Cosa Sono I Cavalli Di Frisia

Sai, l'altro giorno stavo chiacchierando con un amico che si occupa di marketing e mi ha raccontato una cosa che mi ha fatto subito pensare: "Ma guarda te, quanto sono intelligenti certe strategie!". Lui mi ha parlato di come, a volte, per far passare un messaggio importante, invece di metterlo in bella mostra, lo si nasconde un po', si fa in modo che la gente se lo vada a cercare, come fosse un tesoro nascosto. E io lì per lì ho pensato: "Ma questo mi ricorda qualcosa... qualcosa di molto antico!"

Ecco, pensateci un attimo. Quante volte ci è capitato di sentire frasi fatte, espressioni che usiamo senza nemmeno sapere da dove vengono? Tipo "Aprire il vaso di Pandora" o "Essere una Cassandra". Sono lì, nel nostro vocabolario quotidiano, ma la loro origine, la loro storia, spesso sfugge. E proprio in questo meccanismo, in questo modo di far entrare le cose nella nostra mente, c'entra tantissimo quella che noi, oggi, chiamiamo un po' ironicamente, la metafora dei Cavalli di Frisia.

Ma cosa sono esattamente 'sti Cavalli di Frisia? Non stiamo parlando di cavalli di razza che vengono dalla Frisia, eh! (Anche se immagino che anche quelli siano fighi). No, no. L'espressione viene da un uso bellico, abbastanza cruento, a dire il vero.

Immaginatevi un assedio medievale, i nemici fuori dalle mura. E cosa fanno questi astuti assedianti? Per impedire alla fanteria di attaccare in massa le porte o di scalare agilmente le mura, piazzavano in punti strategici delle specie di ostacoli. E questi ostacoli, spesso fatti di legno, appuntiti, con punte che sporgevano in tutte le direzioni, erano proprio i nostri famosi Cavalli di Frisia.

Erano pensati per creare confusione, per rallentare l'avanzata, per far sì che l'attacco perdesse la sua efficacia. Insomma, erano una difesa passiva ma incredibilmente fastidiosa, quasi subdola. Ti ostacolavano senza che nessuno ti puntasse una spada addosso direttamente. Ti bloccavano il passo, ti costringevano a fare giri strani, ti facevano perdere tempo prezioso.

Dal cavallo di Troia al cavallo di Frisia: le razze antiche
Dal cavallo di Troia al cavallo di Frisia: le razze antiche

E torniamo alla nostra chiacchierata di marketing. Il collegamento è questo: i Cavalli di Frisia, nella loro accezione moderna, non sono più ostacoli fisici, ma ostacoli concettuali. Sono quelle idee, quelle strategie, quelle presentazioni che, invece di dirti le cose in faccia in modo diretto e lampante, te le propongono in modo indiretto, quasi che tu debba "scavalcarle" per capirle.

Pensate alle pubblicità che usano un linguaggio sibillino, ai discorsi politici pieni di giri di parole, o anche alle metafore che ci fanno riflettere. Non sono lì per bloccarci, ma per stimolare il nostro pensiero. Ci costringono a fare uno sforzo in più per arrivare al succo della questione. E questo, secondo chi se ne intende, rende il messaggio più memorabile, più personale, perché te lo sei "guadagnato".

Dal cavallo di Troia al cavallo di Frisia: le razze antiche
Dal cavallo di Troia al cavallo di Frisia: le razze antiche

È un po' come quando ti danno un indovinello invece di una risposta secca. Ti diverti di più, no? Magari all'inizio ti senti un po' frustrato, perché vorresti la risposta subito, ma poi, quando la trovi, la soddisfazione è maggiore.

Quindi, la prossima volta che vi imbattete in qualcosa che vi sembra un po' contorto, un po' sfuggente, ricordatevi dei nostri amici, i Cavalli di Frisia. Non sono necessariamente un problema, ma potrebbero essere solo un modo più intelligente, più sfizioso, di farvi arrivare un messaggio. Un po' di sano "lavoro" per la mente, che non fa mai male!