
Allora, parliamoci chiaro: le messe per i defunti. Un argomento serio, certo. Ma possiamo affrontarlo senza sembrare tutti usciti da un film di Bergman, no?
Sia chiaro, non voglio offendere nessuno. Anzi, rispetto profondamente le tradizioni e le credenze di ognuno. Però… ho un’opinione, diciamo, particolare sulla faccenda.
Il valzer delle intenzioni
Ammettiamolo: a volte, sembra quasi una gara a chi ne fa dire più. "Messa in suffragio dell'anima di nonna Ermenegilda." "Trigesimo per il caro zio Anselmo." "Anniversario di morte del bisnonno Filiberto, che era un gran bevitore, ma aveva un cuore d'oro." (Quest’ultimo è inventato, ma ci siamo capiti).
Ma il morto, cosa ne pensa?
Ecco, la domanda cruciale. Immaginiamoci il povero zio Anselmo lassù. Sta giocando a briscola con San Pietro (che, diciamocelo, imbroglia), e all'improvviso sente: "Oh, stanno dicendo una messa per me!".
Reazione possibile numero uno: "Ma che bello! Mi sento proprio sollevato!".

Reazione possibile numero due: "Ma non potevano usare quei soldi per comprare una bella bottiglia di vino e brindare alla mia memoria invece di farmi sentire in colpa per i peccati che ho commesso in vita?".
Io, personalmente, scommetto sulla seconda. Zio Anselmo aveva un debole per il Barbera.

L'amore, il ricordo, e un buon piatto di pasta
Non fraintendetemi: credo che sia importantissimo ricordare i nostri cari defunti. Ma forse, invece di una messa solenne, potremmo organizzare una bella cena in loro onore. Ricordare aneddoti divertenti. Alzare un bicchiere. Preparare il loro piatto preferito.
Immagino già nonna Ermenegilda che, dall'alto dei cieli, guarda i suoi nipoti litigare per l'ultima polpetta. E sorride. Ecco, quella polpetta vale più di dieci messe. (Soprattutto se la polpetta è fatta con la sua ricetta segreta).

La Messa: un atto di fede, ma anche…
Non voglio sminuire il valore della messa in sé. È un atto di fede, una preghiera. Ma a volte mi sembra che si confonda un po' il significato. Che diventi più un obbligo sociale che un vero e proprio bisogno spirituale.
Pensiamoci un attimo: forse, il miglior modo per onorare la memoria di chi non c'è più è vivere una vita piena, cercando di essere persone migliori. Ricordando i loro insegnamenti. Amando chi ci sta accanto. E magari, ogni tanto, offrendo una preghiera sentita, senza bisogno di formalità.
Santa Messa plurintenzionale per i defunti ed indulgenza plenaria
E se proprio dobbiamo spendere dei soldi, beh… forse una donazione in beneficenza in nome del defunto sarebbe un gesto ancora più significativo. Zio Anselmo, ne sono certa, approverebbe.
Poi, certo, se proprio vi sentite in colpa, una messa ditela. Ma dopo, fatevi un bel piatto di pasta. In onore del caro estinto. E magari, offrite un bicchiere a lui. Che magari, lassù, sta facendo il tifo per voi.
Un saluto. E ricordatevi, vivete bene! Che i morti non si offendono, promesso.
