Jujutsu Kaisen - Sorcery Fight 0: L'istituto Di Arti Occulte

Allora, diciamocelo, chi non ha mai avuto quella sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di… beh, un po’ troppo grande per noi? Tipo quando ti ritrovi ad affrontare un mucchio di panni da stirare che sembra un monte Everest personale, o quel momento in cui ti rendi conto di aver lasciato le chiavi dentro casa appena chiusa la porta? Ecco, Jujutsu Kaisen 0 è un po’ così, ma al posto dei panni o delle chiavi, abbiamo maledizioni e spiriti malvagi. E chi è che deve fare i conti con tutto questo casino? Il nostro povero, sfortunato, ma incredibilmente tenace Yuta Okkotsu.

Pensate a Yuta come a quel vostro amico che, per un motivo o per l’altro, si ritrova sempre al posto sbagliato al momento sbagliato. Quello che quando c’è da scegliere il turno per pulire il bagno, magicamente sparisce, ma poi si ritrova in prima linea quando la casa è invasa da… beh, parliamo di ben più grossi problemi che una macchia di caffè sul tappeto.

Il film, Jujutsu Kaisen 0: L'istituto di Arti Occulte, ci catapulta in un mondo dove esistono queste cose chiamate Maledizioni. Immaginatele come la personificazione di tutte le nostre frustrazioni, le nostre paure più recondite, le nostre giornate storte concentrate in un unico, viscido pacchetto. Avete presente quella volta che siete rimasti bloccati nel traffico per un’ora, il caffè vi è caduto sui pantaloni bianchi e poi avete scoperto che il vostro capo vi ha dato una missione impossibile? Ecco, una Maledizione è un po’ quella sensazione, ma con tentacoli e un’aura di terrore cosmico.

E chi è che combatte contro queste… diciamo, "manifestazioni negative dell'anima umana"? I Stregoni. Non quelli con la bacchetta magica che fanno apparire conigli dal cilindro, eh no. Questi sono più tipo i vigili del fuoco del mondo spirituale. Sono lì per spegnere gli incendi che le Maledizioni appiccano, metaforicamente parlando. O, in questo caso, letteralmente, a volte.

Yuta, il nostro protagonista, non è uno stregone nato. Anzi, è piuttosto… lento ad ingranare. È un po’ come quando vi mettete a montare un mobile IKEA: leggete le istruzioni tre volte, ma poi finisce che vi resta una vite e non capite dove doveva andare. Yuta si ritrova legato a una potentissima Maledizione: Rika. Non una Maledizione qualunque, eh. Rika è la sua amica d’infanzia, morta in circostanze tragiche, che ora è diventata una sorta di ombra possessiva e distruttiva che lo segue ovunque. Pensatela come quella vostra cotta che non si dà pace e vi manda messaggi a tutte le ore, ma in versione sovrannaturale e con un potenziale distruttivo elevatissimo. Non proprio il massimo per una vita sociale tranquilla, no?

Il problema è che questa Rika, per proteggere Yuta (con metodi decisamente poco ortodossi, diciamo), crea un sacco di guai. Fa succedere cose brutte. E siccome nel mondo di Jujutsu Kaisen, quando succedono cose brutte, c’è sempre qualcuno pronto a intervenire, ecco che entra in gioco l’Istituto di Arti Occulte di Tokyo. Un nome che sa di mistero, di segreti, e diciamocelo, anche un po’ di un liceo che probabilmente ha delle regole molto, molto strane. Tipo, invece delle gite scolastiche, organizzano spedizioni per esorcizzare fantasmi.

Jujutsu Kaisen 0: la data d'uscita e la nuova key visual del film - Tom
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A capo di questa “scuola” c’è Satoru Gojo. Ah, Gojo. Lui è quella persona che entra in una stanza e illumina tutto, ma non nel senso positivo. È un tipo talmente potente, talmente sicuro di sé, che ti fa sentire insignificante anche se hai appena fatto il caffè perfetto. È il professore che arriva con l’ora di ritardo, si scusa in modo vagamente divertito, e poi risolve il problema che nessun altro era riuscito a toccare. Il suo mantra sembra essere: "Non preoccupatevi, ci penso io… ma prima, lasciatemi fare una battuta.” Gojo vede in Yuta un potenziale enorme, un po’ come noi vediamo in quel bambino piccolo la possibilità che un giorno diventi un ballerino famoso, anche se al momento inciampa su ogni gradino.

E poi ci sono gli altri studenti. C’è Megumi Fushiguro, un tipo serio, con un’aria da chi ha visto troppe cose per la sua età. È come quel compagno di classe che sta sempre concentrato sui libri e ti guarda un po’ storto se fai rumore. Megumi usa delle tecniche di evocazione, che potremmo paragonare all’avere un esercito di animaletti domestici super potenziati, ma che invece di chiederti cibo, ti aiutano a combattere le Maledizioni. Non male come coinquilini, vero?

E c’è Nobara Kugisaki. Lei è la scintilla. La ragazza che entra in scena e ti fa capire che le donne non sono solo fatte per preparare il tè e aspettare che i cavalieri arrivino. Nobara è tosta, diretta, un po’ spaccona, e usa i chiodi come arma. Pensatela come quella vostra amica che non ha paura di dire quello che pensa, e se serve, ti dà una bella scossa. Lei non ha paura di affrontare le Maledizioni, anzi, sembra quasi divertirsi a mettere a posto le cose con la sua energia. È quel tipo di persona che, se la vedi litigare con qualcuno, sai già che l’altro è messo male.

