Doctor Strange Nel Multiverso Della Follia Recensioni

Allora, mettiamola così: avete presente quando vi ritrovate con un pugno di caramelle miste, e tipo, ci sono quelle che adorate, quelle buone ma non troppo, e poi quella strana caramella al gusto di liquirizia e peperoncino che vi fa chiedere "ma chi l'ha inventata?!"? Ecco, Doctor Strange nel Multiverso della Follia, per me, è stato un po' come aprire quel sacchetto.

Non che sia una brutta caramella, intendiamoci. Anzi, alcune sono proprio delle chicche pazzesche. Ma diciamocelo, il multiverso è un concetto che, se non gestito con un po' di attenzione, può diventare un vero e proprio caos cosmo-esistenziale. E quando dici "Doctor Strange", dici subito magia, dimensioni alternative, e gente che si fa cose che nella vita normale ti farebbero finire al pronto soccorso con una diagnosi di "eccesso di fantasia".

Ricordo ancora la prima volta che ho sentito parlare di multiverso. Ero bambino, guardavo i cartoni animati dove un eroe poteva essere un pirata, un astronauta, un detective… e pensavo: "Wow, quante vite può vivere una persona!". Poi crescendo, ti rendi conto che la vita reale è un po' più… monodimensionale. Cioè, puoi cambiare lavoro, fare un viaggio, cambiare taglio di capelli, ma resti sempre tu, nel tuo tempo, nel tuo spazio. A meno che tu non abbia un pizzico di magia a portata di mano, ovviamente.

E qui entra in gioco il buon Stephen Strange. Un mago. Un dottore. Un tizio che ha deciso che le leggi della fisica erano troppo noiose e ha pensato: "Ma perché non ci facciamo un giro dall'altra parte?". Il problema è che quando ti fai un giro "dall'altra parte", a volte ti porti dietro degli ospiti indesiderati. E quando dico ospiti indesiderati, penso a quei parenti che ti piombano in casa senza preavviso per tre settimane e ti svuotano il frigo. Solo che questi ospiti, invece di rubarti gli avanzi, rischiano di distruggere tutte le realtà esistenti. Un tantino più complicato da gestire, ecco.

Il Salto nel Buio (o meglio, nel Multiverso)

La trama, diciamocelo, parte un po' a razzo. Non c'è il tempo di dire "Abracadabra" che già siamo in mezzo a una corsa frenetica. C'è questa America Chavez, ragazzina con un potere che è un po' come avere la porta di casa che si apre magicamente su qualsiasi città del mondo tu voglia. In teoria fantastico, in pratica un incubo per chi ti vuole prendere. E chi la vuole prendere? Beh, un po' tutti quelli che nel multiverso hanno perso qualcosa e pensano che lei sia la chiave per riaverla. O che semplicemente vogliano sfruttare il suo potere per… beh, per fare cose da multiverso. E diciamocelo, le "cose da multiverso" di solito non sono mai una passeggiata tranquilla.

E poi c'è lei, la Scarlatta Strega. Ah, Wanda Maximoff. Un personaggio che è passato dal "voglio solo il mio amore" al "distruggo tutto se non ottengo quello che voglio" con la stessa velocità con cui io passo dal divano al frigorifero. E questo, amici miei, è un vero talento. La sua trasformazione da eroina a… beh, a qualcosa di più oscuro è uno degli aspetti più interessanti e inquietanti del film. Ti fa pensare: "Certo, anch'io sarei furioso se mi rubassero… che so, il telecomando per sempre". Lei ha avuto un po' più di casini, diciamo.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia, la recensione
Doctor Strange nel Multiverso della Follia, la recensione

La bellezza dei film Marvel, e di questo in particolare, è che ti catapultano in situazioni così esagerate che la tua vita quotidiana sembra un documentario sull'ordinario. Cioè, mentre tu stai cercando di capire perché il tuo Wi-Fi è lento, loro stanno combattendo mostri che sembrano usciti da un incubo di un pittore espressionista ubriaco. E diciamocelo, è un bel sollievo ogni tanto.

Quando le Cose Si Fanno Davvero Strane

Ora, parliamo dei momenti in cui il film ti fa dire: "Ok, questo è geniale" o "Ok, questo è assolutamente folle". A volte, sono la stessa cosa. Sam Raimi, il regista, ha uno stile tutto suo. È come quel tuo amico che quando ti racconta una storia, non si limita a dirti cosa è successo, ma ti aggiunge dettagli che ti fanno immaginare le scene in modo così vivido che quasi ti sembra di essere lì. Solo che nel caso di Raimi, "lì" può significare una dimensione dove le persone hanno mani al posto della testa, o dove i zombie cantano. Sì, avete letto bene.

