La Figlia Di Enrico Viii Che Ascese Al Trono D'inghilterra

Ragazzi, sedetevi comodi con il vostro caffè o, che so io, con una bella fetta di torta (tanto qui di reale non c'è niente, a parte la pancia che si allarga!). Oggi vi racconto una storia che farebbe invidia a qualsiasi serie Netflix, una di quelle con intrighi, colpi di scena e personaggi che sembrano usciti da un film di Monty Python. Parliamo della figlia di Enrico VIII, quella che, tra alti e bassi, più alti che bassi onestamente, è salita sul trono d'Inghilterra. E non è stata mica una passeggiata, credetemi!

Allora, il protagonista assoluto della nostra saga è lui, Enrico VIII. Il re che conoscete tutti per le sue... ehm... collezioni di mogli. Sette, otto, chi le conta più? Diciamo che aveva un hobby un po' costoso e decisamente tagliente. Immaginatevi un tizio con una barba folta, un'aria da "io sono il capo" e una tendenza a cambiare moglie più spesso di quanto noi cambiamo le password del Wi-Fi. Una vera e propria leggenda, anche se forse non nel senso che avrebbe voluto lui.

Ora, di questo Enrico VIII, chi ci interessa davvero oggi è una delle sue figlie. E qui viene il bello: avete presente quando pensate "magari avessi avuto un papà così..."? Ecco, qui la cosa è un po' diversa. Questa figlia ha avuto un papà che, beh, diciamo che era un tipo... ingombrante. Sto parlando di Maria I d'Inghilterra, meglio conosciuta dai nemici (e da alcuni amici, diciamocelo) come "Maria la Sanguinaria". Già il soprannome non promette bene, vero? Pensate se vi chiamassero "Pierino il Goloso" o "Anna la Pettegola"... non dà la stessa aura di terrore, ecco.

Maria era la figlia di Caterina d'Aragona, la prima moglie di Enrico. Quella che Enrico ha scaricato perché non gli aveva dato un erede maschio. Immaginate la scena: il re che la guarda con la faccia di chi ha perso le chiavi della macchina e lei che pensa "Ma io ti ho dato una figlia! E che figlia!". Insomma, un vero dramma da soap opera, ma con corone e cospirazioni.

Caterina, diciamocelo, non è che avesse avuto vita facile. Si è fatta tutto il giro delle sette chiese, ha cercato di fare la cosa giusta, ma alla fine il re ha deciso che era ora di cambiare. E quando Enrico VIII decideva di cambiare qualcosa, beh, di solito finiva male per chi veniva cambiato. Pensate al divorzio più costoso e drammatico della storia, con tanto di rottura con la Chiesa Cattolica per permettere al re di rifarsi una vita (anzi, più di una).

Enrico VIII e Anna Bolena, l'amore che cambiò la storia - la Repubblica
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Maria, essendo la primogenita di questa unione "contestata", ha avuto una vita un po' traballante fin da subito. Non dimentichiamoci che il padre era un tipo deciso. Se non gli piacevi, ciao ciao. E Maria, per un po', non è che fosse proprio la sua preferita. Anzi, diciamolo, dopo lo scisma con Roma, è stata trattata abbastanza male. Immaginate essere la figlia del re e ritrovarsi quasi in esilio nella vostra stessa casa. La vita dei reali, eh? Mica facile come stare su un trono di piume.

Ma Maria, ragazzi, era una che non si arrendeva facilmente. Forse aveva ereditato un po' della testardaggine di sua madre, o forse semplicemente era sopravvissuta a abbastanza scenate paterne da sviluppare una corazza di ferro. Fatto sta che, nonostante tutto, quando suo fratello minore, Edoardo VI, è morto giovane (un altro dei figli di Enrico, quello nato dalla sua terza moglie, Jane Seymour, la "preferita" per un po'), le cose hanno iniziato a prendere una piega inaspettata.

Edoardo era protestante. Molto protestante. E aveva cercato di lasciare il trono a una sua cugina, Lady Jane Grey. Pensate la scena: il ragazzo è sul letto di morte e pensa "Ok, meglio che il trono non vada a mia sorella Maria, che è tutta cattolica e non mi piace un granché". Insomma, una vera e propria guerra di successione in miniatura, con un testamento che sapeva un po' di "faccio quello che voglio perché sono il re".

Enrico VIII e Vincent Van Gogh: due grandi della storia vittime di loro
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Ma qui arriva il colpo di scena! La nobiltà inglese, che aveva un po' paura di questo cambio di potere e forse non vedeva di buon occhio Lady Jane (che era molto giovane e influenzabile), ha pensato "Ma guarda un po', la sorella maggiore cattolica è lì che aspetta. Che dite, la facciamo salire noi sul trono?". E così, in un batter d'occhio, Lady Jane Grey è diventata regina per appena nove giorni. Nove giorni! Pensateci: voi siete la regina per una settimana e mezzo, e poi... puff! Sparita. Una meteora. Il proverbio "breve ma intenso" in versione regale.

