I Veri Artisti Non Fanno La Fame

Allora, mettiamoci comodi, prendiamoci un caffè – magari pure una brioche, perché no? – e parliamo un po' di quella vecchia leggenda metropolitana: "I veri artisti muoiono di fame". Ma ti pare sul serio?

Sai, questa cosa me la sento dire da sempre. Fin da quando ero un pischello e sognavo di dipingere quadri che valessero milioni (spoiler: non ci sono ancora arrivato, ma non mollo!). C'è questa aura romantica, no? L'artista tormentato, che vive in soffitta, mangia pane secco e si dedica anima e corpo alla sua arte, fregandosene altamente del mondo materiale. Bellissimo, eh? Ma un po' fesseria, non trovi?

Pariamoci chiaro. Non dico che sia facile. Assolutamente no. Nessuno ti regala niente, figuriamoci quando fai qualcosa di un po' fuori dagli schemi. Ma "morire di fame"? Dai, su. Siamo seri. È una storia che ci raccontiamo per sentirci un po' più… speciali? O forse è una giustificazione per chi non ha avuto il coraggio di provarci davvero?

Penso a tutti quelli che conosco che fanno cose con le mani, con la testa, con il cuore. Pittori, musicisti, scrittori, artigiani, videomaker, perfino chef che sono veri e propri artisti in cucina. E tu credi che stiano tutti lì a contare i centesimi per comprarsi la vernice o le corde della chitarra? Mica è il Medioevo, gente!

Ma allora, come si fa a non finire sul lastrico facendo l'artista?

Questa è la domanda da un milione di dollari, o meglio, da un milione di follower. E la risposta non è una formula magica, ovviamente. È un mix di cose, sai?

1. Intelligenza e non solo Talento

Ok, il talento è fondamentale. Se non hai quella scintilla, quella capacità innata di fare qualcosa che gli altri non sanno fare, beh, magari è meglio dedicarsi alla contabilità. Scherzo! Però, diciamocelo, il talento da solo non basta. Ci vuole astuzia. Ci vuole capire come funziona il mondo là fuori.

05 - I veri artisti non fanno la fame con Heller Gratitude - Alessandro
05 - I veri artisti non fanno la fame con Heller Gratitude - Alessandro

Devi essere un po' stratega. Pensare: "Ok, ho questo dono, come posso condividerlo in modo che qualcuno sia disposto a pagarci su?". Non è vendersi, è valorizzarsi. Capito la differenza? È come se un bravo chef tenesse la sua ricetta segreta per sempre nel cassetto. Che senso ha?

2. Fiducia in sé stessi (quella vera, non quella gridata)

Questo è un punto dolente per molti, lo so. Quante volte ci siamo sentiti dire: "Ma cosa vuoi fare con quella roba lì?", "Ma sei sicuro che sia un lavoro?", "Meglio un posto fisso, sai?". Ecco, tutte queste vocine, sia dentro che fuori, sono il nemico numero uno. E allora, che si fa? Si alza la corazza, si tira fuori quel pizzico di ego sano e si va avanti.

Non dico di essere presuntuosi, per carità. Ma di credere in quello che fai. Se tu non credi nella tua arte, chi altro dovrebbe farlo? È come andare a un appuntamento e dire "Speriamo che non mi trovi troppo… me". Ma che cavolo, sei fantastico così come sei! E la tua arte lo è di più!

3. Adattabilità: il segreto di Pulcinella moderno

Il mondo cambia, e veloce. Quello che funzionava ieri, oggi potrebbe essere superato. Pensa a come è cambiata la musica, il cinema, la fotografia. Se sei un artista che si ostina a fare le cose "come si facevano una volta", beh, potresti ritrovarti a fare concerti nel tuo salotto per quattro amici e i tuoi genitori. E va bene, se è quello che vuoi, ma se vuoi campare di questo, devi muoverti.

Scopri il mito dell'artista squattrinato
Scopri il mito dell'artista squattrinato

Significa imparare nuove tecniche, esplorare nuovi canali, magari usare quei dannati social media che all'inizio ci facevano un po' paura. Non devi diventare un influencer a tutti i costi, ma capire come la gente scopre l'arte oggi. Magari fai dei video mentre crei, o crei delle piccole opere a prezzo accessibile, o ti metti in gioco in contest che prima nemmeno consideravi.

