
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Quante volte ci siamo trovati a meditare sulla Parola, a cercare in essa la guida per il nostro cammino, la consolazione nei momenti di difficoltà, la luce che illumina il nostro futuro? La Bibbia, questo libro sacro che racchiude la storia della nostra salvezza, è un tesoro inestimabile che ci è stato donato. Ma vi siete mai soffermati a pensare in che lingua è stata scritta originariamente? In che lingua Dio ha scelto di rivelarsi all'umanità?
La risposta a questa domanda ci conduce in un viaggio affascinante attraverso la storia e la cultura, un viaggio che può rafforzare la nostra fede, approfondire la nostra comprensione delle Scritture e, soprattutto, unirci ancora di più come comunità di credenti.
La Bibbia, come sappiamo, è composta da due parti principali: l'Antico Testamento e il Nuovo Testamento. L'Antico Testamento, la storia del popolo d'Israele e della sua alleanza con Dio, è stato scritto principalmente in ebraico. Questa lingua antica, ricca di immagini e di significati profondi, era la lingua del popolo eletto, la lingua dei profeti, la lingua della Torah. Alcune parti dell'Antico Testamento, in particolare i libri di Daniele ed Esdra, sono state scritte in aramaico, una lingua semitica affine all'ebraico che era ampiamente parlata nel Vicino Oriente antico.
Pensate alla bellezza di questa rivelazione! Dio ha scelto la lingua del suo popolo, la lingua con cui pregavano, con cui cantavano lodi, con cui esprimevano le loro gioie e i loro dolori. Attraverso l'ebraico, Dio ha comunicato la sua legge, le sue promesse, la sua infinita misericordia.
Il Nuovo Testamento, che narra la vita, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è stato scritto in greco koinè. Questa lingua, diffusa in tutto il mondo mediterraneo al tempo di Gesù, era una lingua comune, una lingua che permetteva a persone di diverse culture e provenienze di comunicare tra loro. La scelta del greco koinè non è casuale: Dio voleva che il messaggio di salvezza fosse accessibile a tutti, che la buona novella raggiungesse ogni angolo della terra.

Immaginate l'impatto di questa scelta! Il Vangelo, scritto in una lingua comprensibile a molti, si è diffuso rapidamente, portando speranza e redenzione a milioni di persone. Il greco koinè è diventato la lingua del Cristianesimo primitivo, la lingua con cui i primi cristiani hanno predicato, insegnato e testimoniato la loro fede.
Capire le lingue originali della Bibbia può arricchire la nostra vita di preghiera. Quando leggiamo le Scritture, possiamo immaginare le parole pronunciate da Gesù, i salmi cantati da Davide, le profezie gridate da Isaia. Possiamo sentire l'eco delle voci di coloro che ci hanno preceduto nella fede, voci che ci invitano a seguire Cristo e a vivere secondo il suo Vangelo.
Nella famiglia, la conoscenza delle lingue originali può diventare un'opportunità per approfondire la nostra fede insieme. Possiamo leggere brani biblici nella loro lingua originale, cercando di comprenderne il significato più profondo. Possiamo condividere le nostre scoperte con i nostri figli, trasmettendo loro l'amore per la Parola di Dio e la passione per la ricerca della verità.
Nella comunità di fede, la consapevolezza delle lingue originali può rafforzare il nostro senso di appartenenza e di unità. Possiamo organizzare gruppi di studio biblico, dove insieme possiamo esplorare le Scritture, confrontare diverse traduzioni e cercare di comprendere il messaggio che Dio ha per noi oggi.

Come questo influenza la nostra vita?
Nella preghiera: Comprendere che le parole che recitiamo e meditiamo hanno una radice profonda in lingue antiche ci connette a una storia di fede millenaria. Possiamo sentire un legame più forte con i nostri antenati nella fede, che hanno pregato con le stesse parole, anche se in una lingua diversa dalla nostra. Questo può dare nuova profondità e significato alla nostra preghiera personale.
Nella famiglia: Insegnare ai nostri figli, anche in modo semplice, l'esistenza di queste lingue e la loro importanza, li aiuta a sviluppare un senso di rispetto e curiosità verso le Scritture. Possiamo, ad esempio, cercare insieme online la traduzione di una parola chiave in ebraico o greco, rendendo l'apprendimento un'attività divertente e coinvolgente.
Nella comunità: Organizzare incontri di studio biblico in cui si esplorano le lingue originali (anche con l'aiuto di risorse online o esperti) può arricchire la comprensione collettiva delle Scritture. Questo può portare a discussioni più profonde e significative, rafforzando i legami all'interno della comunità.

Un invito alla riflessione
Non è necessario diventare esperti di ebraico o greco per apprezzare la bellezza e la ricchezza delle lingue originali della Bibbia. Anche una conoscenza di base può aprire nuove prospettive e approfondire la nostra comprensione della Parola di Dio. Esistono molte risorse disponibili, come commentari biblici, dizionari di greco ed ebraico, corsi online, che possono aiutarci in questo percorso.
"Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona." (2 Timoteo 3:16-17)
Questa parola ci ricorda che la Bibbia è un dono prezioso, uno strumento potente che Dio ci ha dato per guidarci, istruirci e prepararci a vivere una vita santa. Immergersi nelle lingue originali è un modo per avvicinarci ancora di più a questo dono, per coglierne la pienezza e la profondità.
Fratelli e sorelle, vi invito a intraprendere questo viaggio di scoperta, a esplorare le lingue originali della Bibbia con cuore aperto e mente curiosa. Scoprirete un tesoro inestimabile, una fonte inesauribile di sapienza e di grazia. Scoprirete che la Parola di Dio è ancora più viva e vibrante di quanto avreste mai immaginato.

Che lo Spirito Santo vi guidi in questo percorso e vi illumini con la sua luce!
Con affetto fraterno,
Un fratello/sorella in Cristo.
Sia Gloria a Dio.