
Avete presente quando siete a messa, guardate l'altare, e pensate: "Chissà come si chiama quella tovaglia lì?". Ecco, non siete i soli! In Italia, la risposta non è così semplice come sembra, e la cosa si fa perfino un po' buffa.
Tecnicamente, "tovaglia dell'altare" va benissimo. Funziona, tutti capiscono. Ma se volete fare un po' gli intenditori, e magari impressionare la nonna che vi porta sempre in chiesa, allora dovete sapere che esistono diverse possibilità, a seconda del tipo di tovaglia e del suo scopo. Un po' come avere dieci tipi diversi di forchetta, ma per il tavolo dove si celebra la messa!
La più comune, quella che vedete sempre, è la tovaglia d'altare. Semplice, no? Di solito è bianca, di lino o cotone, e copre tutto l'altare. Immaginatela come la tovaglia che usate per la cena della domenica, ma molto, molto più importante!
Poi c'è il corporale. Questo è un fazzoletto quadrato, sempre bianco, che viene steso sull'altare prima di posare l'ostia e il calice. Il suo compito è proteggere le specie consacrate da eventuali briciole o goccioline. Praticamente, è il bodyguard dell'ostia! Immaginate un piccolo agente segreto, tutto bianco e immacolato, pronto a intervenire se qualcosa va storto durante la messa.
Un po' di storia (ma senza annoiarvi, promesso!)
Anticamente, le tovaglie d'altare erano vere e proprie opere d'arte, ricamate con fili d'oro e decorate con immagini sacre. Pensate a quante ore di lavoro ci volevano per realizzarle! Oggi, le tovaglie sono più semplici, ma la cura e il rispetto che si devono loro restano gli stessi.

La cosa divertente è che, a volte, anche tra i preti c'è un po' di confusione. Magari chiedete a un sacerdote come si chiama un certo tipo di tovaglia, e lui vi risponde: "Mah, noi la chiamiamo 'quella bianca'!". Un po' come quando chiedete a vostro padre come si chiama un attrezzo in garage e lui dice: "Coso".
E il palla? No, non è una parolaccia! È un altro piccolo quadrato di lino inamidato che serve a coprire il calice. Immaginate una piccola cupola protettiva per il vino consacrato. Un po' come una mini tenda da campeggio per il calice.

A volte, si usano anche dei piccoli asciugamani, chiamati manutergio, per asciugare le mani del sacerdote durante la messa. Un po' come avere un tovagliolo personale extra chic per il prete.
"Ma allora, come si chiama davvero la tovaglia dell'altare?"
La risposta è: dipende! Se intendete la tovaglia grande che copre l'altare, allora si chiama semplicemente tovaglia d'altare. Se invece vi riferite a uno dei fazzoletti più piccoli, allora bisogna specificare: corporale, palla, manutergio. Un po' come chiedere: "Come si chiama il pezzo di pane?" e dover specificare se è una fetta, un panino, o un grissino.

La prossima volta che sarete a messa, osservate bene l'altare e provate a riconoscere i diversi tipi di "tovaglie". Magari potrete anche fare una scommessa (silenziosa, mi raccomando!) con il vostro vicino di banco per vedere chi indovina più nomi. E chissà, magari imparerete qualcosa di nuovo e vi sentirete un po' più "esperti" in materia di tovaglie sacre!
Ricordatevi, però, che al di là dei nomi, la cosa più importante è il significato: questi tessuti, seppur semplici, hanno un ruolo fondamentale nella celebrazione della messa e ci ricordano la sacralità del luogo in cui ci troviamo. Quindi, la prossima volta, guardate l'altare con un occhio diverso, un po' più consapevole... e magari con un sorriso, pensando a tutte le "tovaglie" che lo adornano!