La Fiera Delle Illusioni - Nightmare Alley Recensioni

Oh, ma quanto è bello quando ti imbatti in una di quelle storie che ti prendono per mano, ti portano in un posto un po' strano, ma al tempo stesso stranamente familiare? Tipo quando hai quell'amico che ti racconta delle sue avventure assurde, e tu pensi "Ma sì, potevo immaginarlo!". Ecco, "La Fiera delle Illusioni - Nightmare Alley" (sì, lo so, il titolo suona già come una puntata speciale di un reality show che nessuno ha mai visto ma tutti commentano sui social) è esattamente una di quelle storie.

Immaginatevi la scena: siete a una fiera, quelle con le luci che abbagliano, l'odore di zucchero filato che ti fa venire la carie solo a respirarlo, e quel tipo di gente che vedi solo lì, con gli occhi un po' troppo grandi e un sorriso un po' troppo fisso. Non è esattamente un posto dove vai per risolvere le tue tasse, ecco. È il posto dove le promesse luccicano di più del sudore sulla fronte degli addetti ai lavori.

E in mezzo a tutto questo circo, c'è il nostro protagonista. Uno che, diciamocelo, è un po' il tipo "speriamo bene". Ha quella faccia che ti dice "ho già visto tutto", ma allo stesso tempo, spera ancora di incastrare la prossima mossa. Un po' come noi quando proviamo a montare un mobile IKEA senza guardare le istruzioni. Si parte con un entusiasmo da maratoneta, e si finisce con un mal di schiena da nonno e pezzi avanzati che non sai dove mettere.

"Nightmare Alley" – questo è il nome del posto dove avvengono le magie, o forse le stregonerie, a seconda di come la vedi. E "magie" qui non è come quella volta che hai scoperto che il tuo capo sapeva fare il caffè buono. No, qui si parla di illusioni, di trucchi, di quella sottile linea tra quello che vedi e quello che c'è. È un po' come quando guardi un politico che parla in televisione: pensi "wow, che promesse!", e poi ti ricordi che è solo un politico.

Il nostro eroe, Stanton Carlisle, interpretato magistralmente da Bradley Cooper (che ha quel tipo di sguardo che ti fa pensare "ha decisamente fatto cose"), inizia la sua carriera in questa fiera in modo piuttosto umile. Diciamo che è il tipo che ti aiuta a spostare le sedie, o magari a sistemare le luci. Poi, come un fulmine a ciel sereno (e sappiamo tutti quanto i fulmini amino i posti tranquilli), inizia a scoprire i trucchi del mestiere. Inizia a capire come le persone si fanno abbindolare, come le loro speranze e i loro desideri più profondi possano essere usati come un... beh, come un biglietto per la ruota panoramica, diciamo.

È affascinante, no? Vedere come un personaggio, magari con le migliori intenzioni all'inizio (o forse no, chi lo sa?), finisca per scivolare lentamente nel burrone. È un po' come quella dieta che inizi il lunedì con la grinta di un leone, e il martedì sera ti ritrovi con un pacchetto di patatine in mano a fissare il soffitto. Ci sono delle forze che ti attraggono, delle voglie inconfessabili che ti fanno fare passi falsi.

La fiera delle illusioni - Nightmare Alley recensione film Guillermo
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley recensione film Guillermo

E poi, diciamocelo, chi non ha mai avuto quel momento in cui ha pensato: "Se solo potessi leggere nel pensiero della gente..."? Stanton ce l'ha fatto. Certo, non è che gli dia una laurea in psicologia, ma gli dà un certo vantaggio. Un po' come quando scopri che il tuo vicino ha il Wi-Fi aperto e tu sei senza connessione. Un piccolo trucchetto che ti cambia la vita.

Il film è un continuo susseguirsi di piccole bugie che diventano sempre più grandi, come quella volta che hai detto a tua madre che avevi studiato tutta la sera, quando in realtà stavi guardando episodi su episodi di una serie che ti aveva completamente rapito. All'inizio è innocuo, poi ti rendi conto che la trama si sta complicando.

La cosa che colpisce di più è la discesa di Stanton. Non è una caduta libera, è più una di quelle scalate scivolose dove ogni passo in avanti ti porta due passi indietro. E tu, seduto lì, con il popcorn che ti scappa dalle mani, pensi "Ma perché non si ferma?!". È la stessa sensazione che provi guardando qualcuno che sta per fare un disastro epico, tipo quello che prova a fare una foto perfetta con il suo smartphone in cima a un precario muretto. Sai che non finirà bene, ma non puoi distogliere lo sguardo.

