
Ricordo ancora quella volta. Eravamo in un buffet, uno di quelli che promettono "tutto quello che vuoi mangiare" e ti ritrovi davanti a un tripudio di colori e sapori. Io, da brava esploratrice gastronomica, ero pronta a lanciarmi. Il mio compagno di avventure, invece, più riflessivo. Mentre io ero già con gli occhi puntati sulle ostriche, lui si aggirava tra i tavoli con una sorta di perplessità sul volto.
Ad un certo punto, mi chiama. Mi avvicino e gli chiedo: "Che c'è, non trovi niente di interessante?" Lui scuote la testa, indicando una teca di mini tartine. "Guarda," mi dice, "quella roba lì. Perché fanno tutto così piccolo? Sembra il cibo delle bambole!"
In quel momento, mi si è accesa una lampadina. Aveva ragione! E da lì, ho iniziato a notare questa tendenza ovunque. Avete presente? I buffet dove ogni singola cosa, ma proprio ogni singola cosa, è presentata in porzioni ridicolmente piccole?
Pensateci:
- Le insalate, che invece di una bella ciotola generosa, sono presentate in mini bicchierini.
- La pasta, che non trovi in un pentolone fumante, ma in minuscole cocotte individuali.
- I dolci, che sembrano usciti da un set fotografico di una pasticceria per chihuahua.
E la cosa più strana è che non è solo una questione di "presentazione chic", anche se quello è sicuramente un fattore. No, c'è qualcosa di più profondo, quasi filosofico, in queste piccole porzioni da buffet.

Forse è un modo per farci sentire più eleganti? Come se stessimo partecipando a un té delle cinque, con involtini primavera che sembrano gioielli. Oppure, è un tentativo astuto di limitare i nostri eccessi? Vedete, se davanti a te c'è un piatto di lasagne gigante, la tentazione è forte. Ma se ti trovi di fronte a una mini lasagna, dici: "Oh, che carina! Ne prendo una, tanto è piccolina!" E poi ne prendi un'altra. E poi un'altra... Ah, l'illusione!
C'è anche chi dice che serva a ridurre gli sprechi. E diciamocelo, ha senso. Se ognuno prende solo quello che gli serve, in piccole quantità, il cibo che avanza è meno. Però, poi ti ritrovi a fare cinque giri per "assaggiare tutto" e finisci per mangiare di più. Non è un paradosso?

E poi c'è l'aspetto della varietà. Le piccole porzioni ci invogliano a provare tutto, vero? Un assaggino di ogni piatto. Questo, devo ammetterlo, è un aspetto che apprezzo. È un po' come andare in un ristorante stellato, ma senza il conto stellato (si spera!).
Insomma, queste piccole porzioni nei buffet sono un vero enigma. Ci fanno sentire sofisticati, ci illudono di controllarci (ma ci fregano), forse ci fanno sprecare meno (o di più, a seconda dei casi) e ci permettono di esplorare un intero menu con un solo piatto. Cosa ne pensate voi? Vi piacciono o vi fanno un po' arrabbiare? Io, nel dubbio, continuo ad andare avanti e indietro, cercando sempre quella porzione che mi faccia dire: "Ah, questa è la dimensione perfetta!"