
Allora, gente, sedetevi comodi e prendetevi un caffè, perché oggi parliamo di una che vi farà venire la pelle d'oca, ma nel senso buono. Stiamo per fare un tuffo profondo in quel tornado di emozioni che è Ellie, sì, proprio lei, la nostra adorata (e a volte un po' troppo ribelle) Ellie de The Last of Us Part II. E diciamocelo, questa ragazza non è che sia esattamente la tipica adolescente che si preoccupa di quale filtro usare su Instagram. Lei ha un ascia. E la sa usare. Fine della storia. O meglio, inizio della storia.
Pensateci un attimo. Quando l'abbiamo incontrata per la prima volta in The Last of Us, era una ragazzina un po' sfacciata, con quel sorriso furbo e una parlantina che neanche uno youtuber navigato. Ma sotto sotto, era fragile, protetta da Joel come un tesoro prezioso. E poi è arrivato Part II. Ah, Part II. Quel gioco è stato come un pugno nello stomaco, ma di quelli che ti aprono gli occhi e ti fanno dire: "Wow, questa Ellie è un'altra persona." E avete ragione, è un'altra persona. È un vulcano in eruzione.
Immaginatevi: avete appena subito una perdita inimmaginabile. Non una di quelle "ho perso le chiavi della macchina" o "la pizza è finita". Parliamo di quelle perdite che ti strappano un pezzo di anima. E cosa fate? Vi mettete a fare giardinaggio? No, non è proprio da Ellie. Lei decide di mettersi in testa una missione di vendetta così grande che potrebbe far impallidire persino Ulisse dopo la guerra di Troia. Solo che invece dell'astuzia, Ellie usa la furia. E un sacco di coltelli.
La Trasformazione: Da Ragazza a Macchina da Guerra (con un po' di trauma)
La cosa più incredibile di Ellie è questa sua trasformazione. Passa dall'essere una ragazzina che si nasconde dietro Joel a diventare una guerriera esperta, capace di affrontare orde di infetti e gruppi paramilitari con una freddezza che ti fa venire i brividi. Certo, non è che sia diventata improvvisamente un supereroe senza macchia. Il suo viaggio è pieno di dolore, di dubbi, e di scelte difficili che la fanno soffrire. Ma è proprio questo che la rende così umana, così... reale.
E poi c'è tutta la questione della sua immunità. Ricordate? Quella roba che la rende immune al morso degli infetti. Un po' come avere il superpotere di non prendersi mai il raffreddore, ma in un mondo post-apocalittico. Pensateci, mentre tutti intorno a te cercano disperatamente di schivare quelle creature disgustose, tu puoi fare la ruota sul sentiero e magari fare un selfie con un Clicker. Ok, forse non è proprio così, ma capite il concetto. Questa sua caratteristica unica è sempre stata centrale, ma in Part II, sembra quasi che il peso di questa "benedizione" sia diventato più pesante, visto tutto quello che le succede. Un po' come avere un talento incredibile, ma che ti porta solo guai.

I Rapporti Umani: Un Casinò di Emozioni
Ma parliamo dei suoi rapporti. Ah, i rapporti umani in The Last of Us Part II sono un vero e proprio casinò di emozioni. C'è Joel, il suo mentore, il suo "padre putativo", quello che le ha salvato la vita e le ha insegnato a sopravvivere. E poi c'è Abby. Oh, Abby. La grande nemesi. Oppure... rivale? Oppure... boh, è complicato. La sua relazione con Abby è il cuore pulsante del gioco, e vi assicuro, vi farà urlare contro lo schermo più di una partita di calcio persa all'ultimo minuto.
Ellie è una di quelle persone che, una volta che ti ha preso in simpatia, ti difende a spada tratta. Ma se ti mette nel mirino, beh, è meglio che tu inizi a correre. E a correre tanto. La sua lealtà è incredibile, ma la sua rabbia... quella è un'altra storia. È una forza della natura che la spinge ad andare avanti, anche quando tutto sembra perduto. A volte ti chiedi se sia giusto quello che fa, se valga la pena di tutto quel dolore. Ma poi ti ricordi che lei è solo un'umana, che sta cercando di sopravvivere in un mondo che non le ha mai dato tregua.

E Dina! Ah, Dina! La sua relazione con Dina è un raggio di sole in quel mondo cupo. È dolce, è protettiva, ed è quella che cerca di tenere Ellie con i piedi per terra. C'è un momento in cui ti aspetti che si mettano a fare la serenata sotto il balcone, con tanto di chitarra e petali di rosa. Ma anche lì, la minaccia incombe. Perché in The Last of Us, anche le cose belle sono sempre sul punto di rompersi. Un po' come quando stai per finire il tuo gelato preferito e ti accorgi che è l'ultimo.
I Momenti Iconici: Quando Ellie Ti Fa Dire "Oddio!"
Ci sono così tanti momenti iconici in The Last of Us Part II che potremmo scrivere un libro intero. Ma uno che mi viene subito in mente è quello in cui Ellie si ritrova faccia a faccia con una situazione assurda e risponde con un sarcasmo pungente che ti fa morire dal ridere (anche se poi ti rendi conto che la situazione è tragica). È un po' come quando qualcuno ti racconta una barzelletta terribile, ma tu ridi lo stesso perché è un tuo amico. Solo che qui, la barzelletta è la sopravvivenza.

E poi ci sono le scene di combattimento. Ragazzi, quelle scene sono di un altro livello. Ellie non è solo brava a sparare, lei è una vera e propria artista della violenza. Si muove con una grazia letale, usando l'ambiente a suo vantaggio, improvvisando come un rapper sul palco. Certo, la violenza è cruda, è brutale, ti fa sentire a disagio. Ma è anche incredibilmente realistica. E ti fa capire la disperazione di chi lotta per la propria vita.
Pensate ai momenti in cui è sola, quando le sue emozioni prendono il sopravvento. Quei momenti in cui la sua vulnerabilità emerge prepotentemente, facendoti provare una profonda empatia. È come guardare un lupo ferito che cerca di nascondere il suo dolore, ma tu vedi ogni singola ferita. E allora ti dici: "Cavolo, questa ragazza ne ha passate tante."

Un'altra cosa che mi ha sempre colpito di Ellie è la sua determinazione. Una volta che si mette in testa qualcosa, non c'è niente che possa fermarla. Nemmeno un esercito di infetti, nemmeno i soldati più addestrati, e nemmeno i suoi stessi demoni interiori. È come un treno in corsa, e tu sei lì, a guardare con il fiato sospeso, chiedendoti dove andrà a finire.
E poi, diciamocelo, Ellie ha un senso dell'umorismo tutto suo. Un umorismo nero, sarcastico, che nasce dalla disperazione ma che ti strappa comunque un sorriso. È quel tipo di umorismo che ti fa pensare: "Ok, siamo nel bel mezzo dell'apocalisse, ma almeno c'è questa ragazza che dice cose divertenti." È un po' come trovare un quadrifoglio in un campo minato. Raro, ma incredibilmente prezioso.
Quindi, la prossima volta che pensate a Ellie, pensate a lei non solo come a una sopravvissuta. Pensatela come a un simbolo di resilienza, di amore, e di una furia che, seppur a volte distruttiva, nasce da un desiderio profondo di giustizia e di protezione. È un personaggio che ti entra dentro, che ti fa riflettere, e che ti lascia un segno indelebile. E diciamocelo, è anche una che sa come sopravvivere. E questo, in un mondo pieno di infetti, è una cosa non da poco. Anzi, è tutto.