
Allora, ci siamo. L'episodio 2 della stagione 8 di Il Trono di Spade. Lo aspettavamo tutti, no? Un po' di respiro prima che inizi il vero casino. E devo dire, un respiro davvero… strano. Come quel momento in cui ti accorgi che hai messo il caffè nella macchinetta e poi hai dimenticato di accenderla. Anzi, peggio. Hai dimenticato di mettere l'acqua.
Ricordate? L'episodio uno era tipo… "Ok, siamo arrivati a Grande Inverno. Ora che facciamo?" E questo, il secondo, è stato tipo… "Ok, siamo arrivati a Grande Inverno, abbiamo scambiato qualche battuta e adesso? Aspettiamo che arrivi la morte, ma con un thé?"
Serate tranquille e tensioni… sotto il pelo
La cosa più sorprendente, forse, è stata vedere tutti insieme. Un po' come un raduno di famiglia dove sai che c'è sempre quel parente strano che non vedi da anni. Tutti lì, a prepararsi per la fine del mondo. E cosa fanno? Si prendono a parole, si accusano, si fanno promesse. Il solito copione, ma con uno sfondo decisamente più apocalittico.
Partiamo dai nostri eroi. Jon e Daenerys, sempre loro. Sembrava quasi un appuntamento al buio, no? Lei che gli lancia sguardi, lui che cerca di fare il figo. E poi, il momento che tutti aspettavamo (o temevamo?): Jon dice a Dany la verità sui suoi genitori. La sua vera identità. Il legittimo erede al Trono. E lei? Beh, come la prenderebbe una che pensa di essere l'unica a poter salvare Westeros da mille anni a questa parte? Tipo… "Ah, ok. E quindi?"
È stato un momento clou, certo. Ma la reazione di Dany? Un po'… freddina. Non proprio il "wow, che bello, siamo parenti!" che ci saremmo aspettati. Più un "e adesso come mi dici che sei tu quello che deve comandare?" Non so voi, ma a me è sembrato un po' come quando ti dici che devi fare un sacco di cose e invece ti siedi sul divano a guardare Netflix. La consapevolezza c'è, ma l'azione? Manca.

La discussione che ci ha tenuto incollati allo schermo (o quasi)
E poi c'è stata la riunione del Consiglio. Quella in cui tutti si guardano in cagnesco. Tyrion che cerca di mettere pace, Jaime che si presenta per essere giudicato… e Arya che? Arya che osserva. Sempre un passo avanti, quella ragazzina. Non si fa mettere fuori gioco da niente. Ma devo dire, vedere Jaime davanti a tutti, pronto a dare la sua vita per la causa… era un po' toccante, no? Dopo tutto quello che ha combinato, dopo essere stato il Regicida… ora è lì, a combattere al fianco di quelli che prima voleva uccidere.
E Cersei? Sempre lei, la regina del dramma. Promette rinforzi, ma sappiamo tutti che è una bugiarda patentata. Le sue truppe arriveranno? Quando? Se arriveranno, faranno la differenza? Io ho i miei dubbi. Diciamocelo, questa donna è imprevedibile come un meteo a Milano ad aprile. Un minuto c'è il sole, quello dopo ti ritrovi con un temporale che ti porta via pure le mutande.
Ma quello che mi ha fatto riflettere di più è stato il clima generale. Tutti sanno che sta per arrivare l'inferno. Hanno i loro nemici, le loro paure, i loro amori. E cosa fanno? Cercano di risolvere i loro drammi personali prima che arrivi la vera minaccia. È un po' come quando hai l'esame di maturità tra una settimana e invece ti metti a riordinare la tua stanza. Priorità, gente, priorità!

Momenti di intimità prima della tempesta
E poi, certo, non potevano mancare i momenti più… teneri. Jaime e Brienne. Oh, Jaime e Brienne. Finalmente! Dopo stagioni di sguardi intensi, di battaglie combattute fianco a fianco, di gesti che urlavano "ti amo" più forte di mille parole… eccoci. Il loro momento. E devo dire, è stato bello. Veramente bello. Due anime tormentate che trovano conforto l'una nell'altra. Era ora, no? Forse anche loro si sono detti: "Prima che arrivi il freddo eterno, godiamoci questo attimo di tepore."
Ma non è stato l'unico momento "dolce". Abbiamo avuto anche Arya e Gendry. Finalmente! Diciamo che il loro "interrogatorio" è stato decisamente più… fisico. E Arya, sempre lei, che va dritta al punto. Niente fronzoli, niente giri di parole. "Mi devi una botta, Gendry." E Gendry? Beh, ha risposto. E devo dire, è stato uno dei pochi momenti in cui ho sentito un po' di… freschezza. Un po' di vita vera in mezzo a tutta questa preparazione per la morte.

Però, pensiamoci bene. Questi momenti intimi, queste connessioni… sono un segnale? Un presagio? Perché di solito, quando in una serie succede qualcosa di bello, è perché sta per arrivare una tragedia ancora più grande. È la legge non scritta di Il Trono di Spade, no? Più il momento è felice, più ti viene da pensare: "Ok, chi muore adesso?"
L'attesa è quasi finita: i draghi e i White Walkers all'orizzonte
E poi c'è il nemico. I White Walkers. Lì, fuori dalle mura, che aspettano. Pronti a ghermire tutto. E noi, con loro. Le mura di Grande Inverno sembravano quasi… sottili. Non so voi, ma a me è sembrato un po' come prepararsi a una valanga con una paletta da spiaggia. Speriamo bene.
Abbiamo visto i draghi, certo. Drogon e Rhaegal. Maestosi, potenti. Ma sembravano quasi… inquieti. Capivano che qualcosa di grosso stava per succedere. E Viserion, il drago di ghiaccio? Ah, quello è un altro discorso. Vederlo schierato con il Re della Notte… mi ha fatto venire i brividi. Diciamo che la squadra nemica ha appena acquisito un gadget di lusso.

Cosa mi aspetto dal prossimo episodio? Beh, immagino che la battaglia inizierà davvero. Spero che non ci saranno troppi morti inutili. Anche se, conoscendo Il Trono di Spade, qualche sacrificio ci sarà sicuramente. E spero che i nostri eroi non facciano troppe cavolate. Tipo, non so, dimenticare di chiudere la porta quando i White Walkers sono già dentro il castello. Sarebbe… imbarazzante.
Questo episodio 2, in fondo, è stato un po' come la calma prima della tempesta. Un modo per mettere tutti i pezzi sulla scacchiera, per farci rivedere i nostri personaggi preferiti, per farci respirare un attimo. Ma la vera azione, il vero dramma, sta per iniziare. E noi siamo qui, pronti (o quasi) a vederlo.
Insomma, un episodio di transizione. Un po' lento a tratti, forse. Ma necessario. Ci ha preparato. Ci ha fatto riflettere. E ci ha lasciato con quella sensazione di attesa febbrile, quella che ti fa dire: "Ok, quando esce il prossimo?" E questo, diciamocelo, è già tanto. Speriamo solo che la prossima "calma" sia meno… incombente. E più… cinematografica. Magari con qualche drago che fa scintille, ecco. Che ne dite?