
Ricordo ancora quella volta che mia zia, con una smorfia tra il divertito e il perplesso, mi mostrò un vecchio numero di Alan Ford. Lei, che non leggeva fumetti nemmeno sotto tortura, ci era inciampata per caso. "Ma cosa sono queste vignette tutte storte?" mi chiese, indicando il caos grafico tipico di Magnus. Io, che invece adoravo quelle storie assurde, le risposi con un sorriso: "Zia, quelli sono i
Magari vi starete chiedendo: "Ma che diavolo è un 'fumetto cruciverba'?" Eh, bella domanda! Non troverete questa definizione nei manuali di critica fumettistica, diciamocelo. È più una mia divagazione mentale, nata osservando certi autori, certe opere, che sembrano assemblate con la stessa logica surreale e un po' caotica dei Grandi di Alan Ford.
Pensateci bene. Cosa caratterizza il fumetto di Magnus e Bunker? La sovrapposizione di piani, dialoghi che sembrano scollegati dalla realtà, personaggi con motivazioni oscure e un umorismo nerissimo, quasi esistenziale. Sembra che le vignette vengano incollate una dopo l'altra senza un apparente filo conduttore logico, eppure, magicamente, tutto funziona. Un po' come risolvere un cruciverba criptico: non capisci subito l'indizio, ti perdi nei trabocchetti, ma poi, con un colpo di genio (o di fortuna!), la parola si incastra e tutto acquista senso. O meglio, acquista un nuovo senso, magari ancora più assurdo.
Quindi, quando parlo del "gruppo Dell'Alan Ford dei fumetti cruciverba", intendo quegli autori che, consapevolmente o meno, giocano con le nostre aspettative narrative. Quelli che:

- Sfidano la logica: Le loro storie non seguono un percorso lineare. A volte sembra di leggere appunti sparsi, pensieri in libertà, eppure il lettore viene trascinato in questo flusso inaspettato.
- Usano l'assurdo come strumento: Il non-sense non è un difetto, ma una cifra stilistica. Serve a metterci di fronte a una realtà più complessa, o semplicemente a farci ridere con una risata amara.
- Creano personaggi indimenticabili: Anche quando sembrano macchiette, i loro "eroi" (se così si possono chiamare) hanno una profondità sorprendente, un'umanità stramba e commovente.
- Mescolano generi e registri: La commedia si fonde col dramma, il grottesco con il poetico, in un mix che confonde e affascina.
E qui viene il bello: secondo voi, chi appartiene a questo "gruppo"? Magari pensate a certi fumetti indipendenti, a qualche autore underground che conoscete bene. Io, personalmente, ci vedo un po' di quello spirito in:
- Some authors of Italian underground comics, ovviamente! (Non potevano mancare!)
- Certain contemporary satirical works, che usano l'iperbole per criticare la società.
- E, diciamocelo, a volte anche in qualche vignetta di giornale che ti fa dire: "Ma cosa voleva dire esattamente?".
Insomma, è un po' come un gioco. Un gioco di associazioni, di interpretazioni. Come quando guardi una tavola di Magnus e ti perdi nei dettagli, cercando un significato nascosto, ma alla fine l'unica cosa che trovi è un'enorme, meravigliosa, incomprensibile genialità. E forse, in fondo, è proprio questo il bello. Non trovate anche voi? 😉