
Allora, parliamoci chiaro. Siete anche voi sommersi da questa marea di contenuti che spuntano sui social come funghi dopo la pioggia? Io sì, eccome! E ultimamente, c'è una cosa che mi fa davvero sorridere, ma allo stesso tempo mi fa anche pensare. Parlo del cosiddetto "fenomeno Santemo". Già il nome suona un po' strano, vero? Ma fidatevi, è un vero e proprio spettacolo.
Insomma, cos'è questa storia di Santemo? È quella sensazione, quella frenesia, quella voglia matta di fare tutto e subito, soprattutto sui social. È come se fossimo tutti su una giostra impazzita, che gira sempre più veloce. E cosa succede quando si va di fretta sui social? Che si creano delle cose... beh, chiamiamole "tormentoni". Ma non quelli belli, quelli che ti entrano in testa e ti fanno compagnia per giorni. No, quelli che ti fanno dire: "Ma che diavolo sto guardando/ascoltando?!"
Pensateci un attimo. Prima, quando usciva una canzone tormentone, c'era un certo "processo". Veniva trasmessa in radio, in TV, e piano piano ti entrava nel cervello. Era una cosa quasi naturale. Adesso? Adesso è tutto un attimo. Un video su TikTok, una challenge virale, una battuta che diventa meme in meno di ventiquattr'ore. E boom! Abbiamo un nuovo tormentone.
La Fretta Fa Novanta (e i Tormentoni Cento)
Questa fretta da social, ragazzi miei, sta cambiando le regole del gioco. Non c'è più tempo per la riflessione, per l'approfondimento. Tutto deve essere immediato, impattante, condivisibile. E questo porta a creare contenuti che magari sono divertenti sul momento, ma che poi svaniscono nel nulla con la stessa velocità con cui sono apparsi.
È un po' come mangiare uno snack. Ti dà una soddisfazione rapida, ma poi ti lascia la fame di qualcosa di più sostanzioso. E i tormentoni da social sono proprio così: uno snack per la mente. Divertenti, sì, ma spesso... vuoti.
Ma analizziamo un po' meglio questo Santemo-business. Cosa spinge questa fretta?
- La paura di rimanere indietro: Se non sei subito sul pezzo con l'ultima tendenza, ti senti quasi escluso. Un po' come quando tutti parlano di un film e tu sei l'unico a non averlo ancora visto, no?
- La ricerca dell'approvazione: Più contenuti crei e condividi velocemente, più possibilità hai di ottenere like, commenti, visualizzazioni. È un circolo vizioso di gratificazione istantanea.
- La saturazione dei contenuti: C'è così tanto da vedere e da ascoltare che devi essere audace e veloce per farti notare.
I Tormentoni Che Ci Hanno Stretto il Cervello
E poi ci sono loro, i tormentoni nati da questa fretta. A volte sono divertenti, diciamocelo. Ti strappano un sorriso, ti fanno compagnia in momenti di noia. Ma altre volte... altre volte ti chiedi se chi li ha creati si sia fermato un attimo a pensare. O se semplicemente abbia premuto "pubblica" con gli occhi chiusi.

Ricordate quella canzone che andava "Fai la mossa giusta, fai la mossa giusta"? Ecco, per settimane non si poteva sfuggire. Ovunque. Sui reel, nelle storie, in sottofondo ai video di gente che cucinava o faceva fitness. E uno non poteva fare a meno di canticchiarla, anche contro la sua volontà. È questo il potere, o meglio, la pressione, del tormentone moderno.
E non parliamo delle challenge! Quante volte avete visto gente fare cose assurde per seguire una challenge? A volte innocue, a volte... beh, diciamocelo, un po' pericolose. Ma la fretta di partecipare, di essere "dentro" la tendenza, è fortissima.
Pensateci: una frase, una melodia, un balletto che diventa virale in poche ore. Ma quanto dura davvero questa viralità? Spesso, svanisce più velocemente di un gelato al sole d'agosto. E poi? Poi si passa al prossimo tormentone, perché la giostra non si ferma mai.
Il "Santemo Effect": Cosa C'è Dietro?
Ma qual è il meccanismo per cui un contenuto diventa un tormentone così velocemente? Ci sono diversi fattori, secondo me:

