Il Conte Di Montecristo Edizione Integrale

Allora, parliamo di quella cosa lì. Sai, quel libro che ti ritrovi in libreria, magari impolverato, con una copertina che urla "ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare". Esatto, sto parlando di Il Conte di Montecristo, edizione integrale. Non la versione "light" che ti danno magari per le scuole, quella che sembra un riassunto fatto da qualcuno che ha letto troppo velocemente, ma proprio quella con il peso di un mattone, quella che ti fa pensare: "Ma chi me l'ha fatto fare?".

Immagina di aver passato una vita tranquilla, magari facendo il tuo lavoro, tornando a casa, mangiando la tua solita pasta al pomodoro, e poi BAM! Ti ritrovi catapultato in una specie di parabola della vendetta così epica che ti fa sembrare la tua giornata di lamentele per il traffico una passeggiata nel parco.

È un po' come quando decidi di montare un mobile IKEA da solo, senza chiedere aiuto. Inizi tutto convinto, con quel cacciavite in mano che sembra uno strumento di tortura, e finisci che il mobile è storto, ti è avanzato un pezzo che non sai dove mettere, e ti ritrovi a imprecare in lingue che non sapevi di conoscere. Ecco, Montecristo è un po' così, solo che invece di un mobile, ci sono delle vite da sistemare, o meglio, da demolire.

La partenza: una giornata "così così"

La storia inizia con Edmond Dantès, un giovane di belle speranze. Pensa, uno che ha tutto: una bella fidanzata, un lavoro che gli piace (è il capitano di una nave, mica uno che timbra il cartellino per fare fotocopie!), e il futuro che sembra più luminoso di uno smartphone appena caricato. Poi, come un fulmine a ciel sereno, anzi, come un pettegolezzo in ufficio che si trasforma in una catastrofe, tutto cambia.

I suoi nemici, gente che ha più invidia di un gatto che vede un topo correre libero, decidono di fargli un brutto scherzo. Un brutto scherzo che dura tipo quattordici anni. Sì, hai capito bene. Non è che ti invitano a una festa a sorpresa che poi si rivela un disastro, no. Ti ficcano in galera. E non una galera qualsiasi, ma quella roba lì, le prigioni che sembrano uscite da un film dell'orrore, quelle dove il pane è duro come il marmo e l'acqua sa di ruggine.

Ti immagini la scena? Tu, che eri lì a sognare il matrimonio e magari un aumento, ti ritrovi a contare le crepe sul muro. È come quando ti promettono una vacanza da sogno e poi ti ritrovi in un ostello con un materasso che sembra fatto di sassi. La differenza è che l'ostello, alla fine, lo lasci. La prigione di Chateau d'If, beh, non proprio.

Il Conte di Montecristo Nuova Serie Rai fiction - YouTube
Il Conte di Montecristo Nuova Serie Rai fiction - YouTube

Il "cambio di carriera" inaspettato

Ma Edmond non è uno che si piange addosso. Anzi. In galera, incontra un vecchio saggio, l'abate Faria. Pensa a lui come al tuo professore più bravo, quello che sapeva spiegarti anche le cose più complicate con una facilità disarmante. Solo che questo abate è pure un genio. Ti insegna tutto: lingue, storia, economia, strategia... praticamente ti fa diventare un supereroe della conoscenza, pronto a tutto.

È un po' come quando ti iscrivi a un corso online per imparare a fare il pane fatto in casa, e alla fine ti ritrovi a capire la fisica quantistica perché il corso è fatto così bene. Faria è questo, solo che invece di imparare a fare il pane, Edmond impara a diventare il maestro supremo della vendetta.

E poi, c'è la scoperta del tesoro. Ah, il tesoro! Non è che trova una banconota da 20 euro per terra. No. Trova un tesoro che ti fa sembrare Paperon de' Paperoni uno che ha messo da parte due spiccioli. Oro, gioielli, roba che ti fa venire le vertigini solo a pensarci. È il classico "colpo grosso" che ti cambia la vita, solo che invece di vincerlo alla lotteria, te lo guadagni con la sofferenza e l'ingegno.

Il ritorno: "Chi sei tu?"

Dopo anni e anni, Edmond scappa. Non chiedermi come, è una di quelle cose che nel libro ti sembrano talmente incredibili che ti dici: "Ok, qui siamo nel fantasy". E una volta fuori, con il suo tesoro e la sua testa piena di nuove idee (e magari un po' di rancore, diciamo così), decide di tornare. Ma non torna come Edmond Dantès, il giovane marinaio. No, torna come Il Conte di Montecristo.

