
Eccoci qua, amici. Novembre a Venezia. Nebbia, freddo, e...la Festa della Madonna della Salute! Tutti pazzi per questa festa, vero?
Non fraintendetemi, rispetto le tradizioni. Ma, permettetemi una piccola, innocente, e forse unpopular opinion: la Salute…è un po’ sopravvalutata.
Il Ponte di Barche: Un'Odissea Sul Canal Grande
Partiamo dal famoso ponte di barche. Geniale, per carità. Una sfilata di tavole appoggiate su galleggianti. Ma diciamocelo, camminarci sopra è un’esperienza…come dire… “interessante”. Soprattutto se hai appena finito un aperitivo con cicchetti. La leggera oscillazione, la folla che spinge… sembra di essere su un’attrazione a Gardaland, ma gratuita e molto, molto più lenta.
E poi, la coda! Ore di coda! Per attraversare un ponte traballante! Forse è più veloce (e decisamente meno spaventoso) fare il giro in vaporetto. Dico, forse.
Le Candele: Un Mare di Cera (E Fumo)
Ok, l'atmosfera è suggestiva. La chiesa illuminata, le preghiere sussurrate, l'aria pregna di incenso. E poi... le candele. Migliaia di candele. Un mare di cera fusa che minaccia di attaccarsi alle scarpe e rovinare i tuoi nuovi stivaletti.
E il fumo! Oh, il fumo! Dopo un po’ ti senti come se avessi passato la serata in un club fumatori del 1800. Elegante? Forse. Salutare? Meno. E poi, diciamocelo, quanti di noi si ricordano davvero cosa hanno chiesto alla Madonna mentre cercavano disperatamente di accendere quella benedetta candela controvento?
I Dolci: La Vera Salvezza (Forse)
Ammettiamolo, la parte migliore della Festa della Salute è la scusa per mangiare dolci a volontà. Frittelle, castagnaccio, pinza… Una vera orgia di calorie! Forse è questo il vero miracolo della Salute: la capacità di farci dimenticare la dieta per un giorno intero (e pentircene amaramente il giorno dopo).

Poi, diciamocelo, vedere la gente sgomitare per accaparrarsi l'ultima frittella è uno spettacolo nello spettacolo. Quasi più interessante della processione religiosa. Quasi.
Quindi, ecco la mia unpopular opinion: la Salute è una festa con delle belle intenzioni, un’atmosfera particolare, e dei dolci eccezionali. Ma, forse, un po’ troppo affollata, un po’ troppo traballante, e un po’ troppo fumosa per i miei gusti.
Ma ehi, chi sono io per giudicare? Forse l'anno prossimo mi troverete in coda sul ponte di barche, candela in mano, a cercare di non farmi soffocare dal fumo, mentre sogno una frittella alla crema.
Perché, in fondo, Venezia è anche questo: amare e odiare le sue tradizioni, contemporaneamente.