
Ciao amico/a! Come va? Spero tutto a meraviglia! Oggi ho una cosa super interessante da raccontarti, una di quelle che ti fanno dire "Wow, ma davvero?!" Stiamo parlando di quel film uscito nel 2017 che ha fatto parlare un sacco di gente: Split. Eh sì, proprio lui! Lo so, il titolo originale è Split, ma in Italia l'hanno chiamato Split – Il Pericoloso Segreto di Mr. Glass, una cosa un po' diversa, vero? Ma tranquillo/a, oggi ci concentriamo sulla doppia personalità, quella che ha catturato l'attenzione di tutti. E la parte più assurda? Che, udite udite, è storia vera! Beh, quasi… mettiamola così: ispirato a una storia vera. Questo già promette bene, no?
Allora, mettiamoci comodi, prendiamoci una tazza di qualcosa di buono (caffè, tè, quello che ti pare!) e facciamo un bel viaggio nel mondo della mente umana. Sai, quelle cose che ci rendono così complessi e affascinanti. Split ci porta proprio lì, nel cuore di una mente che non è una, ma tante. E non parliamo di due personalità, eh no! Parliamo di… beh, preparati… di ben 23 personalità! Sì, hai capito bene. Ventitré! È come avere un intero condominio dentro una sola persona. Che confusione, immagino!
Il protagonista (o i protagonisti, a seconda di come la vedi!) è interpretato da un attore che ti fa venire i brividi, James McAvoy. Lui è un genio, davvero. Riesce a passare da una personalità all'altra con una disinvoltura che ti lascia a bocca aperta. Ti ritrovi a chiederti: "Ma è lo stesso attore?". E la risposta è sì, è lui! Un vero trasformista. Ti fa vedere il lato oscuro, il lato fragile, il lato infantile… tutto nello stesso film. Un applauso per lui, non credi?
Ma veniamo alla trama, che è il succo del discorso. Tre ragazze adolescenti vengono rapite e tenute prigioniere in un luogo sotterraneo. Non un posto particolarmente accogliente, diciamo la verità. E chi è il loro rapitore? Esatto, proprio il nostro Kevin Wendell Crumb, l'uomo con le 23 personalità. Ogni personalità ha un nome, una storia, un carattere diverso. Alcune sono minacciose, altre innocenti, altre ancora… beh, decisamente strane. È un vero mix esplosivo!
Le ragazze, poverine, si trovano in una situazione da incubo. Devono capire come sopravvivere in questo ambiente ostile, ma soprattutto, devono cercare di capire chi hanno di fronte. È un gioco psicologico continuo. Ogni personalità di Kevin ha un obiettivo, e non sempre questi obiettivi coincidono. A volte sembra che una personalità voglia aiutarle, altre volte che voglia distruggerle. Ti senti confuso/a quanto loro?
E qui arriva la parte bella della storia vera. Sai, il film prende ispirazione da un caso reale, quello di Billy Milligan. Hai mai sentito parlare di lui? Se no, vai a cercarlo, è una storia incredibile. Billy Milligan è stato uno dei primi casi documentati di Disturbo Dissociativo dell'Identità (un tempo chiamato Disturbo di Personalità Multipla) negli Stati Uniti. Pensate, lui aveva addirittura 24 personalità! Il nostro Kevin ne ha 23, un piccolo sconto, eh? Ma la somiglianza è palese.

Billy Milligan è stato accusato di reati molto gravi, tra cui stupri. Ma la sua difesa? La sua difesa era che non era stato lui a commettere quei crimini, ma una delle sue personalità. Incredibile, vero? E indovina un po'? La corte, dopo un sacco di valutazioni e discussioni, ha stabilito che era effettivamente affetto da questo disturbo e quindi non era penalmente responsabile. È stato internato in un ospedale psichiatrico per molti anni, dove le sue varie personalità sono state curate. Una storia che ti fa riflettere, ti fa pensare a quanto sia complessa la nostra mente e a come a volte possa "rompersi" in modi inaspettati.
Il film Split prende questo concetto di disturbo dissociativo dell'identità e lo porta all'estremo. Non si limita a mostrarci le diverse personalità, ma le fa interagire tra loro, creare conflitti, e persino… sviluppare un piano. Sì, hai capito bene, un piano! C'è una personalità, chiamata "La Bestia", che è la più forte, la più pericolosa, quella che sembra avere un potere quasi sovrannaturale. E sembra che questa Bestia voglia usare le ragazze come sacrificio. Brrr, fa quasi freddo a pensarci!
Quindi, riassumendo un po' per non perdere il filo: un uomo con 23 personalità rapisce tre ragazze. Queste ragazze cercano di salvarsi, ma devono fare i conti con tutte le sfaccettature della mente di Kevin. Il tutto è ispirato a una storia vera, quella di Billy Milligan, che ha dimostrato come la mente possa frammentarsi in modi così drastici. Split è un film che ti tiene con il fiato sospeso, ti fa riflettere e ti fa ammirare la bravura degli attori.

