Ever After High La Più Malvagia Del Reame

Ammettiamolo, chi di noi non ha mai avuto quel momento in cui si è sentito un po'... "la più malvagia del reame"? Magari non nel senso di complotti oscuri e pozioni avvelenate, per carità! Ma più in quel senso, tipo, quando la sveglia suona per la millesima volta e tu, ancora sepolta sotto le coperte, ti senti una specie di strega cattiva che manda a quel paese la giornata. O quando vedi quella torta squisita al compleanno di un amico e, nella tua mente, ti immagini già di averla divorata tutta da sola, senza nemmeno un briciolino.

Ecco, se avete mai provato queste sensazioni, allora la storia di Ever After High e de "La Più Malvagia del Reame" è per voi. Non è solo un cartone animato o una linea di bambole, è uno specchio un po' storto, ma dannatamente divertente, delle nostre vite.

Pensateci bene. Nel nostro mondo, non ci sono regni fatati, ma ci sono le scuole, gli uffici, le famiglie. E in ogni posto, c'è sempre qualcuno che si sente un po' "fuori posto", no? Qualcuno che magari ha delle ambizioni un po' diverse, delle idee un po' più... focose. Qualcuno che, invece di fare la brava ragazzina (o ragazzino!) che si mette in fila ordinatamente, preferirebbe fare un po' di casino, nel senso buono, eh!

E poi ci sono le storie. Noi siamo cresciuti con le favole, le classiche. Cenerentola, Biancaneve, la Bella Addormentata... Storie di principesse perfette, principi azzurri impeccabili e, ovviamente, malvagie inarrestabili. Le sorellastre di Cenerentola con i loro piedi giganti, la Regina Cattiva di Biancaneve con la sua ossessione per lo specchio, Malefica con la sua risata malefica e il mantello svolazzante. Erano il "nemico", il blocco da superare, la prova finale. E noi, da spettatori, ci godevamo lo spettacolo, tifando ovviamente per i "buoni".

Ma cosa succede quando si inizia a crescere? Quando si capisce che anche le "malvagie" avevano, forse, qualche motivo? O che magari erano solo un po' incomprense? Ecco, è qui che entra in gioco Ever After High. Questa scuola non è una scuola qualsiasi. È il posto dove i figli e le figlie dei personaggi delle fiabe vanno a studiare. E non è tutto rose e fiori, anzi!

Immaginatevi una scuola con dentro la figlia di Cappuccetto Rosso che è terrorizzata dai lupi (ma veramente, non scherziamo!), la figlia di Re Mida che, per sbaglio, trasforma tutto in oro (anche il panino del pranzo, poverina!). E poi, ci sono loro. I figli dei "cattivi". E qui, la trama si fa interessante.

Il mondo di Cry: Recensione La più malvagia del reame + La bella
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Perché Ever After High introduce questo concetto di "Destino Scritto". Ogni studente ha una storia da raccontare, un destino che lo aspetta, tramandato dai genitori. Tipo, la figlia della Strega Cattiva deve per forza essere cattiva, la figlia di Malefica deve portare avanti la sua eredità. Un po' come se noi fossimo nati destinati a fare il lavoro dei nostri genitori, che tu voglia fare il medico perché tuo padre lo è, o che tu voglia diventare un musicista perché tua madre suona il violino.

E qui, ragazzi, viene il bello. Perché c'è sempre chi dice: "Ma io non sono così!". Chi vuole scrivere la propria storia, chi non vuole essere etichettato dalla famiglia. E chi, tra questi, si sente proprio "la più malvagia del reame"? Beh, spesso è chi porta il peso di una reputazione già fatta, chi è visto male prima ancora di aver aperto bocca.

Pensate alla figlia di Malefica, che nella serie si chiama appunto Maleficent's Daughter (o in alcune versioni più recenti, semplicemente Mal). Lei è quella che, diciamocelo, ha il "pacchetto completo" della cattiveria. Una madre che dormiva per cento anni, che maledice principesse, che ama il nero e le rose spinose. E la figlia? Si sente addosso tutta questa eredità. La gente la guarda, si spaventa, pensa "Oddio, quella è Malefica junior!".

E questo, amici miei, è il paragone che ci tocca da vicino. Quante volte ci siamo sentiti giudicati per qualcosa che non abbiamo fatto, ma che i nostri genitori, i nostri parenti, o semplicemente il nostro cognome suggerivano? È come se tu fossi a una festa e qualcuno dicesse: "Oh, ma tu sei il figlio di quel tipo che ha fatto quella cosa strana anni fa!". E tu dici: "Ehm, io non c'entro niente!".

Ombre Angeliche: Libri illustrati: Ever After High - Reali e Ribelli
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Mal, in Ever After High, vive questa sensazione quotidianamente. Lei vorrebbe essere un'amica, vorrebbe essere "normale", ma la sua aura, la sua storia, la sua stessa apparenza urlano "Attenzione: potrei trasformarti in un rospo!". E questa pressione, questa costante sensazione di dover dimostrare di non essere come i tuoi genitori, può essere estenuante.

