Jurassic World Il Regno Distrutto Altadefinizione

Ricordo ancora la prima volta che ho visto un dinosauro sullo schermo. Avevo forse sette anni, ero a casa di mia nonna e stavamo guardando "Jurassic Park". Quelle immagini... beh, ti dico, mi hanno segnato. Quel T-Rex che usciva dall'acqua, il ruggito che ti faceva vibrare le ossa, il panico degli umani... un misto di terrore e meraviglia che ancora oggi mi fa venire i brividi. Ero convinto che, da un momento all'altro, il mio gatto, Nerone (un micione nero con la fama da bodyguard), si sarebbe trasformato in un Velociraptor. Spoiler: non è successo. Per fortuna, eh. Ma l'idea che queste creature giganti potessero tornare in vita... beh, è sempre stata una fantasia potentissima. E poi è arrivato "Jurassic World: Il Regno Distrutto".

E come potevo perdermelo? Parliamoci chiaro, quando ti chiamano "Altadefinizione" (nome d'arte, ovviamente, non sia mai che mi fraintendiate con una nuova telecamera 8K), sai che c'è un certo impegno nel trovare le cose, diciamo, migliori. E con i dinosauri che tornano in gioco, beh, le aspettative sono alle stelle. Era un po' come aspettare il dolce dopo una cena importante: non vuoi che sia solo una macedonia, vuoi qualcosa che ti stupisca. E "Il Regno Distrutto" prometteva esattamente questo: caos, adrenalina e, diciamocelo, un sacco di lucertoloni che fanno cose da paura.

Quindi, mettiti comodo, prenditi una tazza di caffè (o un mojito, non giudico!) perché oggi parliamo di "Jurassic World: Il Regno Distrutto", e lo facciamo senza troppi giri di parole, magari con qualche battuta fuori posto, come si fa tra amici che amano il cinema e, perché no, un po' di sano divertimento con creature preistoriche.

L'isola che non c'è (più)

La premessa è semplice, ma con un tocco di drammaticità che non guasta. Isla Nublar, il parco dei divertimenti a tema dinosauri che tutti conosciamo (e da cui siamo fuggiti in precedenza, ricordate?), è ormai un luogo abbandonato. I dinosauri sono lì, liberi di scorrazzare, ma la natura ha deciso di rifarsi viva. Un vulcano, che fino a quel momento faceva il dormiente, si è risvegliato con intenti bellicosi. E diciamocelo, quando la natura si arrabbia, non scherza. È un po' come quando tua madre ti dice "se non riordini la tua stanza, sono guai seri". Ecco, immaginate la stanza di tua madre a dimensioni vulcaniche.

Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), la donna che si è ritrovata a dover gestire questa follia a suo tempo, ora è diventata un'attivista per i diritti dei dinosauri. Sì, avete letto bene. Dagli scienziati che creano mostri, siamo passati agli attivisti che cercano di salvarli. Un bel cambio di rotta, non trovate? Fa pensare, no? Cioè, alla fine, se crei qualcosa, sei responsabile, giusto? È un po' il discorso del "se compri un cane, poi devi portarlo a spasso". Solo che qui parliamo di dinosauri. Molto più ingombranti, e con denti decisamente più affilati.

Jurassic World: Il Regno Distrutto - Nuova immagine e trama estesa
Jurassic World: Il Regno Distrutto - Nuova immagine e trama estesa

E chi chiama per salvare queste creature adorabili (e potenzialmente mortali)? Ovviamente, il nostro eroe riluttante, Owen Grady (Chris Pratt), l'addestratore di Velociraptor con un debole per Claire e un'innata capacità di finire sempre nei guai più grossi. La sua relazione con i raptor, in particolare Blue, è uno dei fili conduttori del film, e devo dire che vedere un uomo interagire con un predatore intelligente e affamato ha sempre un suo fascino particolare. È una dinamica che ti tiene incollato allo schermo, sperando che nessuno dei due decida di cambiare idea sul loro "contratto" di convivenza.

Missione (quasi) impossibile: salvarli tutti

La missione è chiara: evacuare quanti più dinosauri possibile prima che l'eruzione vulcanica li riduca in cenere. Sembra facile, vero? Beh, quando hai a che fare con creature che potrebbero mangiarti in un sol boccone, "facile" è una parola che dovrebbero bandire dai dizionari. E poi ci sono le complicazioni. Perché, ovviamente, non tutto è come sembra. E questa è la bellezza dei film: ti fanno credere che ci sia una cosa, e poi boom, ne scopri un'altra che ti ribalta tutto.

Tra i nuovi arrivati nel cast, c'è il compianto e sempre magistrale Jeff Goldblum, che ritorna nei panni del Dr. Ian Malcolm. Le sue apparizioni sono brevi ma dense di saggezza (e un pizzico di sarcasmo, il suo marchio di fabbrica). Ogni volta che lo vedi sullo schermo, sai che sta per succedere qualcosa di importante, o almeno che qualcuno sta per essere rimproverato per la sua arroganza scientifica. E diciamocelo, il mondo ha bisogno di più Ian Malcolm. Soprattutto oggi.