4. Networking: non solo il chiacchiericcio

So già cosa stai pensando: "Ma io sono un solitario, non mi piacciono le feste, non so fare conversazione!". Tranquillo, non devi diventare il re delle serate mondane. Ma conoscere altre persone che fanno il tuo stesso mestiere, o che lavorano nel settore che ti interessa, è fondamentale. Chi lo sa che quella chiacchierata con quel tipo all'inaugurazione di una mostra non ti apra una porta per una collaborazione importante? O che quella ragazza che disegna fumetti non ti dia l'idea per quel progetto che ti frulla in testa da mesi?

E poi, non dimentichiamoci del pubblico! Il tuo pubblico. Quelli che apprezzano quello che fai. Ascoltali! Chiedi feedback (quello costruttivo, eh!). Loro sono la linfa vitale. Senza di loro, l'arte rimane un esercizio solitario, bello, ma fine a sé stesso. E se poi qualcuno ti dice che il tuo quadro gli ha fatto venire voglia di comprarlo… beh, allora siamo sulla buona strada, no?

5. La Piccola Imprenditorialità: sì, anche tu

Questa è la parte che spaventa di più. "Io sono un artista, non un commerciante!". E invece sì, un po' devi esserlo. Non devi aprire una partita IVA lunedì mattina per vendere disegnetti su Etsy, magari. Ma devi iniziare a pensare a te stesso come a una piccola impresa. La tua impresa artistica.

I VERI ARTISTI NON FANNO LA FAME! - YouTube
I VERI ARTISTI NON FANNO LA FAME! - YouTube

Cosa significa? Significa che devi capire quanto vale il tuo tempo, quanto valgono i tuoi materiali, quanto vale la tua competenza. Devi saper fare un preventivo, devi saper gestire i pagamenti (anche quelli che arrivano in ritardo, ahi ahi!), devi saper promuovere il tuo lavoro senza sentirti uno straccione.

E poi ci sono mille modi per monetizzare la tua arte:

  • Vendere opere originali (quelle più grandi, quelle che ti costano più fatica e che magari valgono davvero un sacco).
  • Creare stampe, riproduzioni a prezzi più accessibili.
  • Offrire servizi (ritratti, commissioni, colonne sonore per cortometraggi, illustrazioni per libri, ecc.).
  • Insegnare quello che sai fare.
  • Creare contenuti online (corsi, ebook, Patreon).
  • Merchandising vario (t-shirt con i tuoi disegni, tazze, adesivi).

Le possibilità sono infinite, devi solo usarle quelle meningi che ti hanno reso un artista!

Ma la passione? Non è più importante?

Assolutamente sì! La passione è il motore. Senza passione, non ti alzi la mattina. Senza passione, non superi i momenti difficili. Ma la passione da sola non paga le bollette. La passione, unita all'ingegno e a un po' di sana disciplina, è una bomba!

I Veri Artisti non fanno la Fame - YouTube
I Veri Artisti non fanno la Fame - YouTube

Pensa a tutti quegli artisti che ammiri. Pensi che vivano in una caverna mangiando radici? No, hanno trovato un modo. Hanno avuto la forza di adattarsi, di imparare, di mettersi in gioco. E hanno avuto la furbizia di capire che l'arte, per essere vissuta, deve anche saper camminare sulle proprie gambe economiche.

Quindi, la prossima volta che senti dire "i veri artisti non fanno la fame", tu sorridi.

Sorridi e pensa che quella è una frase per chi ha paura. Per chi non osa. Per chi si nasconde dietro una falsa modestia o una presunta superiorità. La verità è che i veri artisti sono quelli che sanno creare, e che sanno anche vivere della loro creazione.

Non è una questione di compromesso, è una questione di integrazione. Integrare la tua anima artistica con la realtà del mondo. E credimi, quando ci riesci, è una delle soddisfazioni più grandi. Ti senti libero. Ti senti realizzato. E soprattutto… non hai fame!

E adesso, finisci questo caffè. Che c'è un mondo là fuori che aspetta la tua arte. E magari, se ti capita, comprati pure quella brioche. Te la sei meritata!