è Consentito Viaggiare Per File Parallele

Immaginate questa scena: siete in un aeroporto affollato, il caos regna sovrano, le porte degli imbarchi sembrano tutte uguali e la vostra ansia da viaggio è già a mille. Ma poi, sentite una voce dal megafono, una voce che vi fa sorridere, una voce che dice: “Signori e signore, è consentito viaggiare per file parallele!” Cosa significherà mai questa frase misteriosa? Beh, preparatevi a una delle storie più bizzarre e, diciamocelo, un po’ buffe, che il mondo dei viaggi abbia mai visto.

C’era una volta, in un tempo non troppo lontano, un gruppo di persone che amava viaggiare. Non parlo di quelle persone che si lamentano delle compagnie aeree o dei ritardi (anche se ce ne sono sempre, diciamocelo!). Parlo di veri e propri spiriti liberi, esploratori con la valigia sempre pronta. Questi viaggiatori avevano una passione in comune: la 、“parallelizzazione”. Ora, prima che vi immaginiate ingranaggi complicati o macchine del tempo, sappiate che la “parallelizzazione” nel loro caso era qualcosa di molto più… umano e sorprendentemente semplice.

Tutto è iniziato con un’idea geniale (o forse folle, giudicate voi!) di un certo Professor “Andrea Parallelo”. Il Professor Parallelo era un uomo che amava l’ordine, ma soprattutto, amava l’efficienza. Stanco di vedere code interminabili, gente che spintona e famiglie che si perdono nella folla, decise che c’era un modo migliore per fare le cose. La sua intuizione era semplice: perché seguire tutti la stessa linea retta verso l’ignoto quando si potevano creare percorsi multipli, paralleli, che portassero allo stesso risultato, ma in modo più armonioso?

All’inizio, la sua proposta fu accolta con scetticismo. “Maestro Parallelo,” dicevano i suoi colleghi, “come si può viaggiare in file parallele? Non si finisce per perdersi?” E lui, con un sorriso furbo, rispondeva: “Cari amici, il segreto non è nella destinazione finale, ma nel modo in cui ci si arriva. Se ogni file ha il suo ritmo, la sua musica, il suo scopo, allora il viaggio diventa una sinfonia, non un concerto di dissonanze!”

E così nacque il movimento del “Viaggio Parallelo”. Immaginate le compagnie aeree, abituate a schermi che mostrano solo un numero di gate e un orario, che iniziano a implementare nuove indicazioni. Non più solo “Imbarco per Roma”, ma anche: “Imbarco per Roma – Filo Rosso della Velocità”, “Imbarco per Roma – Filo Blu della Tranquillità”, “Imbarco per Roma – Filo Verde dell’Avventura”.

Durante la marcia
Durante la marcia

Il Filo Rosso della Velocità

Questo era il filone per chi voleva arrivare subito a destinazione. Niente soste, niente chiacchiere, solo un obiettivo: l’arrivo. Pensate a persone super organizzate, con il biglietto già stampato in triplice copia, che si muovono come proiettili umani. Probabilmente avevano già prenotato il taxi dall’altra parte e stavano calcolando il tempo di percorrenza mentre erano ancora in coda. Il loro motto era: “Il tempo è denaro, e il denaro ci porta in vacanza!”. Una volta, si dice che un viaggiatore del Filo Rosso sia arrivato a destinazione talmente velocemente che ha trovato il suo albergo ancora in fase di costruzione, ma con la colazione già servita per lui.

Il Filo Blu della Tranquillità

Ah, il Filo Blu! Questo era per i contemplativi, per quelli che considerano il viaggio parte integrante della vacanza. Qui si poteva fare con calma, ammirare il panorama (anche quello dell’aeroporto, che, diciamolo, a volte può essere interessante!), scambiare due chiacchiere con il vicino di sedile. Forse si fermavano per un caffè, leggevo un libro, o semplicemente si godevano il suono della loro stessa respirazione. Il loro mantra era: “La vita è troppo breve per correre sempre. Godiamoci il viaggio, anche quando siamo fermi ad aspettare.” C’era chi nel Filo Blu, durante un lungo scalo, aveva imparato a suonare l’ukulele, grazie a un amico incontrato lungo il percorso.

Il Filo Verde dell’Avventura

E poi c’era il Filo Verde! Questo era per gli spiriti audaci, quelli che vedono ogni imprevisto come un’opportunità. Qui le cose si facevano interessanti. Il Filo Verde poteva decidere, all’ultimo minuto, di cambiare destinazione, di fare una deviazione improvvisa. Magari incontravano un vecchio marinaio che parlava di un’isola segreta, e via! Cambiavano biglietto, imbarcavano un nuovo aereo, e partivano all’avventura. Il loro grido di battaglia era: “L’imprevisto è il nostro migliore compagno di viaggio!”. Si narra di un gruppo del Filo Verde che, per seguire una farfalla migratrice, è finito a fare un picnic improvvisato in cima alla Torre Eiffel, durante la cena degli ambasciatori.

🔹Marcia per file Parallele e Svolte 2ᵃ Parte - Capitolo 13 - YouTube
🔹Marcia per file Parallele e Svolte 2ᵃ Parte - Capitolo 13 - YouTube

Certo, ci sono stati i momenti comici. Immaginate un viaggiatore del Filo Rosso che, spinto dalla fretta, finisce per infilarsi nel Filo Blu, scambiando un posto vuoto con una corsia preferenziale. Oppure un membro del Filo Verde che, vedendo una cartina geografica appesa a un muro, decide che quella è la sua nuova destinazione e cerca di convincere l’hostess a deviare l’aereo. La confusione iniziale era palpabile, ma presto ci si rese conto che, in qualche modo, funzionava.

Le persone iniziavano a scegliere il loro filo in base al loro umore, alla loro personalità, e persino al tipo di cibo che avevano mangiato quella mattina. Era diventato un gioco, un modo per rendere il viaggio più divertente e personale. Non c’erano più solo “passeggeri”, ma membri di diverse “famiglie di viaggio” con le loro regole non scritte e i loro rituali.

Utilizzo corsie e file parallele
Utilizzo corsie e file parallele

E la parte più bella? Spesso, i fili si incrociavano. Un viaggiatore del Filo Rosso, esausto dalla fretta, poteva decidere di fare una pausa nel Filo Blu. Un membro del Filo Blu, ispirato dalle storie di avventura, poteva decidere di unirsi al Filo Verde per una tappa. E l’avventuroso del Filo Verde, dopo aver scoperto un tesoro nascosto, poteva decidere che era ora di un po’ di tranquillità, e trovare rifugio nel Filo Blu.

Il Professor Parallelo sorrideva, osservando il mondo che aveva contribuito a rendere un po’ più colorato e, diciamocelo, un po’ più divertente. Non si trattava di efficienza pura e dura, ma di umanità. Si trattava di capire che ognuno di noi viaggia in modo diverso, e che c’è bellezza in ogni approccio. Che sia la velocità, la tranquillità, o l’avventura, c’è sempre un filo per noi.

Quindi, la prossima volta che vi troverete in un aeroporto, cercate le indicazioni. Potreste non vedere scritto “Filo Rosso” o “Filo Verde”, ma pensateci. Qual è il vostro filo in questo momento? E ricordate, è assolutamente consentito viaggiare per file parallele. Anzi, è molto più divertente!