
Ammettiamolo, scrivere la Lettera a Babbo Natale è un rito. Un rito a cui, onestamente, sopravvalutiamo un po'. Sentite un po’ la mia.
L'arte (o la tortura?) della lista dei desideri
Ogni anno, stessa storia. I bambini (e diciamocelo, anche qualche adulto!) si siedono con carta e penna. L'obiettivo? Stilare la perfetta lista dei regali. Ma è davvero così perfetto come sembra?
Personalmente, trovo che sia una fonte di stress non indifferente. Prima di tutto, la pressione! Cosa vuoi veramente? Cosa è "abbastanza" da chiedere? E se poi Babbo Natale pensa che sei troppo esigente? Panico!
Il dilemma del "vorrei ma non oso"
C'è sempre quell'oggetto del desiderio proibito. Troppo costoso? Troppo "da grandi"? Il manuale del piccolo ipocrita ci insegna a domandarci: Babbo Natale approverebbe?
E poi, c'è il problema della concorrenza. Il tuo amico ha chiesto un robot che cucina la pasta e ti senti quasi obbligato ad alzare la posta. Una strategia che non premia nessuno! Tranne i produttori di giocattoli, ovviamente.

Babbo Natale, il giudice supremo dei nostri capricci?
Non so voi, ma a volte mi sembra che la Lettera a Babbo Natale sia una sorta di esame di coscienza. "Sono stato abbastanza bravo quest'anno?". Ma davvero dobbiamo dimostrare di meritarci qualcosa tramite una lista di oggetti materiali?
Forse dovremmo concentrarci di più sull'essere persone migliori, e meno sul ricevere l'ultimo modello di smartphone. Giusto per dire.
E non dimentichiamoci del fattore "sorpresa". Dove va a finire la magia del Natale se sai già cosa troverai sotto l'albero?

Un'alternativa alla lista infinita
Ecco la mia proposta (un po’ rivoluzionaria, lo ammetto): invece di chiedere mille cose, perché non concentrarsi su un solo regalo davvero desiderato? Oppure, ancora meglio, chiedere un'esperienza! Un corso di cucina, un'uscita allo zoo, un viaggio in un posto nuovo. Ricordi duraturi, invece di oggetti che finiranno in fondo a un cassetto.
Lo so, lo so. Starò esagerando. Ma pensateci un attimo. Non sarebbe più bello un Natale meno materialista e più... autentico?

Conclusione (forse un po' polemica)
La Lettera a Babbo Natale è una tradizione carina, per carità. Ma forse è ora di rivalutarla un po'. Meno stress, meno competizione, più significato.
E se Babbo Natale mi sta leggendo... sappi che quest'anno vorrei solo un abbraccio. E forse un paio di calzini nuovi. Ma soprattutto, un abbraccio. (Va bene, e magari anche quel robot che cucina la pasta... Ma non dirlo a nessuno!).