- La ripetizione: Essere ovunque, costantemente. Il cervello, per associazione, inizia a memorizzare.
- La semplicità: Facile da capire, facile da replicare. Nessun sforzo mentale richiesto.
- L'emozione (anche quella effimera): Divertimento, sorpresa, a volte anche un po' di imbarazzo. Tutto purché generi una reazione.
- Il fattore "FOMO" (Fear Of Missing Out): Se tutti lo fanno, se tutti ne parlano, devo farlo anch'io.
E questo crea una sorta di "bolla" temporanea. Sei dentro la bolla del tormentone, ti diverti, partecipi. Poi la bolla scoppia e ti ritrovi a guardare il tuo feed con un po' di malinconia, chiedendoti cosa sarà il prossimo tormentone.
Ma non è tutto negativo, eh? Dobbiamo anche ammettere che questa frenesia porta a delle creazioni sorprendenti. A volte nascono delle idee geniali, dei format innovativi, che magari sarebbero rimasti nascosti se ci fosse stato più tempo per "elaborarli". La spontaneità può essere una forza incredibile.
Il Rischio della Superficialità
Però, il rischio è che ci abituiamo a questa superficialità. Che perdiamo la capacità di apprezzare contenuti più complessi, più stratificati. Quella musica che richiede ascolto attento, quei film che ti fanno pensare per giorni, quei libri che ti aprono nuovi mondi.
Tutto diventa usa e getta, proprio come i tormentoni che nascono e muoiono nel giro di una settimana. E mi chiedo: cosa ci perdiamo in questo modo?

Forse dovremmo imparare a dosare la fretta. A godere di quel contenuto immediato e divertente, ma senza dimenticare di cercare anche quel "qualcosa in più". Quel qualcosa che rimane, che ti nutre davvero.
È un po' come scegliere cosa mangiare. Certo, uno spuntino è comodo. Ma una bella cena, preparata con cura, ti dà una soddisfazione che dura molto più a lungo, vero?
Il Futuro del Tormentone da Social
Come sarà il futuro di questi tormentoni? Mi immagino che diventeranno sempre più veloci, sempre più effimeri. Magari nasceranno nuove piattaforme, nuovi modi per creare e condividere contenuti che accelereranno ulteriormente il processo. Sarà una corsa continua, una gara a chi crea il tormentone più virale, più velocemente.
E noi, saremo lì a guardarli, a parteciparci, a canticchiarli per qualche giorno, per poi passare al prossimo. È un po' come essere in un gigantesco luna park di contenuti, dove ogni attrazione dura pochissimo ma è incredibilmente emozionante.

Ma dobbiamo fare attenzione a non perdere la bussola. A non farci trascinare completamente da questa corrente di superficialità. Dobbiamo rimanere consapevoli, scegliere cosa consumare e cosa produrre.
La Nostra Parte nel "Santemo"
Alla fine, siamo anche noi parte di questo "fenomeno Santemo". Ogni volta che condividiamo un video virale, che partecipiamo a una challenge, che ripostiamo una battuta divertente, stiamo alimentando questa macchina. E non c'è nulla di male, eh! È divertente, è leggero. Ma forse, ogni tanto, dovremmo fermarci un attimo a pensare.
Forse dovremmo chiederci: questo tormentone mi sta davvero dicendo qualcosa? O è solo rumore di fondo? O ancora meglio: potrei creare qualcosa di più duraturo, qualcosa che lasci un segno un po' più profondo?
Non dico di smettere di divertirci sui social, ci mancherebbe! Dico solo di avere un po' di consapevolezza. Di usare la fretta in modo intelligente, non solo per inseguire l'ultima tendenza. Magari quella fretta potrebbe essere usata per creare qualcosa di veramente unico, qualcosa che possa diventare un tormentone nel senso più bello del termine: qualcosa che ci rimanga nel cuore, non solo nella testa per un paio di giorni.
E quindi, la prossima volta che vedete un contenuto che vi sembra nato dalla fretta, che è già ovunque, chiedetevi: è solo un altro "Santemo", o c'è qualcosa di più? E soprattutto, quanto della mia attenzione e del mio tempo sto dedicando a questi tormentoni effimeri? La risposta, come sempre, è nelle vostre mani. O meglio, nei vostri pollici che scorrono sullo schermo!