E poi è toccato a Maria. Oh sì, la figlia di Caterina d'Aragona, quella che era stata messa da parte, quella che il padre aveva praticamente ignorato per anni, quella che aveva vissuto nell'ombra della sorellastra protestante, Elisabetta (quella che sarebbe diventata una regina leggendaria, ma questa è un'altra storia!)... lei è salita al trono. Maria I Tudor, Regina d'Inghilterra. Immaginate la soddisfazione! Probabilmente aveva in testa un "Ve l'avevo detto!" grande quanto Buckingham Palace.

Ora, Maria era una donna di fede. Una fede incrollabile, cattolica fino al midollo. E il suo grande desiderio era quello di riportare l'Inghilterra sulla retta via, cioè, nella Chiesa Cattolica. Pensate un po': dopo che suo padre aveva spaccato tutto con Roma per motivi... diciamo, personali... lei voleva rimettere tutto a posto. Un po' come se tu bruci la casa di tua madre e poi tua figlia cerchi di ricostruirla con i mattoni che trovi nel giardino. Complimenti per l'iniziativa, ma la situazione era complicata.

Elisabetta I, la figlia di Enrico VIII che regnò sull’Inghilterra
Elisabetta I, la figlia di Enrico VIII che regnò sull’Inghilterra

E qui iniziano i problemi. Perché quando sei una regina cattolica in un'Inghilterra che si stava abituando al protestantesimo, beh, non è che ti facciano festa con i coriandoli. Molti nobili e gente comune avevano abbracciato la nuova fede, o almeno ci si erano adattati. E Maria, con il suo desiderio di restaurazione, ha iniziato a fare... beh, quello che la storia le ha attribuito. Ha ripristinato i culti cattolici, ha fatto marcia indietro su molte delle riforme protestanti.

E poi, diciamocelo, è arrivata la parte "sanguinaria". Non era una sadica per il gusto di esserlo, ma per lei era una questione di fede. Se eri un eretico, per lei eri un pericolo per l'anima tua e per quella dell'Inghilterra. Quindi, ha ripreso a usare i roghi. Sì, avete capito bene: i roghi. Molti protestanti sono stati condannati a morte per eresia. Da qui il soprannome "Maria la Sanguinaria". Un soprannome che, diciamocelo, non ti fa venire voglia di offrirle un tè.

E non dimentichiamoci del suo matrimonio. Si è sposata con Filippo II di Spagna. Sì, avete capito bene, con uno spagnolo. Pensate un po': l'Inghilterra, legata a un re straniero, e per di più spagnolo, cattolico e con una fama di essere abbastanza severo. Molti inglesi erano furiosi. Era come se tua madre, dopo aver divorziato da tuo padre, si risposasse con il tuo peggior nemico. Un vero disastro per le relazioni internazionali e per l'umore generale della nazione.

Enrico VIII: le mogli del re d’Inghilterra | Harper’s Bazaar
Enrico VIII: le mogli del re d’Inghilterra | Harper’s Bazaar

Il suo regno è stato piuttosto breve, solo cinque anni. E purtroppo, nonostante tutti i suoi sforzi, non è riuscita a riportare l'Inghilterra al 100% al cattolicesimo. Anzi, ha probabilmente reso la gente ancora più convinta che il protestantesimo fosse la strada giusta. È un po' come quando cerchi di fare il bravo studente e ti mettono un voto così basso che ti viene voglia di mollare tutto.

Quindi, cosa ci resta di Maria I? Ci resta la storia di una donna forte, testarda, con una fede incrollabile, che ha cercato di seguire la sua visione per il suo paese. Una donna che ha vissuto all'ombra di un padre ingombrante e di una sorellastra che sarebbe diventata leggendaria. Ha avuto un regno difficile, segnato dalla religione e dalla politica.

È stata la figlia di Enrico VIII che, contro ogni previsione, è salita al trono. Ha fatto quello in cui credeva, anche se con metodi che oggi troveremmo inaccettabili. È un personaggio complesso, che va oltre il semplice soprannome "sanguinaria". È la prova che anche chi sembra destinato a essere messo da parte può, con tenacia e un pizzico di fortuna (o sfortuna, a seconda dei punti di vista), cambiare il corso della storia. E ora, se mi scusate, mi prendo un altro caffè. Le storie di re e regine mi mettono sempre una certa sete di dolcezza... o di qualcosa di più forte!