
Avete mai sentito parlare di Sant'Oronzo? No, non è il vostro idraulico di fiducia (a meno che non si chiami proprio così!), ma il Santo Patrono di Lecce. E vi assicuro, la sua storia è molto più avvincente di una perdita d'acqua improvvisa!
Immaginate questa scena: siamo nel I secolo dopo Cristo, un periodo in cui i romani spadroneggiavano e i cristiani, beh, non se la passavano benissimo. Oronzo, secondo la leggenda, era un nobile leccese, quindi uno che se la spassava alla grande, tra banchetti e filosofie. Un giorno, però, si imbatte in un certo San Fortunato, un tipo che predicava una roba strana, una certa resurrezione... Insomma, Oronzo lo ascolta, ci pensa su (magari sorseggiando un buon vino salentino, chi lo sa!), e ZAC! Conversione a 180 gradi!
Da nobile romano a predicatore cristiano il passo è breve, almeno per Oronzo. Il problema è che predicare il cristianesimo ai tempi di Nerone non era proprio come fare un corso di zumba. Infatti, viene arrestato, torturato, e alla fine... decapitato! Ecco, diciamo che non è proprio una storia per bambini, ma insomma, così è la vita (e la morte) dei santi.
Ma perché è così importante a Lecce?
Qui viene il bello! Secoli dopo, nel 1656, Lecce era in preda alla peste. Una tragedia, ovviamente. La gente moriva come mosche e non si sapeva più a che santo votarsi (scusate il gioco di parole). Ed è qui che entra in gioco il nostro Oronzo. I leccesi, disperati, si rivolgono al loro antico vescovo martire, promettendo di erigergli una statua se li avesse salvati dalla pestilenza. Ebbene, che ci crediate o no, la peste miracolosamente cessò.
Da allora, Sant'Oronzo è diventato l'eroe della città, il protettore che ha sconfitto la malattia. E per ringraziarlo, i leccesi hanno costruito una colonna maestosa, proprio in Piazza Sant'Oronzo, sormontata dalla sua statua. Un monumento imponente che ricorda a tutti, ogni giorno, il miracolo e la gratitudine della città.

La Festa e le Curiosità
La festa di Sant'Oronzo, che si celebra dal 24 al 26 agosto, è un evento da non perdere. La città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, con luminarie che brillano come stelle, bancarelle che vendono di tutto (soprattutto il famosissimo "spumone" leccese, una specie di gelato artigianale), concerti, fuochi d'artificio e, naturalmente, la processione solenne con la statua del santo portata in spalla per le vie della città.
E c'è anche un aneddoto simpatico. Si dice che se durante la processione la statua di Sant'Oronzo "balla" (cioè oscilla un po' troppo), significa che l'annata non sarà delle migliori. Beh, speriamo che Sant'Oronzo abbia il passo fermo, per il bene di tutti!

"Sant'Oronzo, protettore nostro, salvaci dal male e dalla noia!" (Un motto popolare leccese, più o meno...)
Quindi, la prossima volta che vi trovate a Lecce, alzate lo sguardo verso la colonna in Piazza Sant'Oronzo e pensate alla storia di questo nobile romano che si è convertito, è stato martirizzato e poi è diventato l'eroe di una città intera. Una storia di fede, di miracoli, e di un santo che, forse, un po' leccese lo era davvero.
E se per caso vedete qualcuno che somiglia a San Fortunato, offritegli un bicchiere di vino salentino. Non si sa mai che vi possa convertire a qualcosa di buono!