
Ragazzi, parliamoci chiaro. Se pensate che in Sicilia si sappia solo mangiare arancini e prendere il sole, preparatevi a ricredervi! C'è un evento, una festa, un delirio collettivo che vi farà dimenticare le vostre certezze: la Festa di Sant'Agata a Catania.
Immaginate questo: una città intera che impazzisce per quattro giorni. Ma non impazzisce tipo "tifosi allo stadio" (anche se, diciamocelo, un po' anche quello!), ma tipo "devo assolutamente toccare la Santa" o "devo assolutamente mangiarmi una olivetta di Sant'Agata" (e poi vi spiegherò cosa sono...).
La prima cosa che vi colpisce, ma proprio BAM!, sono i candelore. Non pensate ai ceri che usate per il compleanno, no no no! Qui stiamo parlando di bestioni di legno, alti come palazzi (ok, esagero un po', ma l'effetto è quello!), decorati in modo incredibile e portati a spalla da squadre di uomini (e che uomini!). Questi candelore, ognuno rappresentante una corporazione diversa, si muovono per la città al ritmo di musica. E qui viene il bello: non è musica tipo "Ave Maria", è musica tipo "tarantella scatenata"! Vedere questi giganti ballare, ondeggiare, quasi sfidarsi è uno spettacolo incredibile. E la gente impazzisce, applaude, urla... un casino bellissimo!
Le 'Ntuppatedde: Un omaggio al femminile
Poi, c'è la processione. Migliaia di persone, tutte vestite di bianco (il saccone), con un cordone di cotone in vita e un berretto nero (la scuzzetta). Sembrano fantasmi, ma fantasmi allegri e devoti. E poi, le donne. Le 'ntuppatedde, donne vestite di nero, velate, che ricordano un po' le vedove siciliane di una volta. Un'immagine forte, carica di significato. E se provate a chiedere a una di loro perché si veste così, la risposta sarà un sorriso e un "per devozione alla Santa". Semplice, diretto, siciliano.
Un banchetto di delizie
E il cibo? Ah, il cibo! Dimenticate la dieta, dimenticate il colesterolo, dimenticate tutto! È il momento delle olivette di Sant'Agata (olive di pasta di mandorle colorate di verde), delle minne di Sant'Agata (dolci a forma di seno, ripieni di ricotta e canditi... sì, avete capito bene!), della pasta alla norma (melanzane fritte, ricotta salata e pomodoro... una poesia!). Insomma, un tripudio di sapori che vi farà dimenticare di essere a dieta (e poi vi sentirete in colpa, ma ne sarà valsa la pena!).

Sant'Agata è la patrona di Catania, ma è molto più di una semplice santa. È un simbolo di forza, di coraggio, di devozione. È l'anima di Catania, la sua identità. E la festa è il momento in cui questa anima si manifesta in tutta la sua potenza.
E poi, le leggende. Storie di miracoli, di guarigioni, di protezioni. Storie che si tramandano di generazione in generazione e che rendono questa festa ancora più speciale. Una festa che non si racconta, si vive. Una festa che, se la provate una volta, vi rimarrà nel cuore per sempre. Parola di chi, catanese, la vive ogni anno con la stessa emozione e la stessa devozione.