"Il conte di Montecristo", ultima puntata - La Città di Salerno
"Il conte di Montecristo", ultima puntata - La Città di Salerno

Immagina di incontrare un tuo vecchio amico che non vedi da vent'anni. Ti aspettavi di vederlo con la stessa macchina scassata e i vestiti un po' démodé, e invece ti ritrovi davanti uno con un abito di seta, un'auto da mille e una notte, e parla con un accento che non hai mai sentito. Ti diresti: "Ma sei sicuro di essere tu?". Ecco, questa è la reazione di chi incontra il Conte.

È un maestro del travestimento, un manipolatore di destini, uno che muove le fila come un burattinaio. E tutto questo per una ragione: la vendetta. Non una vendetta da "ti spintono forte nell'altalena", ma una vendetta metodica, studiata, che ti fa sentire come se stessi assistendo a una partita di scacchi a livello mondiale, dove ogni mossa è calcolata.

La vendetta "a rate"

E qui viene il bello. Il Conte non va in giro a urlare: "Vi distruggerò!". No. Lui è più sottile, più elegante. Li fa cadere uno ad uno, con astuzia, con intelligenza. È come quando ti trovi a dover risolvere un puzzle complicatissimo. Non strappi tutti i pezzi a caso. No, inizi con i bordi, cerchi i colori simili, metti tutto a posto con pazienza. Solo che il puzzle di Montecristo sono le vite dei suoi nemici.

Il Conte di Montecristo. Miniserie TV Completa (Episodi 1-8). DVD in
Il Conte di Montecristo. Miniserie TV Completa (Episodi 1-8). DVD in

C'è quello che perde tutto il suo denaro, quello che viene smascherato per le sue malefatte, quello che finisce in una situazione imbarazzante che lo fa disperare. È una specie di "reality show" della sfortuna orchestrato da un unico regista. E tu, lettore, sei lì seduto, con il tuo popcorn, a guardare lo spettacolo.

È affascinante perché vedi come i piani si incastrano, come ogni piccola azione ha una conseguenza. È come guardare un film di spionaggio dove tutto è perfettamente organizzato. La differenza è che nel film, a volte, c'è il lieto fine per tutti. Qui, beh, diciamo che qualcuno si è meritato quello che gli è successo.

Più di una semplice storia

Ma perché questo libro, con tutte le sue avventure e le sue svolte incredibili, ci affascina così tanto? Perché parla di temi universali. Parla di giustizia, anche se una giustizia un po' contorta. Parla di come l'ingiustizia possa distruggere una persona, ma anche di come da quella distruzione possa nascere qualcosa di nuovo e potente.

È un po' come quando la tua pianta preferita si secca. All'inizio sei tristissimo, pensi che sia finita. Poi, magari, ti accorgi che da un piccolo rametto è nato un nuovo germoglio. La storia di Montecristo è quella, ma su scala gigante, con un sacco di drammi e di colpi di scena che ti tengono incollato alle pagine.

Il conte di Montecristo, la miniserie di Rai 1
Il conte di Montecristo, la miniserie di Rai 1

E poi, c'è quel senso di speranza. Nonostante tutto, nonostante le sofferenze, Edmond riesce a trovare un modo per andare avanti. Trova la forza di ricostruire la sua vita, anche se in modo diverso da come l'aveva immaginata. È quella sensazione che anche quando tutto sembra perduto, c'è sempre un barlume di luce. Quel barlume che ti fa pensare: "Ok, forse anche domani andrà meglio".

Un invito a riflettere (senza troppa fatica)

Quindi, se vi capita di vedere "Il Conte di Montecristo, edizione integrale", non spaventatevi per il suo peso. Pensatelo come un compagno di viaggio. Uno di quelli che ti racconta storie incredibili, che ti fa ridere (a volte di amara ironia), e che ti fa riflettere un po' sulla vita, sulla giustizia, e su come anche la persona più innocente possa trasformarsi in qualcos'altro.

È una di quelle letture che ti lasciano un segno. Non è come mangiare una caramella che dimentichi subito. No, Montecristo è più come un buon bicchiere di vino rosso: ti scalda, ti fa pensare, e ti lascia un sapore che dura. E chi lo sa, magari dopo averlo letto, vi verrà anche voglia di imparare a recitare e a tramare nel silenzio, giusto per divertimento. O forse no. Ognuno ha i suoi modi per affrontare le ingiustizie della vita, no?

Insomma, se avete un po' di tempo, e voglia di immergervi in un'avventura che è un mix esplosivo di tradimento, tesori nascosti, e una vendetta così elaborata da far impallidire i migliori sceneggiatori di Hollywood, allora Il Conte di Montecristo è sicuramente il vostro prossimo libro. E ricordate, la vita, a volte, è proprio come un romanzo. Solo che noi, di solito, non abbiamo il tesoro alla fine. Ma possiamo sempre avere una buona storia da raccontare. E questo, credetemi, è già un bel tesoro.