Jujutsu Kaisen: tutte le informazioni per seguire l'anime e il manga
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Ma torniamo a Yuta. Lui non vuole essere uno stregone. Vuole solo una vita normale. Una vita dove Rika non sia una minaccia costante, ma solo il ricordo di un amore perduto. Ma, come dicevamo, la vita ha un modo tutto suo di metterci alla prova, specialmente quando le tue amiche possedute ti seguono ovunque. Yuta si sente in colpa per tutto quello che Rika gli fa fare, ma allo stesso tempo, è terrorizzato dalla sua potenza incontrollata.

La trama si infittisce quando compare un altro personaggio chiave: Suguru Geto. Lui è il cattivo. Ma non un cattivo qualunque. È il tipo di cattivo che ha una visione del mondo talmente distorta che quasi ti fa pensare: "Ok, forse ha un punto… ma no, è completamente pazzo.” Geto odia gli umani e vuole eliminare tutte le Maledizioni. Il problema è che il suo modo per farlo è, diciamo, un po’ drastico. È come quel vostro amico che, per risolvere un problema, propone sempre la soluzione più estrema e pericolosa possibile. “Dobbiamo buttare giù tutto e ricostruire da zero!”, dice, mentre voi vorreste solo cambiare una lampadina.

Geto vede in Yuta e nella sua Rika un’arma potentissima, un modo per scatenare il caos e raggiungere i suoi obiettivi. E qui inizia la vera battaglia. Yuta, nonostante le sue paure e le sue insicurezze, si ritrova costretto a combattere. È come quando, dopo aver rimandato un compito per settimane, ti rendi conto che l’unica cosa da fare è sederti e farlo, anche se sai che sarà una sofferenza. La differenza è che il compito di Yuta prevede demoni e poteri oscuri.

Jujutsu Kaisen: benvenuti all’Istituto di Arti Occulte di Tokyo - Tom's
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Il film ci mostra il percorso di crescita di Yuta. All’inizio è un ragazzo spaventato, quasi paralizzato dalla paura di ciò che può fare Rika. Ma attraverso gli incontri con Gojo, Megumi e Nobara, e soprattutto attraverso la necessità di proteggere gli altri, inizia a trovare la sua forza. Impara a controllare, o almeno a gestire, la furia di Rika. È un po’ come quando impari a guidare: all’inizio sei tutto teso, pensi di sterzare male ad ogni curva, ma piano piano prendi confidenza. Solo che qui, invece di andare a sbattere contro un muro, rischi di scatenare una catastrofe cosmica.

Le scene d’azione sono… beh, sono uno spettacolo. Sono come quei film d’azione che ti fanno saltare dalla sedia, ma con una dose extra di energia soprannaturale. Vedere gli stregoni usare le loro tecniche, combattere contro creature che sembrano uscite dai peggiori incubi, è qualcosa di davvero coinvolgente. C’è un senso di urgenza, di pericolo costante, che ti tiene incollato allo schermo.

E poi c’è il legame tra Yuta e Rika. Nonostante Rika sia una forza distruttiva, è chiaro che il suo amore per Yuta è genuino, anche se distorto. È un amore che si è trasformato in qualcosa di spaventoso, ma che nasce da un sentimento puro. È come quel peluche che avevi da bambino, che ora ti sembra un po’ inquietante, ma che conserva un posto speciale nel tuo cuore.

Jujutsu Kaisen: benvenuti all’Istituto di Arti Occulte di Tokyo - Tom's
Jujutsu Kaisen: benvenuti all’Istituto di Arti Occulte di Tokyo - Tom's

Alla fine, Jujutsu Kaisen 0 non è solo un film d’azione con combattimenti spettacolari e creature spaventose. È una storia su come affrontare le proprie paure, su come trovare la forza interiore anche quando ci si sente impotenti. È la storia di un ragazzo che impara ad accettare se stesso, anche con le sue stranezze e le sue responsabilità. È come scoprire di avere un superpotere che non sapevi di possedere, e dover imparare a usarlo per fare la cosa giusta.

Se siete mai stati in una situazione in cui vi siete sentiti sopraffatti, come se il mondo vi stesse crollando addosso, forse potete capire un po’ Yuta. E vedrete che, anche nelle circostanze più oscure, c’è sempre un modo per trovare la luce. O almeno, un modo per combattere le Maledizioni con un po’ di stile e qualche mossa ben assestata. E diciamocelo, vedere un ragazzino spaventato che diventa un eroe è sempre una storia che ci piace sentire. È la dimostrazione che anche i più improbabili di noi possono fare cose straordinarie quando c’è qualcosa di importante da proteggere. O quando, semplicemente, ti ritrovi con un amico fantasma un po’ troppo possessivo.

Quindi, se vi capita di sentirvi un po’ come Yuta, magari con un problema che sembra insormontabile, ricordatevi che l’Istituto di Arti Occulte esiste, anche se solo nel mondo dell’animazione. E che, a volte, tutto ciò che serve è un po’ di coraggio, qualche amico fidato, e un insegnante che sa sempre come fare una battuta al momento giusto. Perché, alla fine, anche le sfide più oscure possono trasformarsi in qualcosa di epico.