
Allora, gente, parliamoci chiaro. Capita. Succede. Anche alle persone famose. Anzi, forse soprattutto a quelle famose. E quando succedono cose che fanno notizia, come l'arresto di un ex associato, cosa succede? Ma certo, arriva la Casa Bianca a dire la sua. E se c'è di mezzo quel personaggio che conosciamo bene, il Signor Trump, allora la dichiarazione non è mai un semplice "abbiamo preso un caffè". Oh no.
Immaginate la scena. Notizia del giorno: qualcuno che una volta stringeva la mano a Trump, magari gli portava il caffè (probabilmente decaffeinato, chissà), finisce nei guai. Magari sono emerse delle cose, delle… ehmm… "attività collaterali". E il mondo intero si chiede: "Cosa dirà Trump?". L'attesa è palpabile, quasi quanto quella del panettone a Natale.
La Dichiarazione Misteriosa
E poi, zac! Arriva la dichiarazione. Spesso, sembra scritta in codice. Tipo quelle lettere d'amore che ti fanno dire: "Aspetta, ma cosa vuol dire esattamente?". Ma noi, con la nostra sagacia di cittadini informati (e un po' annoiati), cerchiamo di decifrarla. E la frase chiave, quella che tutti aspettano, è sempre simile a: "Questo individuo… non lo conosco bene."
Ah, il potere magico della memoria selettiva! È come quando un amico ti porta a una festa e poi ti presenta come "lui, quello che era con me". Davvero? Ma se ti ho appena dato la mano! Però, capisco. A volte, nella vita frenetica di un ex Presidente (e di chi gli gravita intorno), si incontrano tante persone. E magari, sì, uno si distrae un attimo, si guarda intorno, pensa a che tweet scrivere dopo… e boom, si dimentica di aver avuto una conversazione di tre ore su, che so, la ricetta perfetta della torta di mele.
"Non Lo Conosco Bene..."
La frase "Non lo conosco bene" è un capolavoro. È un jolly. È una via di fuga dorata. Perché? Perché tecnicamente, non è una bugia. Forse, in quel preciso istante, mentre parlava, non lo conosceva così bene. Magari lo conosceva solo "un pochino". O magari lo conosceva benissimo, ma ha pensato: "Meglio dire che non lo conosco bene, va là". È la diplomazia, versione Trump. Semplice, diretta, e con quel tocco di mistero che tiene alta l'attenzione.

E poi c'è la parte in cui si sottolinea quanto il vero problema non sia la persona arrestata, ma qualcos'altro. Qualcosa di molto più grande. Magari è la "caccia alle streghe" (witch hunt, come piace dire a lui). Oppure sono i "nemici" che tramano nell'ombra. È sempre un complotto, vedete. Mai un semplice errore umano. Mai un incidente di percorso. No, è sempre un disegno malvagio orchestrato da forze oscure.
"È una vergogna! Stanno perseguitando gente innocente!"
Tensione in Europa | la portavoce della Casa Bianca reagisce alle
Questa è la risposta che ci aspettiamo, no? Un po' di indignazione. Un po' di vittimismo. E poi, ovviamente, un ritorno a se stesso. Perché alla fine, tutto porta sempre a lui. La sua grandezza. La sua innocenza (presunta). E la sua capacità di trasformare ogni evento, anche negativo, in un'opportunità per ribadire il suo status di "preso di mira".
È quasi commovente, se ci pensate. Un uomo che, nonostante tutto, continua a battersi. Contro chi? Contro chiunque osi mettergli i bastoni tra le ruote. E se questo significa che un ex associato finisce nei guai, beh, pazienza. Quello è solo un effetto collaterale. Il vero dramma è la persecuzione nei suoi confronti.

Il Gioco delle Parti
È un gioco, quello delle dichiarazioni di Trump. Un gioco delle parti che noi, spettatori curiosi, cerchiamo di capire. E più cerchiamo, più ci divertiamo. Perché è un mondo di dichiarazioni che sembrano innocenti ma non lo sono. Di frasi fatte che nascondono significati reconditi. E di personaggi che, pur essendo stati arrestati, sembrano quasi dimenticati, sostituiti dalla figura centrale, quella del protagonista indiscusso.
Pensateci. Un arresto. Qualche titolo sui giornali. Poi la dichiarazione di Trump. E improvvisamente, l'attenzione si sposta. Non è più sull'individuo arrestato, ma sulla reazione del Signor Trump. E la notizia diventa: "Casa Bianca reagisce all'arresto di un ex associato con una dichiarazione di Trump". Vedete come si sposta il focus? È un'arte, signori miei. L'arte di essere sempre al centro dell'attenzione, anche quando si cerca di prendere le distanze.

E noi, pubblico paziente, ascoltiamo. Sorridiamo. Magari scuotiamo la testa con un'espressione di "ma guarda un po'!". E ci chiediamo se, un giorno, anche noi dovremo usare frasi come "Non lo conosco bene" per risolvere qualche piccola gaffe. Magari quando il nostro cane combinerà un disastro in salotto e ci chiederanno chi è stato. "Ma no, quello è il cane del vicino. Non lo conosco bene." Esattamente. La saggezza della politica, in piccole dosi, per la vita di tutti i giorni.
Quindi, la prossima volta che sentirete una dichiarazione simile, sappiate che non è solo un pezzo di informazione. È uno spettacolo. Un monologo. Un esercizio di stile. E noi, appassionati di teatro politico, siamo lì, seduti in prima fila, ad applaudire (o a fischiare, a seconda dei gusti). E a chiederci cosa succederà dopo. Perché con Trump, una cosa è certa: non ci si annoia mai.
E questa, amici miei, è la mia "opinione impopolare": a volte, queste dichiarazioni sono più divertenti delle notizie stesse. Perché ci ricordano che anche nel mondo serio della politica, c'è spazio per un po' di umorismo involontario. E per qualcuno che sa come giocare con le parole, e con le nostre aspettative. E alla fine, chi siamo noi per giudicare? Magari anche noi, in fondo, ci nascondiamo dietro frasi come "Non lo conosco bene" quando le cose si fanno un po'… complicate. Magari è questo il segreto. Un pizzico di amnesia strategica, e il gioco è fatto.
