
Ah, "Fate questo in memoria di me." Chi non l'ha sentito almeno una volta, magari con una voce profonda che riecheggia in una chiesa? Suona un po' solenne, un po' misterioso, no? Beh, se vi dicessi che in realtà è un invito a una festa... una festa un po' speciale, però?
Immaginate la scena: siete a una cena, di quelle un po' formali, magari per il compleanno della zia preferita (quella che vi riempie sempre il piatto di lasagne). A un certo punto, lo zio Bruno, un tipo che normalmente parla solo di calcio e del meteo, si alza, prende un bicchiere di vino e dice, con una voce un po' tremante: "Fate questo... in memoria di me!" Panico generale! Tutti pensano il peggio. Ma poi, sorride e aggiunge: "...e ricordatevi di annaffiare le mie rose!" Ecco, non è esattamente la stessa cosa, ma il principio è quello: ricordare, agire, perpetuare qualcosa di importante.
"Fate questo in memoria di me", in realtà, è un invito a ripetere un'azione, un rituale, qualcosa che ha un significato profondo. E non parliamo solo di messe e sacramenti, eh! Potrebbe essere qualsiasi cosa!
La Nonna e il Ragù: Un Esempio Illuminante
Prendiamo l'esempio della nonna e del suo leggendario ragù. Nonna Emilia faceva un ragù talmente buono che la gente piangeva di gioia. La sua ricetta era un segreto custodito gelosamente. Un giorno, però, sentendo che il tempo stringeva, chiamò nipoti e pronipoti e disse: "Ragazzi, ascoltate bene: 'Fate questo ragù in memoria di me!'". E spiegò, passo dopo passo, ogni ingrediente, ogni movimento, ogni segreto. Ora, ogni Natale, la famiglia si riunisce e prepara quel ragù, seguendo alla lettera le istruzioni della nonna. Non è forse un modo delizioso (letteralmente!) di onorare la sua memoria?
Quindi, ecco il punto: non abbiate paura di questa frase! Non pensate subito al dramma e alla tristezza. Pensate invece a cosa voi vorreste che gli altri facessero in vostra memoria. Forse vorreste che ballassero la macarena ogni volta che sentono una certa canzone? O che piantassero un albero per ogni compleanno? O che smettessero di mettere l'ananas sulla pizza (e questa sarebbe una grande eredità!)?

Un Esercizio di Fantasia (e Autostima!)
Provate a pensarci un attimo. Se doveste lasciare un'istruzione del genere, cosa direste? "Fate questo in memoria di me... e ricordatevi di..."
... indossare sempre calzini spaiati?
...ridere almeno una volta al giorno (anche se non c'è niente da ridere)?

...dare un abbraccio a uno sconosciuto (con il suo consenso, ovviamente!)?
...preparare una torta al cioccolato ogni volta che qualcuno è triste?

Le possibilità sono infinite! E più sono strambe e divertenti, meglio è! Perché in fondo, "Fate questo in memoria di me" non è altro che un invito a celebrare la vita, l'amore, le passioni. È un modo per dire: "Non dimenticatevi di me, non dimenticatevi di quello che mi ha reso felice, e provate a rendervi felici anche voi facendo queste piccole, semplici cose".
Quindi, la prossima volta che sentite questa frase, non pensate alla tristezza e al lutto. Pensate alla nonna Emilia e al suo ragù, pensate ai calzini spaiati e alle torte al cioccolato. Pensate a cosa voi vorreste lasciare in eredità al mondo. E sorridete. Perché la memoria, quella vera, è una cosa bella e preziosa, da custodire e celebrare. E magari, se siete in vena di fare i solenni, dite anche voi, con una voce profonda e teatrale: "Fate questo in memoria di me..." e poi aggiungete qualcosa di assolutamente inaspettato e divertente!
Per esempio: "...e ricordatevi di nutrire il mio cactus parlante!". Funziona sempre!