
Ah, Piove di Sacco! Chi non ci è mai finito? Magari di notte, con un'improvvisa voglia di gelato al pistacchio a mezzanotte, o con quel mal di gola che si fa sentire giusto quando tutti i negozietti sembrano aver tirato su le serrande per l'eternità.
E lì, nel cuore della notte, quando il mondo sembra addormentato e persino le zanzare hanno deciso di prendersi una pausa, spunta lei: la Farmacia di Turno. Un faro nella nebbia, un miraggio nel deserto, una specie di unicorni con il simbolo della croce verde.
Non so voi, ma per me la farmacia di turno a Piove di Sacco (ma diciamocelo, vale per ogni paese che si rispetti) ha un'aura quasi mitologica. È il posto dove ti rechi quando tutto il resto è chiuso. È il tuo ultimo baluardo contro il malessere serale, la tua speranza di trovare quel medicinale che ti salverà da una notte insonne o da un raffreddore che minaccia di trasformarsi in una vera e propria apocalisse personale.
Pensateci bene. Quante volte vi siete svegliati con quel dolore lancinante al ginocchio, quello che ti fa pensare che ormai sei ufficialmente "anziano" anche se hai solo trent'anni? O quel mal di testa che ti martella le tempie come un fabbro impazzito? E mentre state lì a contemplare il soffitto, con il naso che cola come una fontanella difettosa, vi ricordate: c'è la Farmacia di Turno!
È una sensazione strana, quasi un misto di sollievo e un pizzico di colpa. Sollievo perché sai che c'è qualcuno lì, pronto ad aiutarti. Colpa perché, diciamocelo, spesso ci presentiamo lì con una faccia da zombie, magari ancora in pigiama e con i capelli in un'acconciatura che sfiderebbe le leggi della gravità.
E poi c'è la magia della farmacia stessa. Quell'odore inconfondibile di disinfettante misto a erbe profumate. Le confezioni colorate di medicinali che sembrano piccoli tesori scientifici. E soprattutto, il farmacista. Ah, il farmacista di turno! Un vero eroe moderno.

Immaginate la scena. Sono le due di notte. Fuori fa freddo, o magari c'è un temporale epico. E tu sei lì, a bussare al vetro della Farmacia di Turno, sperando di non svegliare tutto il quartiere con il tuo colpo di tosse agonizzante. E poi, un'ombra si muove dietro il bancone. Una luce si accende. E appare lui, o lei, il nostro salvatore notturno.
Spesso hanno quell'aria un po' assonnata, ma anche una professionalità impeccabile. Ti guardano, ti chiedono cosa succede, ti ascoltano con pazienza (anche se probabilmente hanno appena finito di dormire o stanno per andare a dormire). E ti dispensano il loro sapere, spesso accompagnato da un sorriso rassicurante. "Eh sì, capita," ti dicono, come se avessero visto migliaia di persone presentarsi alle due di notte per un cerotto.
E poi ci sono le domande più assurde che ti vengono in mente in quei momenti di fragilità. "Ho mal di pancia, sarà appendicite?" "Ho sentito un rumore strano nel petto, è un infarto?" E il farmacista, con una calma olimpica, ti fa le domande giuste, ti consiglia il prodotto giusto, e ti fa uscire con la sensazione di aver sconfitto il male.

La Farmacia di Turno a Piove di Sacco, per me, rappresenta anche un ritorno a un'idea di comunità. In un mondo sempre più frenetico, dove sembra che tutto debba essere online e istantaneo, il fatto che ci sia ancora qualcuno lì, fisicamente presente, a un'ora improbabile, per prendersi cura di noi, è una cosa meravigliosa.
Certo, magari non ti darà il gelato al pistacchio che volevi, ma ti darà la medicina che ti permetterà di dormire e di gustare il gelato il giorno dopo. E in fondo, è quello che conta di più, no?
Ho una teoria, che potrei definire "impopolare". Secondo me, la vera prova di maturità in un paese non è ottenere la patente, ma riuscire a trovare la farmacia di turno senza sbagliare strada o senza chiamare mezza famiglia per avere indicazioni. E a Piove di Sacco, questa avventura notturna ha un suo fascino particolare.
Magari è la luce soffusa che filtra dal vetro, magari è il silenzio irreale delle strade deserte, o magari è semplicemente la consapevolezza di non essere soli, anche quando il resto del mondo sembra dormire beatamente. C'è qualcosa di magico in quei momenti.

Ricordo una volta, ero giovane e incosciente, avevo deciso di fare una passeggiata notturna. E indovinate? Mi sono ritrovato con una caviglia che faceva un rumore sospetto ad ogni passo. Panico! E poi, il pensiero salvifico: la farmacia! Ho zoppicato per quelli che mi sono sembrati chilometri, pregando che fosse aperta. E quando l'ho vista, illuminata e accogliente, ho quasi pianto dalla gioia.
Il farmacista di turno mi ha guardato con un misto di pietà e divertimento, mi ha fasciato la caviglia come un professionista navigato e mi ha consigliato il riposo. E io, con la mia caviglia che pulsava, mi sentivo rinato. Grazie, Farmacia di Turno!
Quindi, la prossima volta che vi trovate a Piove di Sacco, o in qualsiasi altro posto, e vi assale un malessere inaspettato durante la notte, non disperate. Pensate alla magia. Pensate all'eroismo silenzioso. Pensate alla Farmacia di Turno. È lì per voi, con il suo profumo di speranza e la sua luce guida nel buio.

E se per caso state cercando quel gelato al pistacchio, beh, quello dovrete cercarlo altrove. Ma per tutto il resto, potete contare su di loro. Sono i nostri angeli custodi in camice bianco, quelli che lavorano quando noi dormiamo, quelli che ci salvano da notti insonni e da paure immaginarie.
Un applauso silenzioso, quindi, a tutte le Farmacie di Turno, e in particolare a quelle che ci hanno salvato le notti a Piove di Sacco. Siete delle vere leggende!
La vera prova di maturità? Trovare la farmacia di turno senza sbagliare strada.
E se vi capita di fare una visita notturna, salutatemi il farmacista. Ditegli che vi manda quello che sogna gelato al pistacchio a mezzanotte. Chissà, magari vi darà un consiglio anche su quello.