
Allora, parliamoci chiaro. Il Rosario. Con la corona. Diciamocelo: a volte sembra di decifrare un codice segreto, no?
Ma come si fa? Seriamente?
Io ammetto una cosa impopolare: all'inizio, mi sentivo un po' come un robot programmato male. Avevo la corona in mano, le istruzioni trovate su internet (perché, diciamocelo, chi se le ricorda a memoria?), e la sensazione di essere terribilmente stonata.
Inizio. Crocifisso. Segno della croce. Amen. Poi? Un Padre Nostro. Ok, facile. Poi vengono le cose serie.
Il mistero dei misteri
Eh sì, perché poi arrivano i Misteri. Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi, Luminosi... Ma chi se li ricorda tutti, al momento giusto? Io, colpevolmente, spesso ricorro al foglietto di promemoria. Giudicatemi pure.
E poi, le Ave Maria. Dieci. Dieci! Ecco, qui scatta la modalità "pilota automatico". Confesso, a volte penso a cosa mangerò a cena. O a quella serie TV che devo finire di vedere. Spero che la Madonna non se la prenda troppo.

Tra un mistero e l'altro, un Gloria al Padre. Un respiro di sollievo. Un breve momento di lucidità prima di ripiombare nel vortice delle Ave Maria.
E poi, alla fine, la Salve Regina. Che, ammettiamolo, è bellissima. Ma a quel punto, io sono talmente concentrata a non sbagliare le parole che l'emozione è un po' compromessa.
La corona. Questione di stile?
Poi c'è la corona. Che bella, per carità. Ma quanto è scomoda? Io ne ho una con le perle di vetro che sembra pesare un chilo. E quella di legno si incastra sempre tra le dita. Un dramma.

Secondo me, la vera abilità non è recitare il Rosario a memoria. Ma farlo senza addormentarsi. Sfida accettata?
E poi, diciamocelo: quante volte abbiamo trovato la corona in fondo alla borsa, piena di polvere e avvolta nel cavo delle cuffie? Vero? Vero!

Insomma, il Rosario con la corona. Un'esperienza spirituale, certo. Ma anche un piccolo percorso a ostacoli. Un mix di devozione, distrazione e, ammettiamolo, un pizzico di confusione.
Ma, in fondo, forse è proprio questo il bello. No? L'imperfezione. La consapevolezza di essere umani, con i nostri limiti e le nostre piccole debolezze. E la speranza che, nonostante tutto, la Madonna ci voglia bene lo stesso.
Quindi, la prossima volta che prendete in mano la vostra corona, non preoccupatevi troppo di essere perfetti. Rilassatevi. Respirate. E magari, se proprio non vi ricordate l'ordine dei misteri, date una sbirciatina al foglietto. Nessuno lo verrà a sapere. Promesso.