Ci sono delle sequenze che sono pura adrenalina visiva. Le battaglie, gli effetti speciali, le apparizioni di personaggi inaspettati… è un vero e proprio frullato di immagini. Ti siedi e dici: "Cosa sta succedendo? Chi è quello? E perché quel tizio è verde?". E poi, un attimo dopo, sei totalmente preso dalla scena, con le mani strette sui braccioli della poltrona, sperando che il tuo eroe preferito non finisca in pasto a un qualche mostro interdimensionale.

DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA | Vinci i biglietti del cinema
DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA | Vinci i biglietti del cinema

E poi c'è l'umorismo. Perché, diciamocelo, anche nel mezzo della distruzione universale, un po' di risate ci stanno. Ci sono battute che funzionano, momenti di leggerezza che ti salvano dall'eccesso di dramma. È quel classico umorismo Marvel che ti fa sorridere anche quando stai pensando "oddio, è la fine del mondo!". È come ricevere un SMS divertente mentre sei bloccato nel traffico più assurdo. Ti tira su il morale.

Ma tornando alla "follia". Il multiverso, per sua natura, è un concetto che gioca con le possibilità infinite. E questo può essere sia un punto di forza che una debolezza. A volte, vedi delle realtà così diverse e strane che ti chiedi se non sia un po' troppo. È come provare tutti i gusti possibili di gelato nello stesso cono: alcuni abbinamenti funzionano alla grande, altri… beh, lasciamo perdere. Questo film non ha paura di osare, e questo è ammirevole.

Le Recensioni? Dipende da Cosa Cerchi

Le recensioni, se le leggi online, sono un vero e proprio barometro del multiverso. C'è chi lo ama alla follia, chi lo considera un disastro cosmico. E onestamente, capisco entrambi i punti di vista. Se cerchi una trama lineare, una storia che ti spieghi tutto per bene, passo dopo passo, potresti sentirti un po' perso. È come cercare di seguire le istruzioni per montare un mobile Ikea in una lingua che non conosci.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) di Sam Raimi
Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) di Sam Raimi

Ma se sei disposto a lasciarti trasportare, a goderti lo spettacolo visivo, le trovate geniali e le interpretazioni intense (Benedict Cumberbatch è sempre lui, un maestro nel rendere complicato anche prendere un bicchiere d'acqua), allora ti divertirai un mondo. È come andare a un concerto di musica sperimentale: magari non capisci tutte le note, ma l'energia, l'atmosfera, ti coinvolgono.

Personalmente, ho apprezzato la libertà creativa che si respira. Sembrava che il film dicesse: "Ehi, abbiamo il multiverso, facciamoci un po' di casino!". E per me, questo è stato un bel divertimento. Ci sono state scene che mi hanno lasciato a bocca aperta, momenti di puro stupore. E poi, diciamocelo, vedere Doctor Strange e Scarlet Witch scontrarsi è un po' come vedere due supereroi dei tuoi sogni peggiori combattere per vedere chi distrugge più cose. È epico, nel suo modo un po' folle.

Certo, ci sono anche i "ma". Il ritmo a volte è così veloce che ti sembra di aver perso un episodio di una serie tv. E alcune scelte narrative ti fanno aggrottare le sopracciglia, tipo: "Davvero? Questo accade?". Ma credo che faccia parte del fascino del multiverso: non sempre ha senso, ma è sempre emozionante.

Recensione - Doctor Strange nel Multiverso della Follia, diretto da Sam
Recensione - Doctor Strange nel Multiverso della Follia, diretto da Sam

Quindi, se dovessi riassumere Doctor Strange nel Multiverso della Follia in una frase? Direi: "Un viaggio spericolato attraverso universi improbabili, con un pizzico di terrore, tanto spettacolo e qualche momento in cui ti chiedi se non sia tutto un sogno strano dopo aver mangiato troppo formaggio prima di dormire". Ma un sogno da cui vale la pena svegliarsi, perché è pieno di immagini che ti rimangono impresse. E a volte, anche nel caos, si trova la bellezza. E un sacco di magie oscure, ma questa è un'altra storia.

È un film che ti fa pensare: "Ok, nella mia vita magari non incontrerò creature tentacolari o versioni alternative di me stesso che fanno il girotondo su un unicorno volante, ma almeno so che là fuori, nel cinema, succede". E questo, in un mondo che a volte sembra troppo normale, è già un bel risultato.

È un film che ti lascia un po' frastornato, come quando finisci di giocare a un videogioco molto intenso. Hai la sensazione di aver vissuto un'avventura, di aver visto cose che nella vita reale non vedrai mai. Ed è proprio questo il bello.