Il Tempo Della Guerra The Witcher

Ah, Il Tempo della Guerra nel mondo di The Witcher. Un nome che suona un po'… epico, vero? Come qualcosa che ti fa pensare a draghi, eroi con la spada e un sacco di capelli lunghi. E diciamocelo, un po' è vero. Ma se ci pensiamo bene, Il Tempo della Guerra è anche un po' come quella volta che hai deciso di sistemare la soffitta e ti sei ritrovato a dover combattere contro un esercito di ragni invisibili e scatole che si auto-moltiplicano. In sostanza, un bel casino.

Quando Geralt di Rivia, il nostro amato lupo bianco, si trova immerso in queste guerre, spesso sembra che sia lì solo per fare il suo lavoro, che poi è uccidere mostri. E se ci sono anche dei soldati in giro, beh, meglio ancora, così ha qualcuno con cui fare due chiacchiere tra un colpo di spada e l'altro. Ma la verità è che Il Tempo della Guerra, per lui, è soprattutto un sacco di grattacapi in più. Immaginatevi di dover fare la spesa e, mentre siete al supermercato, scoppia una rivolta. La lista della spesa diventa un optional, e la priorità è trovare un posto sicuro dove nascondersi dietro un carrello.

E poi ci sono tutti quei regni che si fanno la guerra. A volte ti chiedi se non abbiano semplicemente deciso di giocare a “chi rompe prima le scatole all’altro”. E chi ci va di mezzo? Sempre i soliti. I contadini che cercano di coltivare il loro campo, i mercanti che cercano di vendere le loro merci, e i poveri witcher che si ritrovano in mezzo a tutto questo trambusto, magari mentre stavano solo cercando un posto tranquillo per prendersi una birra.

Parliamo un po’ dei protagonisti di questo caos. Abbiamo l’Impero Nilfgaardiano, che sembra un po’ il bullo della scuola. Arriva, ti guarda storto, e poi ti dice che ora la ricreazione è finita e si fa quello che dice lui. E tutto questo con delle armature che sembrano uscite da un concorso di bellezza per metallo arrugginito. E non dimentichiamoci del loro imperatore, che ha sempre quell’aria un po’… inarrivabile. Come il professore che non capirai mai veramente.

Dall’altra parte, ci sono i regni del Nord. Un po’ più… disorganizzati. Ogni tanto litigano tra loro, ma quando arriva Nilfgaard, si mettono tutti insieme come i bambini che si uniscono per difendere il proprio giocattolo preferito. Solo che invece di un giocattolo, si tratta di intere nazioni, il che è un po’ più serio, ammettiamolo. C’è sempre qualche re un po’ troppo ambizioso, qualche generale che pensa di essere Napoleone in miniatura, e poi ci sono i soldati, che probabilmente si chiedono ogni mattina: “Ma chi me l’ha fatto fare?”

The Witcher Archivio - Hall of Series
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E Geralt? Lui è un po’ come quell’amico che arriva alla festa dopo che è già scoppiato il pandemonio. Ti saluta, magari ti dà una mano a sistemare qualcosa, e poi se ne va, lasciandoti a fare i conti con le conseguenze. La sua vita è un costante “Shit, ho di nuovo attirato guai”. E spesso questi guai hanno la forma di soldati confusi che non sanno se sparargli o chiedergli un autografo. Personalmente, penso che Geralt ogni tanto desideri solo un piccolo cottage in montagna, lontano da tutto questo. Magari con un gatto. Un gatto che non parli troppo, per carità.

Ma la cosa divertente di Il Tempo della Guerra è che, nonostante tutta la serietà, c’è sempre spazio per un po’ di umorismo nero. Tipo quando i soldati cercano di spiegarti le loro strategie di guerra e tu li guardi come se ti stessero parlando in elfico antico. O quando scopri che la ragione per cui è scoppiata una guerra è perché qualcuno ha rubato il cappello a un altro. Sì, ok, forse non è proprio così nel Lore, ma a volte sembra che le motivazioni siano così complicate che una spiegazione semplice sarebbe quasi più credibile.

The Witcher: Stagione 3 Volume 2 - Il tempo della guerra | Recensione
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E poi c’è la magia. Ah, la magia! In Il Tempo della Guerra, la magia è un po’ come il superpotere segreto. A volte viene usata per fare cose grandiose, tipo incenerire un intero esercito. Altre volte, viene usata per fare cose più… pratiche. Tipo scaldarsi le mani quando fa freddo. O magari per far sparire quella pila di piatti sporchi. Non sarebbe fantastico? Immaginate Geralt che, invece di combattere un mostro, usa un incantesimo per far sparire la pila di bucato. Sarebbe un eroe per me.

E non dimentichiamoci dei mostri. Certo, Geralt è un witcher e li ammazza. Ma in Il Tempo della Guerra, i mostri sembrano quasi un problema secondario. Tipo, “Sì, c’è questo drago che sta sputando fuoco, ma prima dobbiamo risolvere questa disputa territoriale. Il drago può aspettare, no?” La cosa assurda è che a volte i mostri sono più prevedibili dei politici. Almeno il drago ti dice chiaramente che vuole mangiarti, non ti fa un discorso lungo e noioso su come migliorerà la tua vita e poi ti ruba il portafoglio.

Il Tempo della Guerra. The Witcher: 4 Recensione
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Quindi, ecco. Il Tempo della Guerra in The Witcher. È un casino. È epico. È pieno di gente che si prende troppo sul serio e di soldati che si chiedono cosa stanno facendo lì. È un po’ come guardare un film d’azione, ma con più dialoghi sui trattati di pace che nessuno leggerà mai. E in mezzo a tutto questo, c’è Geralt, che cerca solo di fare il suo lavoro e magari di trovare un posto dove dormire senza essere interrotto da qualche battaglia. Onestamente, a volte mi sembra che la sua vita sia solo una grande, continua lotta per trovare un momento di pace. E forse, in fondo, è questo che lo rende così relatable. Chi non vorrebbe solo un po’ di pace in mezzo a tutto questo caos?

“A volte, il peggior nemico non è un mostro, ma un essere umano troppo convinto di avere ragione.”

E questo, cari amici, è un pensiero che vale in ogni tempo, non solo nel Tempo della Guerra. Ma nel Tempo della Guerra, questo pensiero ti arriva dritto allo stomaco, come un calcio ben piazzato. E allora ti viene voglia di prenderti una birra, proprio come Geralt. O forse, di cominciare a costruire un bunker. Non si sa mai, no?