La fiera delle illusioni - Nightmare Alley | Recensione - FRAMED Magazine
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley | Recensione - FRAMED Magazine

E poi ci sono i personaggi che incontra lungo la strada. Ognuno con le sue fragilità, le sue illusioni, le sue speranze. Ci sono quelli che cercano una risposta, quelli che cercano un po' di conforto, quelli che cercano solo di sfuggire alla loro realtà. È un po' come entrare in un bar la sera tardi: trovi di tutto. E il nostro Stanton, con la sua parlantina sciolta e il suo fascino da venditore porta a porta (ma con un tocco dark), sa esattamente come manipolare queste debolezze.

C'è una scena in particolare, o meglio, un'atmosfera che pervade tutto il film, che ti fa sentire come se stessi camminando in una strada buia dove ogni tanto si accende una luce neon che ti mostra qualcosa di strano. È un'atmosfera densa, quasi palpabile. Come quando cammini per la tua città di notte, e le luci dei lampioni creano ombre lunghe e misteriose. Ti senti un po' un detective, ma senza la pipa e il trench.

E poi, la parte più "nightmare" del titolo. Quando le cose iniziano a prendere una piega veramente brutta. Quando le illusioni si infrangono, lasciando solo macerie. È come quando finalmente riesci a fare quel grande acquisto online, e ti arriva a casa un pacco vuoto, o peggio, una cosa completamente diversa. La delusione è amara, e ti fa sentire un po' stupido.

La fiera delle illusioni - Nightmare Alley (2021) Recensione | Quinlan.it
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley (2021) Recensione | Quinlan.it

Il film ti fa riflettere. Ti fa pensare a quanto siamo disposti a credere a ciò che vogliamo credere, anche quando è palesemente un'illusione. È la nostra natura, no? Preferiamo il conforto di una bugia ben raccontata al gelido abbraccio della verità. È come quella volta che ti eri convinto di essere bravo a cucinare la paella, solo perché una volta ti era venuta bene, e poi hai dovuto nascondere il piatto bruciato nel cestino della spazzatura.

La regia di Guillermo del Toro, poi, è pazzesca. Lui è uno di quei registi che quando prende in mano un progetto, lo trasforma in un'opera d'arte, anche se l'opera d'arte è un po'... raccapricciante. Ha un occhio per i dettagli che ti lascia a bocca aperta. Ogni inquadratura è studiata, ogni colore ha un significato, ogni ombra nasconde qualcosa. È come guardare un quadro dipinto da un maestro, ma con un tema un po' più macabro.

E gli attori! Cate Blanchett qui è semplicemente meravigliosa. Interpreta una psichiatra che è lei stessa un enigma, un po' come quel collega che ha sempre delle risposte pronte per tutto, ma che non si capisce mai bene cosa pensi davvero. E poi ci sono Rooney Mara, Toni Collette, David Strathairn... un cast di quelli che fanno venire voglia di comprare il biglietto solo per vederli recitare. Ognuno porta il suo pezzo di fragilità e di disperazione in questo mosaico oscuro.

La Fiera delle Illusioni - Nightmare Alley, la recensione | Lega Nerd
La Fiera delle Illusioni - Nightmare Alley, la recensione | Lega Nerd

"La Fiera delle Illusioni" non è un film per chi cerca una commedia leggera da guardare mentre mangia una pizza. È più un viaggio in un mondo che esiste ai margini della nostra realtà, un mondo fatto di sogni infranti, di speranze disperate e di tentativi di manipolazione. È un po' come quando ti perdi in una città sconosciuta di notte, e ti rendi conto che non è poi così rassicurante come pensavi.

Ma, e questo è un grande "ma", è un film che ti rimane dentro. Ti fa pensare alle tue stesse illusioni, alle tue piccole bugie, alle tue voglie inconfessabili. Ti fa capire che la linea tra il vero e il falso è più sottile di quanto pensiamo. È come quella canzone che ti entra in testa e non riesci più a toglierti di dosso, anche se all'inizio non ti piaceva neanche tanto.

Quindi, se vi sentite coraggiosi, se avete voglia di tuffarvi in una storia che è allo stesso tempo affascinante e inquietante, che vi fa sorridere amaramente e annuire con consapevolezza, allora "La Fiera delle Illusioni - Nightmare Alley" è il film che fa per voi. Preparatevi a un viaggio nel lato oscuro della natura umana, dove le promesse scintillano come vetri rotti e la verità è spesso la più dura delle illusioni. E ricordate: a volte, il vero incubo è quando le illusioni si trasformano in realtà. E questo, amici miei, è un tipo di fiera che nessuno vorrebbe visitare.