesso vogliono fare carriera. Vogliono essere rispettate, ascoltate, pagate quanto un uomo a parità di mansioni (e giustamente, aggiungerei!). Se un datore di lavoro le tratta con sufficienza, o peggio, le sminuisce, le ragazze di oggi se ne vanno, magari con una bella risata, a trovare un posto migliore. E qualcuno, dall'alto della sua torre d'avorio patriarcale, potrebbe commentare: "Ah, ecco, sono viziate! Non si accontentano più di niente!"

Dal punto di vista… diciamo, "tradizionale"

Vediamo un po' cosa potrebbe pensare un signore di una certa età, magari un po' nostalgico dei tempi andati, quando le donne erano "più semplici" (a volte penso che la semplicità sia solo una parola gentile per dire "meno pretenziose").

L’orgoglio delle donne. Migliaia in piazza: lo sciopero transfemminista
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Lui potrebbe dire: "Ma che si aspettano? Vogliono il lavoro, la carriera, i soldi, ma poi non vogliono pensare alla casa. E quando tornano a casa, vogliono la cena pronta, il bucato lavato e stirato, e magari pure il massaggio rilassante!"

E qui entra in gioco la nostra cara definizione di "viziata". Perché, signori miei, negli anni '80, se una donna lavorava, era un'eroina. Oggi, se una donna lavora e si aspetta che anche il partner collabori in casa, è… viziata? Forse. O forse è semplicemente una donna moderna che ha capito che la vita è troppo breve per passare tutto il tempo ai fornelli e a piegare calzini.

Pensateci un attimo. Mia cugina mi raccontava che lei e il suo fidanzato si dividono i compiti. Lei cucina tre sere a settimana, lui le altre due, e una sera ordiniamo la pizza. Le pulizie sono a rotazione. E se il sabato sera lei vuole uscire con le amiche, lui non fa drammi. E se lui vuole andare a giocare a calcetto, lei non si lamenta. E questa, secondo alcuni, è una donna viziata?

Io dico che è una donna che ha capito come funziona un rapporto di coppia moderno, dove non c'è più il "lui fuori, lei dentro" di una volta. Dove non c'è più l'idea che la casa sia un dominio femminile.

8 marzo, si celebra la Giornata mondiale delle donne | LifeGate
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I "vizi" della tecnologia e del benessere

Ma il vizio, ragazzi, non è solo una questione di lavori e di faccende domestiche. Ah, no! Pensiamo un attimo alla nostra generazione. Siamo cresciuti con la tecnologia, con la possibilità di avere tutto a portata di mano. E questo, ammettiamolo, ci ha un po' "viziati".

Ordinare cibo a domicilio? Una volta era un lusso per le occasioni speciali. Oggi è un pilastro del fine settimana, soprattutto se hai voglia di quella pizza napoletana che ti fa sognare o di quel sushi che ti fa sentire un po' cosmopolita.

Abbonamenti a Netflix, Spotify, podcast infiniti? Chi di noi non passa ore a guardare serie tv o ad ascoltare storie avvincenti mentre è in giro? E se la connessione internet rallenta per un secondo? Oh, il dramma! "Ma come, non posso vedere subito la fine dell'episodio?" Ecco, questo potrebbe essere considerato un vizio tecnologico.

E poi c'è tutto il mondo del benessere. Creme miracolose, trattamenti estetici, palestre attrezzate, yoga, pilates, meditazione guidata… Le nostre nonne si prendevano cura della loro pelle con il sapone di Marsiglia e facevano le flessioni mentre stendevano il bucato. Noi? Investiamo tempo e denaro per sentirci bene con noi stesse.

Se una donna oggi dice: "Scusa, ma oggi non posso venire a cena perché ho il mio massaggio shiatsu", un tempo sarebbe stata guardata come una marziana. Oggi, è quasi la norma. E se questo significa che ci sentiamo meglio, più energiche, più in pace con noi stesse, chi può dire che siamo viziate?

Donne di oggi e donne di domani. Unite contro gli stereotipi
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Magari siamo solo donne che hanno scoperto che prendersi cura di sé non è un lusso, ma una necessità.

Sorprendenti fatti e aneddoti (con un pizzico di esagerazione)

Sapete, ho letto una cosa incredibile l'altro giorno. Pare che il primo albergo con servizio in camera sia stato aperto nel 1880 a Londra. Immaginate: prima di allora, se avevi fame a tarda notte, dovevi arrangiarti! Nessuno ti portava il club sandwich a letto. E se volevi una camicia pulita, dovevi lavartela tu. Che tempi duri, vero?

Oppure pensate al concetto di "appuntamento galante". Una volta, l'uomo doveva corteggiare la donna per mesi, inviarle fiori, scrivere lettere d'amore appassionate (magari scritte da un poeta a pagamento, chi lo sa!). Oggi, basta un messaggio su WhatsApp, un "like" su Instagram, e si è già in ballo. Forse siamo noi donne di oggi che siamo diventate più efficienti nel trovare un compagno, o forse siamo noi uomini di oggi che siamo più… pigri nel corteggiamento?

E che dire delle aspettative sui regali? Mia zia mi raccontava che per il suo matrimonio, il regalo più grande che ha ricevuto è stato un set di pentole in rame. Belle, certo, ma diciamo che non sono proprio l'ultimo modello di smartphone. Oggi, se a una ragazza non piace il regalo, ha il diritto (e a volte, il dovere morale) di cambiarlo. "Non mi piace questo profumo, preferisco quello!" E via. Una volta, grazie e arrivederci, ti tenevi le tue pentole.

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Forse è questo il punto. Le donne di oggi hanno più scelte. Hanno più opportunità. Hanno più conoscenza di sé e di quello che vogliono. E questo, per chi è abituato a un mondo dove le donne erano più "obbedienti" e "meno esigenti", potrebbe apparire come "vizio".

Ma siamo davvero viziate, o semplicemente… moderne?

Io propendo per la seconda opzione. Siamo donne che vivono in un'epoca diversa, con sfide diverse e possibilità diverse. Abbiamo imparato a valorizzarci, a chiedere quello che meritiamo, a non accontentarci di meno.

E diciamocelo, un po' di "vizio" non fa male. Chi non vorrebbe un caffè servito a letto la domenica mattina? Chi non apprezzerebbe un compagno che sa cucinare una carbonara perfetta? Chi non vorrebbe un massaggio rilassante dopo una lunga giornata?

La differenza, forse, sta nel fatto che noi donne di oggi non diamo più per scontato tutto questo. Lo desideriamo, lo chiediamo, e se necessario, ce lo procuriamo da sole. E se qualcuno ci definisce "viziate" per questo, beh, allora che si continui a viziarsi, con stile e consapevolezza!

E ora, scusatemi, ma il mio caffè sta diventando freddo. E se me lo portassero di nuovo qui al tavolo, non mi sentirei certo viziata, ma solo… una donna felice in un mondo che (forse) sta imparando a coccolare un po' di più anche le sue donne.