Due Mani Due Ali Intervista Straordinaria A Un Arcangelo

Allora, gente, preparatevi perché sto per raccontarvi di un incontro che mi ha lasciato a bocca aperta, ma più che altro, mi ha fatto grattare la testa chiedendomi se avessi mangiato troppi cannoli prima di andare a dormire. Ho avuto la fortuna, o forse la sventura, di imbattermi in un’intervista “straordinaria” con un certo Arcangelo, si chiama Michele, ma chiamiamolo Mikey per farla breve. E no, non sto parlando del vostro vicino di casa che ogni tanto vi presta lo zucchero. Sto parlando di uno con le ali, quelle vere, con le penne e tutto il resto. Mica uno di quei tizi che si mettono le ali finte per Carnevale, eh! Roba seria.

Immaginate la scena: io, seduto al mio solito tavolino da bar, con un caffè ristretto che mi faceva vibrare i denti, e all’improvviso, boom! Un’ombra gigantesca che oscura il sole. Pensavo fosse un aereo privato di qualche milionario eccentrico, invece no. Era lui, l’Arcangelo Michele, che planava con una grazia che nemmeno quelle modelle in TV che camminano sulla passerella con i tacchi dodici su un filo del telefono. Un vero spettacolo. E aveva in mano, rullo di tamburi… una spada fiammeggiante. Sì, avete capito bene. Una spada che sembrava uscita direttamente da un videogioco di fantasy di ultima generazione, ma molto, molto più luminosa e, sospetto, anche più pericolosa. Di sicuro più rumorosa del mio tostapane quando decide di dare forfait.

Mi guarda, e non vi dico che sguardo! Aveva quegli occhi che sembrano aver visto miliardi di anni di storia, tipo quando guardi tua nonna dopo che le hai chiesto per la centesima volta dov’è il telecomando. E con una voce che era un misto tra un tuono e un coro angelico, mi dice: “Sei tu, l’intervistatore?” Io, che ero lì a pensare se avessi lasciato il gas acceso, ho balbettato un “Sì, sono io… credo.” Ho pensato seriamente di offrirgli un caffè, ma poi ho immaginato la scena: un arcangelo con una tazzina di espresso in mano. Sarebbe stato troppo anche per me.

Il Primo Impatto: Più di Due Ali e Un Po' di Piume

La prima cosa che mi ha colpito, oltre alla spada che sembrava voler fare un selfie con me, sono state le ali. Ragazzi, non sono mica quelle piumette che si vedono nei presepi. Queste erano enormi, composte da migliaia di piume che brillavano di luce propria, tipo lampadine a LED a basso consumo energetico, ma con un fascino eterno. Ogni movimento creava un turbine d’aria che sapeva di… non so, incenso misto a ozone? Un profumo celestiale, che però mi ha fatto tossire un po’, perché sono abituato all’odore di brioche bruciata.

Allora, Arcangelo Michele,” ho iniziato, cercando di sembrare professionale anche se mi sentivo come un bambino di cinque anni davanti a Babbo Natale, “parliamo un po’ di questo suo ruolo… diciamo, ‘soprannaturale’.” Lui ha fatto un sorriso che, vi assicuro, poteva sciogliere i ghiacciai. “Ruolo? Io sono un generale, caro mio. Un comandante di battaglia. Quelle che voi chiamate battaglie cosmiche, io le chiamo ‘martedì’.” Già qui, ragazzi, capite che la prospettiva cambia. Il mio martedì solitamente è fatto di riunioni noiose e di scadenze che mi mettono ansia. Il suo, invece, prevede demoni da sconfiggere e galassie da salvare. Direi che il suo lavoro è un po’ più… dinamico.

NELLE DUE MANI - Teatro Cometa Off
NELLE DUE MANI - Teatro Cometa Off

E la spada? “Questa?” ha detto, sollevandola con un gesto che avrebbe fatto invidia a Zorro. “Questa è la Mia arma, la mia fedele compagna. Non è solo acciaio incandescente, sa? È fatta di giustizia pura, di fede incrollabile. E sì, fa anche un bel rumore quando colpisce il male. Diciamo che ha un effetto… dissuasivo.” Ho pensato: “Wow, immagino che i malviventi del quartiere farebbero una figuraccia se vedessero arrivare Mikey con ‘sta cosa.”

La Routine Di Un Arcangelo: Più Lavoro Che Ferie

Poi gli ho chiesto della sua vita quotidiana. Sai, le cose che interessano a noi comuni mortali: cosa mangia, dove va in vacanza, se usa ancora il telefono fisso. Mi ha guardato come se gli avessi chiesto se usasse ancora il disco in vinile per ascoltare la musica. “Vacanze? La mia missione è continua. Non ci sono sabati, né domeniche, né ferie pagate. Solo servizio.” Beati loro, penso io, che almeno hanno un lavoro dove non c’è il rischio di prendersi un raffreddore durante la stagione dei tagli. Anche se, diciamocelo, un po’ di riposo se lo meriterebbe anche lui. Magari una settimana alle Maldive celestiali, con cocktail a base di nettare d’ambrosia.

