
Ah, "God Rest Ye Merry, Gentlemen"! Quante volte l'abbiamo canticchiata, magari distrattamente mentre addobbiamo l'albero? Ma vi siete mai chiesti cosa significa davvero quella frase un po' strana all'inizio?
Partiamo dall'inizio. "God Rest Ye Merry, Gentlemen" non è un augurio di buon riposo notturno! In realtà, "rest" qui significa "keep" o "make". Quindi, tradotto in italiano moderno, sarebbe più simile a "Dio vi mantenga allegri, signori!" Un bell'augurio di gioia, insomma, mica di un pisolino!
Ma chi erano questi "gentlemen"? Non immaginatevi necessariamente dei nobili impomatati. All'epoca in cui la canzone ha preso piede (pare intorno al XVI secolo), "gentlemen" poteva riferirsi a un'ampia fascia di persone benestanti, ma anche semplicemente a uomini liberi e rispettabili. Immaginatevi i proprietari terrieri, i mercanti, insomma, gente che se la passava un po' meglio del contadino medio.
E perché si augurava loro questa gioia? Beh, la canzone è un carol natalizio, no? E i carols, tradizionalmente, non erano solo canzoncine carine da ascoltare. Erano spesso usati per diffondere notizie, soprattutto tra i poveri che non sapevano leggere o scrivere. In questo caso, la "tidings of comfort and joy" (notizia di conforto e gioia) è, ovviamente, la nascita di Gesù Cristo.
Ma torniamo alla frase iniziale. La virgola è fondamentale! Un errore di punteggiatura poteva cambiare completamente il senso. "God rest ye, merry gentlemen" (senza la virgola) implicherebbe che i signori sono già allegri e che si sta augurando loro un buon riposo. Invece, con la virgola, si sta augurando loro di diventare allegri! Una bella differenza, no?

Cosa ci dice la canzone?
Al di là dell'etimologia e della grammatica, "God Rest Ye Merry, Gentlemen" ci offre uno spaccato sulla società del tempo. Ci parla di una gerarchia sociale (i "gentlemen" contrapposti ai "poor souls"), di un bisogno di diffondere la speranza e la gioia tra le classi meno abbienti, e di un modo molto pratico di comunicare le buone notizie in un'epoca in cui l'alfabetizzazione non era per tutti.
Un messaggio ancora attuale?
Certo che sì! Anche se oggi abbiamo social media e smartphone, il messaggio di speranza e di gioia che questa canzone porta con sé è più che mai attuale. In un mondo spesso frenetico e pieno di problemi, ricordarsi di augurare agli altri (e a noi stessi!) di essere allegri è sempre una buona idea. E magari, la prossima volta che la canterete, vi verrà da sorridere pensando ai "gentlemen" del XVI secolo e alla loro voglia di diffondere la "tidings of comfort and joy".

Poi, ammettiamolo, è una di quelle canzoni che ti entrano in testa e non ti mollano più! Un vero e proprio "earworm" natalizio, che, per fortuna, ci ricorda qualcosa di positivo e festoso.
Quindi, la prossima volta che sentite cantare "God Rest Ye Merry, Gentlemen", pensate a quella virgola, ai gentlemen del passato, e soprattutto, all'augurio di gioia che questa canzone porta con sé. E magari, cantatela a squarciagola! Perché, in fondo, un po' di allegria non fa mai male a nessuno.
"O tidings of comfort and joy, comfort and joy; O tidings of comfort and joy!"