Ma parliamo un attimo del perché questo film è così affascinante. Non è solo per lo shock delle 23 personalità o per la tensione del rapimento. È perché tocca un tasto sensibile: la fragilità umana. Ci mostra che anche una persona che sembra forte e in controllo, può nascondere un universo di complessità e sofferenza. E che a volte, quello che appare come una forza, può essere in realtà una conseguenza di un trauma profondo.
Pensa a Kevin. Lui non ha scelto di avere tutte queste personalità. Sono emerse come un meccanismo di difesa, un modo per sopravvivere a esperienze terribili. È un po' come quando siamo bambini e ci succede qualcosa di brutto, e il nostro cervello "crea" qualcosa per proteggerci. Solo che nel suo caso, questo meccanismo è andato un po'… fuori controllo, diciamo!
E le ragazze? Loro sono la nostra ancora di salvezza, in un certo senso. Sono quelle che cercano di capire, di trovare un punto di contatto con l'umanità che ancora esiste dentro Kevin. Una di loro, Casey, interpretata da Anya Taylor-Joy (un'altra attrice bravissima, fidati!), è particolarmente coraggiosa e intelligente. Riesce a vedere oltre la maschera di terrore e a cercare di capire le motivazioni più profonde.

Una cosa che mi ha colpito molto è come il film mette in scena le diverse personalità. Non sono solo voci o cambiamenti di tono. Sono veri e propri cambiamenti fisici, nel modo di muoversi, di parlare, persino di guardare. È come se McAvoy avesse un intero cast dentro di sé. E ogni personalità ha il suo "momento di gloria", dove emerge e prende il sopravvento. A volte ti fa ridere (sì, anche questo!), a volte ti fa saltare sulla sedia.
Ora, una piccola precisazione sulla "storia vera". Come dicevo, è ispirato. Non è che Kevin Wendell Crumb sia realmente esistito con le sue 23 personalità in quel preciso modo. Ma il concetto di disturbo dissociativo dell'identità è reale, e la storia di Billy Milligan è una testimonianza potentissima di quanto possa essere complesso e misterioso il funzionamento della mente umana. I registi (M. Night Shyamalan, per chi volesse saperlo!) hanno preso un fatto reale e ci hanno costruito sopra una storia avvincente e piena di suspense. Un po' come quando si dice che un libro è "tratto da una storia vera" e poi ci sono un sacco di licenze poetiche. Ma in questo caso, funziona benissimo!
Il film ti porta a chiederti: cosa significa essere una persona? Cosa ci definisce? È il nostro corpo, la nostra mente, le nostre esperienze? E se la nostra mente si frammenta, perdiamo la nostra identità? Queste sono domande che ti rimangono dentro, anche dopo che le luci si sono riaccese. E questo, secondo me, è il segno di un grande film. Ti fa pensare, ti fa sentire qualcosa.

Poi, c'è quel finale… Ah, quel finale! Se non l'hai visto, non ti dico niente, ma fidati, è un colpo di scena che ti lascia senza parole. E ti fa capire che forse questo Kevin, con le sue mille personalità, è più collegato ad altri universi cinematografici di quanto potessimo immaginare. Un piccolo spoiler, ma necessario per chiudere il cerchio: il film non è isolato. Fa parte di una trilogia, o meglio, è connesso a un altro film di Shyamalan, Unbreakable – Il predestinato, e a un terzo film uscito dopo, Glass. Il che rende tutto ancora più intrigante!
Quindi, cosa possiamo imparare da tutto questo? Che la mente umana è un mistero affascinante e a volte spaventoso. Che le persone sono molto più complesse di quanto sembrino in superficie. E che anche nelle situazioni più buie, c'è sempre una scintilla di speranza, una possibilità di capire, di connettersi. Anche quando hai a che fare con 23 personalità diverse!
Insomma, se ti è capitato di vedere Split, spero che questo chiacchiericcio ti abbia fatto rivivere un po' le emozioni. Se invece non l'hai ancora visto… beh, cosa stai aspettando? Dagli una chance! È un film che ti farà pensare, ti farà emozionare e ti farà dire: "Wow, che storia incredibile!". E ricorda, alla fine di ogni buio, anche il più intricato, c'è sempre una luce. E a volte, quella luce è rappresentata da un sorriso, una risata, o semplicemente dalla comprensione. E questa, secondo me, è la cosa più bella di tutte. Non credi? Un abbraccio forte!