Due biglietti per la Serata straordinaria al Teatro alla Scala
Due biglietti per la Serata straordinaria al Teatro alla Scala

E il cibo?” ho insistito, perché questa è una domanda fondamentale per me. “Mangiate roba tipo panini con le nuvole? O è più una dieta a base di preghiere e buone azioni?” Lui ha riso, e sembrava che il cielo si stesse illuminando ancora di più. “Non necessitiamo di cibo come voi. La nostra energia deriva dalla luce divina, dalla fede e dalle preghiere sincere che ci arrivano.” Quindi, fondamentalmente, le mie preghiere di ieri sera per trovare un parcheggio sono state il suo spuntino mattutino. Devo iniziare a pregare più spesso, magari anche per trovare quel paio di calzini spaiati.

Mi ha anche confessato una cosa che mi ha lasciato di stucco. “Sai, il nostro lavoro non è sempre quello di combattere i demoni con spade fiammeggianti. Molte volte, il nostro compito più difficile è semplicemente quello di infondere coraggio in un’anima che sta per arrendersi. Sussurrare parole di speranza nel silenzio, anche quando nessuno sembra ascoltare.” Capito? Non è solo fuoco e fiamme, c’è anche tanta, tanta empatia. Tipo quando un amico ti consola dopo una brutta giornata, solo che su scala galattica. E con un budget di risorse probabilmente illimitato.

"Questa è un'avventura personale a due mani."
"Questa è un'avventura personale a due mani."

Due Mani, Due Ali… e Un Sacco di Compiti

Poi, ovviamente, siamo arrivati al punto cruciale: le due mani e le due ali. La classica iconografia. “Ma perché due mani e due ali? È un po’ come avere un paio di guanti e un paio di ali, giusto? Non avrebbe senso averne tre di mani per scrivere un appunto più veloce, o quattro ali per volare più in alto?” Lui mi ha guardato con quella sua aria saggia e un po’ divertita. “Le due mani rappresentano la capacità di agire nel mondo materiale e di proteggere. Le due ali simboleggiano la libertà, la velocità e la capacità di elevare. Ogni elemento ha il suo scopo, non è questione di quantità, ma di perfezione funzionale.” Ah, ecco. Quindi non è che non pensano a migliorare le cose, è che le hanno già perfezionate così. Tipo un vecchio telefono che funziona ancora perfettamente, ma invece di una suoneria squillante, ha un coro angelico.

Mi ha raccontato anche di come il suo team sia gigantesco. Non è che è lì da solo a fare tutto. “Abbiamo reparti, divisioni… c’è chi si occupa della giustizia cosmica, chi della protezione delle anime, chi… diciamo, dell’ordine generale. Siamo una grande organizzazione, ma con un capo supremo che è… beh, diciamo che ha le idee molto chiare.” Immaginate un po’: l’ufficio dove lavora Michele ha più dipendenti del mio condominio, e con mansioni un po’ più impegnative del raccogliere le foglie dal cortile. E, immagino, senza le riunioni condominiali infinite.

BenEssere E Dintorni: ANNA TAMBURINI TORRE -> "due MANI due Ali
BenEssere E Dintorni: ANNA TAMBURINI TORRE -> "due MANI due Ali

La parte più sorprendente? Mi ha confidato che a volte si annoia anche lui. Sì, avete capito bene. “Ci sono momenti in cui tutto sembra… ripetitivo. Le stesse battaglie, le stesse tentazioni, le stesse debolezze umane. È lì che ci ricordiamo perché siamo qui. Per portare luce anche quando il buio sembra vincere.” Mi ha fatto pensare. Anche un arcangelo, con spade fiammeggianti e ali spettacolari, può avere un momento di “Ma quando finisce ‘sta cosa?” È confortante, in un certo senso. Ci rende tutti un po’ più vicini, anche se io non ho mai dovuto combattere un demone a mani nude (o meglio, a mani armate di spada fiammeggiante).

Consigli Divini per un Mondo Terreno Caotico

Prima di congedarsi, perché ovviamente il suo tempo è più prezioso del mio, mi ha dato un paio di consigli. Erano più o meno così: “Sii gentile. Non smettere mai di cercare la verità. E, soprattutto, non sottovalutare mai il potere di una buona azione.” Roba che ti aspetti da un arcangelo, ma detta da lui, con quel tono serio ma pieno di speranza, ti fa davvero riflettere. Non è che mi ha dato la ricetta per la felicità eterna, ma mi ha ricordato le basi. E il fatto che lui, con tutto quello che fa, trovi ancora tempo per ricordarci queste cose, è davvero ammirevole.

Insomma, l’intervista con l’Arcangelo Michele è stata un’esperienza che mi ha aperto gli occhi. O almeno, mi ha fatto venire il dubbio che forse quel caffè ristretto fosse più potente del solito. Ho imparato che dietro le ali e la spada c’è un essere di immensa forza e saggezza, ma anche qualcuno che comprende le nostre fragilità. E che, a volte, anche gli esseri celesti hanno bisogno di un piccolo promemoria su cosa sia veramente importante. E ora, se mi scusate, vado a cercare quel paio di calzini spaiati. Chissà che non sia il mio piccolo contributo all’ordine cosmico per oggi.