
Pasqua. Tempo di colombe, uova di cioccolato giganti e... frasi celebri! Ma siamo sicuri che siano tutte davvero celebri?
Le Classiche: Un po' TROPPO Classiche
Partiamo dalle basi. "Buona Pasqua a te e famiglia!" Super. Originale come un uovo sodo. Non fraintendetemi, l'intenzione è dolce, ma ammettiamolo: quante volte l'abbiamo sentita? È come il tormentone estivo che al terzo ascolto ti fa venire voglia di trasferirti in Antartide.
Poi c'è quella religiosa: "Cristo è risorto!". Sacra, rispettabile, ma diciamo la verità, non proprio la più gettonata durante la scorpacciata di cioccolato e salame. Io, personalmente, dopo tre fette di colomba, penso più alla mia risurrezione dalla sonnolenza post-pranzo.
Varianti e Sottogeneri delle Frasi Pasquali
Esiste poi il sottogenere "Frasi Pasquali con Animali". "Che la Pasqua ti porti tanta gioia come un pulcino appena nato!" Carino, per carità, ma il pulcino, dopo tre giorni, cresce e diventa un pollastro. La gioia, invece, dovrebbe durare un po' di più, no?
E che dire di quelle che citano l'uovo? "Che questo uovo ti porti tanta fortuna!" Ok, ma se dentro trovo solo un portachiavi di plastica a forma di tartaruga, la fortuna dove sarebbe? Io voglio la macchinina telecomandata, suvvia!

La Mia (Forse) Impopolare Opinione
Ecco la mia opinione, forse un po' eretica: le frasi davvero memorabili di Pasqua non sono quelle che troviamo nei bigliettini, ma quelle che nascono spontaneamente durante i pranzi in famiglia.
"Ma chi ha nascosto le uova di cioccolato sotto il divano?!"
Questa, amici miei, è una frase che entra nella storia. Come quando lo zio, dopo il terzo bicchiere di vino, inizia a raccontare la solita storia del suo incontro con Mogol (che, puntualmente, non si sa mai se è vera o frutto della sua fervida immaginazione).

Oppure: "Ma non ti eri messo a dieta?". Domanda che risuona più forte della campana della chiesa. Frase che scatena polemiche, risate e, inevitabilmente, un altro pezzo di pastiera. Questa è vera Pasqua.
E la zia che commenta: "Ah, i nipoti! Mangiano più di un esercito!". In quel preciso istante, ti senti un eroe. Un eroe affamato, ma pur sempre un eroe. E il tuo stomaco, un campo di battaglia.

Quindi, quest'anno, dimenticatevi le frasi fatte. Concentratevi sulle risate, sui pasticci in cucina e sulle gaffe dei parenti. Perché, alla fine, sono queste le cose che ricorderete davvero. E magari, tra un boccone e l'altro, uscirà fuori una frase talmente geniale da diventare la prossima, vera, celebre frase di Pasqua.
Buona Pasqua (e soprattutto, buon appetito!).