
Sapete, a volte mi fermo a pensare a certe cose. Cose che diamo per scontate. Cose che sono lì, che fanno il loro lavoro, e noi passiamo. Come quei… quei cosi alti che tengono su le luci. Sì, proprio loro. I pali della luce. Ma ditemi voi, è un nome un po'… anonimo, non trovate?
Io mi immagino sempre che ci sia una specie di grande riunione segreta, magari in una sala fumosa, dove decidono i nomi di tutte le cose. E quando sono arrivati ai pali della luce, uno con una cravatta troppo stretta ha detto: "Allora, questi qua, che ci stanno in piedi dritti tutto il giorno e ci fanno vedere al buio? Come li chiamiamo?". E un altro, mangiandosi un panino, ha risposto distrattamente: "Mah, pali della luce, no? Che altro devono essere?". E così è andata. Che tristezza, no?
Ma pensiamoci un attimo. Questi esseri metallici (o a volte di legno, non dimentichiamoci dei vecchi tempi!) sono dei veri e propri eroi silenziosi. Sono lì, contro pioggia, vento, neve, smog, e a volte anche contro i piccioni un po' troppo audaci. E noi li chiamiamo… pali. Sembra quasi che ci si stia prendendo gioco di loro. Come se dicessimo: "Ehi, tu che stai lì fermo, sei solo un palo!".
Io dico, diamogli un nome più… epico! Più degno della loro grandezza. Qualcosa che faccia sentire anche a loro un pizzico di orgoglio. Magari Guardiani Luminosi? O Sentinelle del Crepuscolo? Che ne dite di Alberi di Lampada? Suona un po' più poetico, no? Immaginate un bambino che dice alla mamma: "Guarda, mamma, un Albero di Lampada!". La mamma sorride, il bambino è felice. Tutto è più bello.
E poi, pensate al design! Alcuni pali sono delle vere e proprie sculture moderne. Eleganti, slanciati, con quelle forme che si integrano perfettamente nell'ambiente. Altri sono più rustici, con quel fascino un po' vintage che ci ricorda tempi più semplici. Eppure, li infiliamo tutti nella stessa scatola: palo. È come avere una collezione di opere d'arte magnifiche e chiamarle tutte "pezzo di muro". Un po' riduttivo, non credete?

Io ho una teoria. Forse i nomi li decidono delle persone che non sono mai uscite di casa. O che hanno sempre avuto la luce in casa. Magari vivono in una specie di bunker illuminato a giorno e non hanno mai avuto bisogno di guardare fuori per vedere cosa teneva su le lampade. E quindi, per loro, sono solo… pali. Fatti di legno o di ferro, che stanno dritti. Fine della storia.
Ma noi, noi che camminiamo per strada, che viviamo la notte, che abbiamo bisogno di quel bagliore rassicurante per non inciampare o per trovare la chiave giusta nella serratura, noi sappiamo il valore di quei pali. Sappiamo che sono lì, fedeli, nonostante tutto. Sono i nostri fari urbani, i nostri segnalatori notturni. Sono quelli che ci accompagnano quando torniamo a casa tardi, quelli che rendono sicure le nostre passeggiate serali. Sono i nostri amici silenziosi.

Quindi, la prossima volta che vedete un palo della luce, fermatevi un attimo. Guardatelo bene. Pensate a tutta la fatica che fa. Pensate a tutta la luce che ci regala. E forse, solo forse, vi verrà voglia di chiamarlo in un modo un po' più… affettuoso. Magari un sussurro: "Ciao, mio caro Custode di Notte!". Oppure, con un po' più di brio: "Ehilà, Gamba Luminosa!".
È un'idea un po' strana, lo so. Potrei essere l'unica al mondo a pensarla così. Potrei essere considerata un po' eccentrica. Ma chi se ne importa? La vita è troppo breve per dare nomi banali alle cose importanti. E questi pali, per quanto li chiamiamo, sono importanti. Sono un pezzo della nostra vita quotidiana. Sono un dettaglio che fa la differenza.
Immaginate una conversazione tra amici:

"Allora, hai visto quel nuovo locale in centro?" "Sì, quello vicino al Guardiano Luminoso più alto?" "Ma no, intendo quello prima del Sentinella del Crepuscolo con l'illuminazione un po' gialla." "Ah, ho capito! Quello vicino all'Albero di Lampada con la forma strana!"
Vedete? Suona già tutto molto più interessante. Molto più… narrativo. Si creano piccole storie, si dà un po' di personalità a oggetti che altrimenti resterebbero muti e anonimi.
E poi, parliamoci chiaro, "palo" è un nome così… finale. Così definitivo. Non lascia spazio all'immaginazione. Invece, con nomi come Sostegno Fulgente o Torre Illumination, si apre un mondo. Si può immaginare che abbiano poteri segreti, che di notte, quando nessuno li guarda, si mettano a ballare o a scambiarsi storie dal resto del mondo. Magari parlano con le stelle, o con la luna. Chi lo sa?

Potrebbe essere che i produttori di lampade e pali abbiano un ufficio segreto dove si divertono a dare nomi assurdi alle cose, e poi li nascondono per non farci capire. Magari il nome ufficiale di un "palo della luce" è qualcosa tipo Protetto Luminescente Quadrato Forma, ma poi decidono che è troppo complicato e lo semplificano in palo. Che spreco di fantasia!
Ma io non ci casco. Io continuo a pensare ai nomi più belli. Penso ai Giganti Gentili che ci accompagnano nelle nostre serate. Penso ai Filari di Stelle a Terra. Penso a tutti quei nomi che rendono il mondo un posto un po' più magico, un po' più… divertente. Quindi, la prossima volta che camminate sotto un lampione, alzate lo sguardo e date un nome tutto vostro a quel palo. Non abbiate paura di essere creativi. Dopotutto, chi altro si preoccupa davvero di questi umili eroi della notte?
Forse è una battaglia persa. Forse il nome "palo della luce" è qui per restare. Ma sognare, almeno, si può. E mentre sogno, immagino che un giorno, magari, i nostri pali riceveranno il riconoscimento che meritano. Forse con un monumento. O forse, semplicemente, con un nome migliore. Un nome che faccia capire a tutti quanto sono speciali. E fino ad allora, io li chiamerò Signori della Luce. E credo proprio che mi sorrideranno, da lassù.