La "Più Malvagia del Reame" a Ever After High non è solo quella che fa i dispetti più grandi. È quella che, nel profondo, lotta con il suo destino. È quella che magari usa la sua "malvagità" per proteggersi, perché sa che il mondo la vede come una minaccia. Un po' come quando, magari, fai la dura con gli amici per non farti ferire, vero? Quelle frasi taglienti che nascondono un cuore tenero, un po' come un cactus fiorito.

E poi c'è il lato divertente di questa "malvagità". Non è una malvagità fine a se stessa, fatta di risate diaboliche e piani contorti (beh, a volte sì, diciamocelo!). È una malvagità che viene anche dall'ironia. Dalla consapevolezza di essere parte di una storia. Quando Mal si veste con colori scuri, quando usa la sua magia, non è solo per essere cattiva. È anche un modo per dire: "Eccomi, sono la figlia di Malefica, e ho i miei metodi!".

Pensate alle nostre piccole "malvagità" quotidiane. La volta che fingete di non sentire quando vi chiamano per fare la lavatrice. O quando "accidentalmente" finite tutta la scorta di cioccolatini prima che arrivi qualcuno. Non è che siete diventati dei criminali seriali, giusto? È solo un piccolo sfogo, un modo per sentirsi un po' padroni della situazione, un po' ribelli.

Il mondo di Cry: Recensione La più malvagia del reame + La bella
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A Ever After High, la figlia di Malefica è spesso vista come la nemica numero uno, la "più malvagia" perché incarna tutto ciò che si teme. Ma poi, piano piano, si scopre che ha anche dei lati fragili, dei desideri di amicizia, delle paure. E questo è un po' il messaggio che ci arriva, no? Che dietro ogni apparenza, soprattutto quella un po' "malvagia", si nasconde una persona con i suoi alti e bassi, i suoi pregi e i suoi difetti.

È come quando a scuola c'era quel compagno un po' burbero, quello che sembrava volerti divorare con lo sguardo. E poi, per caso, scopri che passa le serate a scrivere poesie o ad accudire un criceto malato. Ti rendi conto che l'etichetta "bullo" o "malvagio" era solo una maschera, un modo per difendersi, o semplicemente un'interpretazione sbagliata.

La figlia di Malefica, nel suo essere "la più malvagia del reame", ci mostra che il male non è sempre una scelta netta, ma può essere anche un'eredità, una pressione sociale, una difesa. È un po' come quando, dopo una giornata storta, ti senti di "essere cattiva" con tutti, ma poi ti rendi conto che semplicemente avevi bisogno di un abbraccio.

E poi c'è la bellezza di come si evolve la storia. Perché a Ever After High, i "cattivi" e i "buoni" iniziano a mescolarsi. Si stringono alleanze improbabili. La figlia di Malefica potrebbe ritrovarsi a fare squadra con la figlia di Biancaneve per superare un compito in classe particolarmente difficile. E questo, signori miei, è il vero spirito. L'idea che le etichette non definiscono chi siamo. Che possiamo scegliere chi vogliamo essere, anche se la nostra "carta d'identità" delle fiabe dice altro.

La libreria incantata: Recensione " Ever After High" di Shannon Hale
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Pensate a voi stessi. Quante volte vi siete sentiti costretti a fare qualcosa che non volevate, solo perché "si fa così", o perché "è tradizione", o perché "tutti fanno così"? Ecco, la figlia di Malefica, rifiutando il suo destino di pura malvagità, ci incoraggia a fare lo stesso. A rompere gli schemi. A dire: "No, io voglio essere quella che fa le torte al cioccolato, non quella che lancia incantesimi di sonno eterno!".

La sua sfida è quella di non essere solo "la figlia di Malefica", ma di essere "Mal". Un individuo. E questo è un percorso che, in fondo, facciamo tutti noi. Cercare la nostra identità, al di là delle aspettative altrui. Al di là di quello che i genitori hanno fatto, o di quello che la società si aspetta.

E ammettiamolo, c'è anche un certo divertimento nell'abbracciare un po' quella parte di noi che si sente "malvagia". Quella parte che si gode un po' il dramma, un po' la ribellione, un po' il dire "No, questa volta faccio io!". È come quando finalmente ti concedi quella fetta di torta extra, sapendo che forse dovresti evitarla, ma dicendoti: "Oggi me la godo!". È un piccolo atto di auto-indulgenza, un pizzico di "cattiveria" innocua.

Quindi, la prossima volta che vi sentite un po' "la più malvagia del reame", che sia per aver rimandato una telefonata importante, per aver mangiato l'ultimo biscotto senza chiedere, o per aver avuto quel pensiero fugace di mettere un po' di pepe nel caffè del collega (scherzo, eh!), ricordatevi di Mal di Ever After High. Ricordatevi che anche le "malvagie" hanno una storia complessa, e che spesso, la vera forza sta nel scegliere chi si vuole essere, al di là del proprio "destino scritto". E che, a volte, una buona dose di dramma e un pizzico di malizia possono rendere la vita un po' più interessante. Proprio come una favola moderna, con un finale tutto da scrivere. E magari, con più risate che maledizioni. Speriamo!