Jurassic World: Il Regno Distrutto - Nuova immagine e trama estesa
Jurassic World: Il Regno Distrutto - Nuova immagine e trama estesa

Ma il vero cuore oscuro (e sanguinoso) del film si rivela quando scopriamo che dietro la missione di salvataggio c'è un piano ben più sinistro. Un gruppo di individui senza scrupoli, capitanati da un uomo con un nome che già incute un certo timore reverenziale (Eli Mills, interpretato da Rafe Spall), non vuole salvare i dinosauri per salvarli. Vuole usarli. Per scopi militari, per esperimenti genetici, per chissà quali diavolerie. E questo, amici miei, è quando il film prende una piega che ti fa chiedere: ma l'uomo ha imparato qualcosa dalla lezione? Dalla storia? Dalla pura e semplice logica di non creare cose che non si possono controllare? Pare di no.

È un tema ricorrente in questa saga, no? L'uomo contro la sua stessa creazione. La hybris che porta alla rovina. E "Il Regno Distrutto" gioca molto su questo. I dinosauri diventano merce, pedine in un gioco più grande e pericoloso. E questo, in qualche modo, è ancora più terrificante della minaccia di un T-Rex. È la minaccia della stupidità umana, che spesso è più imprevedibile e distruttiva di qualsiasi mostro.

Il castello di carte che crolla

La seconda parte del film ci porta in un luogo inaspettato: fuori dall'isola. E qui, diciamocelo, le cose si fanno ancora più interessanti. La villa sontuosa, che dovrebbe rappresentare il culmine del potere umano, diventa un vero e proprio campo di battaglia. I dinosauri liberati in questo ambiente "civilizzato" creano un caos indescrivibile. È la natura che si riprende il suo spazio, ma in modo decisamente più aggressivo del previsto. E noi, spettatori, siamo lì a guardare questa implosione di civiltà, con un misto di orrore e, ammettiamolo, un pizzico di soddisfazione per come la pagano quelli che pensavano di poter giocare con il fuoco (o con i dinosauri).

Jurassic World – Il regno distrutto | Si va al cinema a vederlo o no? | POM
Jurassic World – Il regno distrutto | Si va al cinema a vederlo o no? | POM

Ci sono scene che ti rimangono impresse. La battaglia tra il dinosauro geneticamente modificato, il "Indominus Rex" (che, diciamolo, è un nome che urla "problemi" da solo), e l'Indoraptor (un altro nome che urla "morte imminente"). Un vero e proprio scontro tra titani, o meglio, tra i loro discendenti modificati. È un crescendo di tensione che culmina in momenti di pura adrenalina. E poi c'è la figura di Maisie Lockwood (Isabella Sermon), la nipote di Benjamin Lockwood (James Cromwell), il vecchio socio di John Hammond. La sua presenza aggiunge un livello emotivo al tutto, e il suo rapporto con Owen e Claire è uno dei punti focali della trama.

E qui arriva un colpo di scena che molti hanno trovato controverso, ma che, a mio parere, apre scenari interessanti. La rivelazione su Maisie. Senza fare spoiler troppo espliciti (anche se parliamo di "Altadefinizione", che è un po' come dire "voglio sapere tutto!"), diciamo che ci porta a riflettere ancora di più sul tema della creazione, dell'etica e su cosa significhi essere "umani". È una svolta che divide, ma che non lascia indifferenti. E nel cinema, a volte, questo è più importante di avere una trama lineare e prevedibile.

Il futuro è adesso (e ha denti aguzzi)

Il finale di "Il Regno Distrutto" è un vero e proprio trampolino di lancio per quello che verrà. Lascia intendere che il mondo dei dinosauri non è più confinato a un'isola sperduta. Ora sono tra noi. Libere, o in cattività, ma libere di interagire con il nostro mondo. E questo, cari lettori, è il vero incubo (o sogno, a seconda dei punti di vista) che la saga continua a esplorare.

Jurassic World – Il regno distrutto - trailer, trama e cast del film
Jurassic World – Il regno distrutto - trailer, trama e cast del film

Cosa succederà ora? Come reagirà la società? Saranno i dinosauri una minaccia costante, o troveremo un modo per convivere? Le domande sono tante, e il film non offre risposte facili. Anzi, le complica. E questo è il bello. È un po' come quando sei all'inizio di un nuovo libro e sai che ci saranno colpi di scena. Non vedi l'ora di scoprirli.

"Jurassic World: Il Regno Distrutto" è un film che ha i suoi difetti, certo. Alcune scelte narrative potrebbero far storcere il naso, e certe scene di azione sono un po' sopra le righe. Ma è innegabile che abbia un suo fascino. La capacità di mescolare terrore, meraviglia e riflessione su temi importanti è un suo punto di forza. E poi, diciamocelo, vedere un dinosauro che ruggisce in alta definizione... beh, non ha prezzo. O meglio, ha un prezzo, ma se siete arrivati fino a qui a leggere di "Altadefinizione", immagino che quel prezzo lo abbiate già pagato volentieri.

Quindi, se non l'avete ancora visto, o se volete rivederlo con una nuova prospettiva, dateci un'occhiata. Magari tenete una luce accesa, giusto per sicurezza. Non si sa mai che Nerone decida di dare il meglio di sé. E se vi ritrovate a sussurrare "Life, uh, finds a way", sapete che avete colto lo spirito del film. Un film che, nonostante tutto, continua a farci sognare (e tremare) con creature che sembravano destinate a rimanere solo nella nostra immaginazione. E questo, in fondo, è un bel dono. Forse un po' pericoloso, ma pur sempre un dono.