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Un'ora di angoscia, un giardino e un sacco di olive: Ripensando a Gesù nell'Orto degli Ulivi
Ok, immaginate la scena. Gesù, il nostro protagonista, è un po' giù di morale. Non "ho perso le chiavi" giù di morale, ma "il mondo sta per crollare" giù di morale. E dove va un uomo quando è stressato? Nell'orto, ovviamente! Ma non un orto qualsiasi, l'Orto degli Ulivi. Già il nome suona un po' come il titolo di un romanzo Harmony, non trovate?
Gesù non è solo. Ha portato con sé i suoi amici Pietro, Giacomo e Giovanni, un po' come quando si va in pizzeria e si portano gli amici più fidati. Solo che invece della pizza, qui c'è l'imminente arresto e la passione. Un'atmosfera un po' diversa, insomma.
"Ragazzi, veglia un po'!"
Gesù dice ai suoi amici di vegliare e pregare. Tipo, "ragazzi, faccio un salto, voi state qui a fare la guardia, ok?". E lui si allontana un po'. Ma non troppo, eh. Un po' come quando il tuo cane ti guarda mentre vai al bagno, assicurandosi che tu non scompaia improvvisamente. Solo che qui la posta in gioco è decisamente più alta.
Poi succede una cosa incredibile. Gesù comincia a pregare, ma non una preghiera tranquilla, eh. Una preghiera disperata! Sudava sangue, dice il Vangelo. Capito? Sangue! Immaginate la pressione! Magari aveva mangiato troppe olive, chi lo sa! Scherzi a parte, è un'immagine potentissima, un uomo che lotta con la sua angoscia fino a questo punto estremo.
E i suoi amici? Dormono. Dormono! Ma come si fa a dormire in un momento del genere? Certo, magari erano stanchi, magari avevano digerito male l'ultima cena. Ma dai, un po' di spirito di squadra! Gesù torna da loro e li trova che ronfano beati. "Pietro, dormi? Non sei riuscito a vegliare nemmeno un'ora?". Sembra proprio una scena da sitcom, solo che qui non c'è la risata registrata.

"Simone, dormi? Non sei stato capace di vegliare una sola ora?" (Marco 14:37)
Gesù ripete la preghiera, si allontana di nuovo e, puntualmente, i suoi amici si addormentano di nuovo. Ma è possibile? Forse avevano bisogno di un caffè, un energy drink... o forse la scena era troppo stressante anche per loro. Sta di fatto che Gesù, solo nell'Orto degli Ulivi, deve affrontare la sua paura più grande.
Alla fine, Gesù si arrende alla volontà del Padre. Accetta il suo destino. E poi? Poi arrivano le guardie, Giuda con il suo bacio traditore, e tutta la storia che conosciamo. Ma quel momento nell'Orto degli Ulivi rimane lì, sospeso, un'immagine di fragilità umana, di solitudine, ma anche di forza interiore e di accettazione.

Cosa ci resta di quell'orto?
Forse ci resta l'immagine di un uomo che, nonostante tutto, non si tira indietro. Che ha paura, certo, ma che alla fine fa quello che deve fare. E forse ci resta anche un po' di compassione per quei tre amici addormentati. Chi di noi non si è mai addormentato nel momento sbagliato? E poi, diciamocelo, chi non vorrebbe un orto pieno di ulivi dove rifugiarsi quando la vita si fa un po' troppo pesante?
La prossima volta che passate davanti a un albero di ulivo, pensate a Gesù nell'Orto. Pensate alla sua angoscia, al suo coraggio, e magari, anche a quei tre amici che, nonostante la loro dormita, erano lì, pronti a sostenerlo (più o meno) fino alla fine.