
Okay, parliamoci chiaro. Quando sento nominare Dragon Ball, a tutti vengono in mente le epiche battaglie, le trasformazioni super potenti e, ovviamente, Goku. Ma c'è un capitolo che, ammettiamolo, è un po' come quel parente che arriva senza preavviso: Dragon Ball: Ossu! Kaette Kita Son Goku to Nakama-tachi!!. Sì, quel lungometraggio speciale.
So che potrei suscitare qualche sopracciglio alzato, ma a me questo speciale piace un sacco. Perché? Beh, è strano, è esagerato e ha un'energia che mi fa sorridere come un bambino. È un po' come ritrovare i vecchi amici dopo tanto tempo, ma questi amici possono sparare sfere di energia e volare.
Pensateci un attimo. Dopo una serie di saghe immense, con minacce sempre più grandi e trasformazioni che ti facevano perdere il conto, arriva questo. Una specie di "tutti insieme appassionatamente" che non si prende sul serio. E questo, secondo me, è il suo più grande pregio.
Iniziamo con il fatto che ci viene presentato un Goku che è praticamente un incosciente totale, come al solito. Ha dimenticato di avvisare Chichi che sarebbe tornato? Ovvio. È più preoccupato di trovare qualcosa da mangiare che di spiegare dove diavolo è stato? Assolutamente. Questo è il nostro Goku, quello che amiamo (o sopportiamo, a seconda dei giorni). Non cambia mai, ed è questo il bello.
E poi c'è la trama. Un pianeta che sta per esplodere. Il classico "salvate il pianeta" che però viene affrontato in modo così... Dragon Ball. Voglio dire, chi altri potrebbe affrontare una crisi cosmica con una battuta e un sorrisone? Nessuno, solo la banda di Akira Toriyama.

Ma la cosa che mi fa impazzire sono i villain. Oh, i villain di questo speciale! Sono così ridicolmente potenti e allo stesso tempo così... banali. Cercano di conquistare il mondo, ma lo fanno in un modo che ti sembra quasi un capriccio infantile. E quando arrivano i nostri eroi, beh, è una festa. Una festa di pugni, calci e raggi di luce.
Parliamo di Vegeta. Lui è sempre il solito snob, il principe dei Saiyan che si ritrova a dover sopportare la bizzarra compagnia di Goku e soci. La sua frustrazione è palpabile, il suo orgoglio ferito. E ogni volta che lo vediamo in azione, anche in uno speciale del genere, c'è quella scintilla di pura determinazione che lo rende così amabile. Non ammetterà mai di divertirsi, ma noi sappiamo la verità, vero?
E i guerrieri Z che non sono Saiyan? Crilin, il nostro amico tuttofare, sempre pronto a dare una mano nonostante sia di gran lunga il più debole. Piccolo, l'antico nemico che ora è il consigliere saggio (e un po' rassegnato) del gruppo. Gohan, che sta cercando di destreggiarsi tra lo studio e la vita da supereroe. Sono tutti lì, ognuno con il suo ruolo, ognuno con le sue peculiarità. È un po' come una riunione di famiglia, dove ci sono quelli che fanno casino, quelli che cercano di mettere ordine e quelli che mangiano tutto quello che trovano.

Ma il vero cuore di questo speciale è la sensazione di spensieratezza. Dopo le battaglie che hanno messo a dura prova l'universo, questo è un ritorno alle origini. Un'avventura più piccola, più concentrata, che ci ricorda perché amiamo Dragon Ball. È la pura gioia del combattimento, l'amicizia che lega questi personaggi, e quella dose infinita di ottimismo che ti dice che, non importa quanto brutta sia la situazione, alla fine tutto si risolverà.
E poi c'è la comicità. Le gag sono semplici, a volte un po' sciocche, ma funzionano. La reazione di Chichi a Goku è sempre oro colato. Il dialogo tra Vegeta e Goku è un classico. E i momenti in cui si capisce che i nostri eroi non hanno la minima idea di quello che stanno facendo sono esilaranti. È la bellezza dell'assurdo che permea tutto.

Capisco chi pensa che sia un riempitivo, un episodio senza importanza. E da un certo punto di vista, lo è. Non cambierà la storia di Dragon Ball. Non introdurrà nuovi poteri che rivoluzioneranno tutto. Ma per me, è un piccolo gioiello di pura essenza Dragon Ball. È un promemoria che a volte, la cosa più importante non è la potenza o la minaccia, ma il divertimento. Il puro e semplice divertimento di vedere questi personaggi fare quello che sanno fare meglio: combattere, mangiare e, occasionalmente, salvare il mondo.
È un po' come mangiare il tuo dolce preferito dopo un pasto pesante. Non è necessario, non è una novità, ma ti fa stare bene. Ti fa sentire un po' più leggero, un po' più felice. E questo speciale, secondo me, fa esattamente questo. Ci riporta a quell'entusiasmo infantile che avevamo quando scoprivamo per la prima volta i poteri di Goku e la sua incredibile capacità di rialzarsi sempre.
Quindi sì, è un po' strano, è un po' fuori dal contesto generale delle saghe principali. Ma è anche dannatamente divertente. È un'iniezione di pura energia positiva, un modo per rilassarsi e godersi la compagnia dei nostri guerrieri preferiti. E per questo, Ossu! Kaette Kita Son Goku to Nakama-tachi!! merita un posto speciale nei nostri cuori, o almeno nel nostro elenco di cose da guardare quando vogliamo solo sorridere.

È quella sensazione di tornare a casa dopo un lungo viaggio. Sai che ti aspetta un po' di caos, un po' di rumore, ma soprattutto, ti aspetta l'affetto e la familiarità. Questo speciale è esattamente così. È un ritorno a casa per tutti noi fan. Un ritorno ai momenti più semplici, ma non per questo meno emozionanti, di Dragon Ball. E francamente, chi potrebbe chiedere di più?
È quel momento in cui Goku finalmente si siede a mangiare un'enorme porzione di ramen, dopo aver appena sconfitto una minaccia che avrebbe potuto distruggere la galassia. È quella pura, innocente gioia che solo Goku sa trasmettere. Ed è per questo che, anche se è solo uno speciale, ha un valore inestimabile. È un piccolo assaggio di quella magia che ha reso Dragon Ball così iconico.
Quindi, la prossima volta che vedete questo titolo, non storcete il naso. Anzi, preparatevi a sorridere. Perché è Dragon Ball, nella sua forma più pura e un po' più pazza. E a volte, è esattamente quello di cui abbiamo bisogno. Ossu!