Il Curioso Caso Di Benjamin Button Francis Scott Fitzgerald

Allora, parliamoci chiaro. C'è un film che fa impazzire tutti, no? Quel strano caso di Benjamin Button. Tutti dicono "Oh, che meraviglia! Che storia commovente!". E io dico... beh, diciamocelo, non è che mi abbia proprio fatto venire le lacrime agli occhi. Anzi, più che altro mi ha fatto grattare la testa e pensare: "Ma davvero?".

Ora, non fraintendetemi. La storia di un uomo che nasce vecchio e ringiovanisce con il passare degli anni ha del potenziale, diciamocelo. Immaginatevi la scena. Nasci, e invece di essere un batuffolo adorabile, sei già un nonnetto con la gobba e un bastone. Che inizio di vita! La gente ti guarda e pensa: "Ma questo cos'ha?". E tu pensi: "Vorrei solo un pisolino".

La prima volta che ho visto questo film, mi aspettavo chissà cosa. Una riflessione profonda sulla vita, sulla morte, sul tempo. E invece, a volte, mi sembrava più una commedia degli equivoci. Perché diciamocelo, chi vorrebbe davvero vivere al contrario? Voglio dire, immaginatevi di essere un ventenne, ma con l'anima di un ottantenne. Siete a una festa, tutti che ballano e si divertono, e voi state già pensando a quando cenerete e poi a letto presto.

E poi c'è Benjamin stesso. Un poveretto, diciamocelo. Nasce in un posto assurdo, una casa di riposo, praticamente. Lo vedono, capiscono che c'è qualcosa che non va, e lo abbandonano. Già solo questo è un po' triste, ma poi inizia il bello, o il brutto, a seconda dei punti di vista. Viene adottato da questa donna meravigliosa, Queenie, che gli vuole un bene dell'anima. E lei, diciamocelo, è il vero cuore della storia. Una santa, proprio.

Ma torniamo a Benjamin. Cresce, ma "cresce" al contrario. Diventa più giovane, più forte, più bello. Inizia a vivere avventure, incontra gente. E poi incontra Daisy. Ah, Daisy. Lei è giovane, piena di vita, bellissima. E lui? Lui è un uomo maturo, con la saggezza di chi ha già vissuto parecchio. E lei si innamora di lui. E lui di lei. E tutto sembra normale, tranne il fatto che lei invecchia e lui ringiovanisce. Capite il problema? Un giorno lei avrà i capelli bianchi e lui sarà un bambino. E non è che si possano più tanto baciare, ecco.

El curioso caso de Benjamin Button | Apple TV
El curioso caso de Benjamin Button | Apple TV

E poi c'è tutta la questione della morte. Benjamin muore da neonato. Nasce vecchio, ma muore da piccolo. Praticamente è nato per tornare indietro. Una specie di viaggio senza ritorno, ma al contrario. E questo, per me, è un po' deprimente, diciamocelo. Non c'è quel senso di ciclicità, di crescita, di raggiungimento. C'è solo un ritorno all'indietro, fino a scomparire.

Il film ci fa pensare al tempo che passa, certo. Ma a modo suo. Mi sembra che ci dica: "Guardate, il tempo passa per tutti, ma c'è chi lo vive in modo strano". E io, sinceramente, preferisco il modo normale. Quello in cui si impara, si cresce, si commettono errori, si amano le persone, si invecchia, e poi, beh, si diventa saggi e si raccontano storie ai nipoti. Non si torna indietro a fare i capricci da bebè.

E poi, diciamocelo, quante cose si perdono vivendo al contrario? Le prime parole, i primi passi da "adulto", la gioia di essere giovani, la maturità raggiunta. Benjamin li vive tutti, ma in ordine sparso, e con un senso di inevitabilità che a me fa un po' tristezza. È come guardare un film al contrario: all'inizio è tutto strano, poi diventa più chiaro, ma sai che il finale sarà sempre lo stesso, solo che lo vedrai prima.

Il Curioso Caso Di Benjamin Button Libro Deabate, Benjamin Button Da
Il Curioso Caso Di Benjamin Button Libro Deabate, Benjamin Button Da

E quel finale poi... lui è un bambino, e lei è una vecchia signora che muore. E lui se ne sta lì, senza capire bene cosa sta succedendo, come un neonato. È un'immagine forte, certo, ma a me lascia un po' un senso di vuoto. Dove è finita tutta la vita che ha vissuto? Dove sono le esperienze, le emozioni, gli amori? Spariti, risucchiati indietro nel tempo.

Capisco che Francis Scott Fitzgerald volesse esplorare qualcosa di diverso, qualcosa di unico. E l'idea è geniale, non lo nego. Ma nella pratica, per me, risulta un po' fredda, un po' distante. È come un bellissimo quadro, con colori fantastici, ma che non ti emoziona davvero. Ti fa dire "Che bello!", ma non ti fa piangere o ridere di cuore.

Il curioso caso di Benjamin Button - Francis Scott Key Fitzgerald
Il curioso caso di Benjamin Button - Francis Scott Key Fitzgerald

Forse sono io che sono troppo "normale". Forse dovrei provare a pensare diversamente, a vedere il lato poetico di questa vita al contrario. Ma per ora, rimango con la mia opinione un po' "impopolare": il caso di Benjamin Button è curioso, sì, ma non mi ha convinto del tutto. Preferisco le vite che vanno avanti, con i loro alti e bassi, con le rughe che raccontano storie e i capelli bianchi che sono segno di saggezza. Alla fine, forse, è proprio questo il vero miracolo della vita: andare avanti, imparare, amare, e lasciare un segno. Non tornare indietro a cancellare tutto.

E comunque, quando penso a Benjamin da piccolo, con la barba bianca, non posso fare a meno di sorridere. Un po' ci si immagina la faccia degli infermieri, no? E quello, diciamocelo, è un momento divertente. Forse è proprio questo il succo della storia: un po' di stranezza, un po' di tristezza, e un pizzico di umorismo nero. Che poi, alla fine, è un po' come la vita vera, no? Solo che noi andiamo avanti, invece che indietro.

E quindi, il curioso caso di Benjamin Button rimane un film che fa pensare. Che ti fa interrogare. Che ti fa discutere. E per questo, forse, vale la pena vederlo. Anche se, diciamocelo, ogni tanto mi viene voglia di chiedergli: "Ma davvero ti conviene tutto questo sbattimento?". E lui, con la sua saggezza al contrario, probabilmente mi risponderebbe con un sorriso.