
Sabato scorso ero a cena da amici, una serata bellissima, risate a profusione, musica in sottofondo… insomma, tutto perfetto. Poi è arrivata la portata principale: una sorta di sformato di verdure miste che, diciamocelo, non era esattamente la mia tazza di tè. Il mio amico Marco, il cuoco della serata, mi guarda con quell’aria un po’ orgogliosa e mi fa: “Allora, che ne dici? È buonissimo, vero?” E lì, tra me e me, ho pensato: “Marco, ti voglio bene, ma questa roba…”. Beh, ho assaggiato, ho fatto i complimenti con un sorriso tirato e ho cercato di concentrarmi sul contorno. Vi è mai capitato?
Ecco, questa piccola disavventura mi ha fatto riflettere su una cosa: è giusto mangiare solo quello che ci piace? Sembra una domanda banale, ma pensiamoci un attimo. Sulla carta, la risposta sembrerebbe un convinto sì. La vita è troppo breve per mangiare male, no? Immaginate un mondo dove ogni pasto è un’estasi culinaria, dove ogni boccone è pura gioia. Bello, vero?
Ma poi, ci sono le sfumature. Se ci limitiamo a mangiare solo ed esclusivamente ciò che ci fa cantare le papille gustative, rischiamo di perderci un sacco di cose. Pensate alle verdure strane che magari all'inizio ci fanno storcere il naso, ma che poi, una volta superato il pregiudizio, si rivelano ricche di nutrienti preziosi. Tipo i cavolini di Bruxelles, per dire. Chi li amava da bambino? Eppure, oggi, se preparati bene, sono una delizia!
Oppure, consideriamo la condivisione. Mangiare non è solo nutrirsi, è anche un atto sociale. Quando andiamo a casa di qualcuno, o partecipiamo a una cena, c’è un certo rispetto per gli sforzi e le scelte del padrone di casa. Non vorrete mica far torto a chi ha cucinato con amore, solo perché quel giorno aveva voglia di preparare un piatto di lenticchie e a voi le lenticchie non piacciono proprio? Dai!
E poi c’è la questione della varietà. Il nostro corpo ha bisogno di una gamma ampia di nutrienti, e spesso questi nutrienti si trovano in cibi che non sono esattamente “gustosi” nel senso più stretto del termine. Pensate a tutti quei superfood di cui si parla tanto… alcuni sono fantastici, altri magari un po’ meno invitanti al primo assaggio. Ma se li evitiamo a priori, ci priveremo della loro energia e dei loro benefici. Non si vive di sola pizza, purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista).
Quindi, la mia conclusione, maturata davanti a quel sformato un po’… particolare, è questa:
- È giusto concedersi il piacere del cibo che amiamo? Assolutamente sì! Godetevi ogni boccone dei vostri piatti preferiti.
- Ma è giusto mangiare solo quello che ci piace? Forse no.
Bisogna trovare un equilibrio. Essere aperti alla scoperta, provare cose nuove, magari anche quelle che sulla carta non ci ispirano. A volte le sorprese più belle sono dietro l'angolo (o dentro un piatto che pensavamo di non gradire). E poi, diciamocelo, imparare ad apprezzare anche cibi meno “popolari” ci rende persone più flessibili, no? E nella vita, la flessibilità è una superpotenza. Anche a tavola!